giovedì 16 marzo 2023

il quaderno

Alcuni anni fa una signora mi accusò apertamente di essere un grandissimo ipocrita, di sbandierare tematiche sociali per farmi bello mentre in realtà non mi frega nulla degli altri, e questo si capiva dai post in cui prendevo in giro gli autori che mi contattavano. Fu talmente categorica nel suo giudizio che sulle prime pensai mi avesse mandato anche lei una proposta: infatti, cercando, trovai una sua email con le scansioni di un quaderno scritto a penna, un intero quaderno scannerizzato, scritto con una calligrafia illeggibile e piena di cancellature, note aggiunte a margine, stellette e cuoricini, che avevo subito cestinato. Provai a parlarci perché mi dispiaceva, ma mi trattò con sufficienza e quando mi definì scarafaggio lasciai perdere. – Oggi, dopo tanti anni, l’ho rivista apparire all’improvviso su una tv locale, mentre lanciava un appello ai ladri che le hanno scippato la borsa: Vi prego di restituirmi la mia borsa, non tanto per i soldi che vi potete tenere, ma perché dentro c’era il quaderno con tutte le mie poesie scritte a mano. Il mondo ha così tanto bisogno di poesie che ogni poesia che gli rubate è una ferita che fate al mondo, ricordatevelo, bestie! – Eccola lì, mi sono detto, una persona capace di rovinare tutta la simpatia che potrebbe evocare con una parola di troppo. C’è da capire, adesso che i ladri butteranno il suo quaderno nel primo cassonetto libero, in quale punto preciso il mondo comincerà a sanguinare appositamente per lei.

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