giovedì 16 marzo 2023

sogno di godard

Stanotte ho sognato di litigare con uno che assomigliava a Godard, dicendo che pure nella morte che ci diamo col massimo impegno non siamo tutti uguali, perché quelli più ricchi vanno in Svizzera e si fanno accompagnare verso il sonno da un dottore e da una certa punturina che è indolore e che li fa addormentare lentamente, mentre quelli come me, i poveri, al massimo si fanno accompagnare dalla stretta del nodo della propria cinta mentre si impiccano o dal grido che gli rimbomba nelle orecchie mentre si lanciano in volo dal balcone, se abitano più in alto degli altri. Sono cose che fanno male, per cui al sollievo si accompagna sempre una punizione del corpo e anche in questo c’è una discriminazione di classe. Lo dicevo a Godard che mi guardava come se fossi un cretino e mi diceva: Caro mio, ma lei cosa ne sa di me, di quello che sentivo, io mi sentivo solo come un cane! – Questo ho sognato, poi stamattina presto ha chiamato mio cugino avvisando che era morta sua madre.

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