Stanotte ho sognato le dita delle mani di mio padre che scavavano lentamente la superficie del tavolo e più scavavano nel legno più toccavano il cielo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 16 novembre 2022
martedì 15 novembre 2022
settimo cielo
Il commercialista mi fa i complimenti per la buona salute della casa editrice. Te ne accorgi, mi dice, perché paghi tante imposte. — Sono al settimo cielo.
domenica 13 novembre 2022
block-notes di un regista
martedì 8 novembre 2022
la questione
Oggi in libreria ho scoperto che Franco Arminio ha pubblicato il suo ultimo libro, Atleti, con HarperCollins Italia, che è la seconda casa editrice più diffusa nel mondo. Einaudi a confronto è quasi nulla. A uno può piacere o no come scelta, ma molto dice il fatto che HarperCollins ha un approccio assai pragmatico (come si vede anche dalle sue brutte copertine). Non si fanno differenze di genere. Sul sito c'è la narrativa italiana (cioè in lingua originale), la straniera (cioè in traduzione), la non-fiction (ovvero saggi e manualistica) e la narrativa per ragazzi (quella che vende). Punto. Il poeta non viene discriminato per ciò che scrive o perché va a capo, ma soltanto in base al fatto che venda o meno. Poi certo, alcuni diranno che Arminio non è un poeta, ma il bello è proprio questo, che ad HarperCollins non frega nulla della questione, per loro Arminio è un autore come tutti gli altri e ha le stesse possibilità di esprimersi sul mercato. Cosa che in Italia succede assai più raramente per una serie di preconcetti che coinvolgono tutti, dagli editori al pubblico, senza parlare degli stessi poeti, a cui piace fare la parte dei nobili esclusi.
lunedì 7 novembre 2022
farsi salvare
Ieri sera in paese è venuta Nadia Terranova a presentare il suo ultimo libro sul terremoto. Io ero seduto davanti e accanto a me c'era il ragazzo della relatrice, armato di telefono per fare le debite foto. Ecco, per ogni scatto che faceva alle due insieme, ne faceva almeno 5 soltanto alla relatrice. Ed era tutto contento. Mi ha fatto un sacco di tenerezza. A un certo punto la relatrice ha chiesto alla Terranova se i libri ti possono salvare e io ho pensato, con tutto il rispetto che ho per i libri, ma che te ne fai di essere salvato da un libro quando hai qualcuno davanti che ti vuol bene. Fatti salvare da lui/lei, forse è un po' abusata come formula ma in generale, le fiabe ce lo insegnano, funziona sempre.
domenica 6 novembre 2022
perché si scende in piazza?
Ho letto poco fa il commento di una donna a un post sull’Ucraina il cui la donna, a favore della pace, diceva sostanzialmente che noi occidentali siamo talmente imbevuti di propaganda da credere, fra le altre, alle storie di stupri delle truppe russe sui civili ucraini, e che “non ci sono prove degli stupri” diceva. Ci sono rimasto. Primo perché, da che mondo è mondo, la prima cosa che fa qualsiasi esercito in una guerra è stuprare i civili; lo fanno tutti, non solo i russi (che conoscono bene questa pratica: basta informarsi su cosa hanno fatto in Germania durante la seconda guerra mondiale), ma anche gli italiani in Grecia e in Africa (Montanelli non era l’eccezione, era la regola), gli americani in Asia, i francesi di Napoleone, gli spagnoli in America, lo facevano gli antichi romani e i greci alla base della nostra cultura, e andando a ritroso nel tempo dubito si possa trovare una qualsiasi civiltà che non abbia avvalorato “l’efficacia” dello stupro in guerra. E mi fa specie, in secondo luogo, che lo dica proprio una donna e proprio in nome della pace, con tutta la cultura dello stupro che si respira oggi nel mondo e con tutte le lotte in corso per la difesa di diritti fondamentali legati alla dignità della donna (vedi l’Iran). Una donna che scrive “non ci sono prove degli stupri” di soldati ecco, a pelle mi sembra quasi un controsenso. Tutto si può dire su Russia e Ucraina secondo me, e io non pretendo di avere ragione in merito, tranne che in una guerra non ci sono stupri a decine, ed è innanzitutto per questo che si dovrebbe lavorare per la pace, non pro questo o contro quello, ma per evitare che un qualsiasi soldato si senta in diritto di stuprare, rapinare o uccidere un altro essere umano. Se non lo si fa per questo, perché si dovrebbe scendere in piazza? A volte, invece, da certe cose che leggo, mi sembra davvero che si vada a dimostrare per idee di civiltà così alte che ci si scorda proprio le persone.
sabato 5 novembre 2022
profilo
Nuovo attentato degli ecologisti contro un'opera di Van Gogh, stavolta a Roma. I responsabili del museo comunicano: Ce lo aspettavamo. A questo punto cominciano a venirmi fuori delle domande strane del tipo: In che senso ve lo aspettavate? È stato compilato un profilo dell'attentatore ecologico seriale come si fa coi terroristi? E questo attentatore risponde in particolare alle tele di Van Gogh come succede di fronte alle macchie di Rorschach, ha pulsioni distruttive quando vede il colore? O ci sono motivazione geopolitiche per cui i pittori di scuola olandese sono una espressione del male? Ma soprattutto, cosa rischia chi fa uno di questi attentati? Una causa in tribunale? Una multa sostanziosa? E chi la paga? E chi paga l'avvocato? I genitori dei ragazzi? Se la possono permettere? E se sì (domanda retorica, lo so), al di là della simbolicità del gesto, non era meglio fare una bella donazione o del volontariato presso un ente benefico tipo la Caritas, invece di pagare un avvocato o le casse dello Stato?
what work is
Facciamo una lunga fila nella pioggia
alla Ford Highland Park. Per un lavoro.
Sai cos’è un lavoro – se sei grande abbastanza
per leggere qui sai com’è lavorare,
anche se magari non lo fai.
Ma lasciamo perdere te. Questa roba
parla di gente che aspetta, passando
da una gamba all’altra. Di quando senti
una pioggia sottile che ti bagna i capelli
come fa la nebbia, e che ti confonde
la vista finché ti sembra di vedere
tuo fratello, forse dieci posti più avanti.
Ti pulisci gli occhiali con le dita,
e ovviamente è il fratello di qualcun’altro,
con le spalle più strette del tuo
ma con la stessa posa dinoccolata
e dimessa, lo stesso sorriso che
non maschera la cocciutaggine, lo stesso
rifiuto, triste, di darla vinta alla pioggia,
alle ore buttate via ad aspettare,
al pensiero che a un certo punto, più avanti,
c’è un uomo che sta aspettando per dirti “No,
oggi non assumiamo”, per qualsiasi
ragione voglia. Vuoi bene a tuo fratello;
all’improvviso, adesso, puoi appena
sopportare l’amore che ti sommerge
per tuo fratello, che non è vicino a te,
o dietro di te, o davanti a te,
perché è a casa a cercare di smaltire
col sonno il turno di notte alla Cadillac
così può alzarsi prima di mezzogiorno
a studiare tedesco. Lavora otto ore
per notte così può cantare Wagner,
l’opera che odi di più, la musica
peggiore che sia mai stata inventata.
Quand’è stata l’ultima volta che gli hai detto
che gli vuoi bene, che gli hai stretto le spalle
larghe, hai aperto bene gli occhi e gli hai
detto quelle parole, e magari gli hai dato
un bacio sulla guancia? Non hai mai fatto
una cosa così semplice, così ovvia,
non perché sei troppo giovane, o troppo
scemo, non perché sei geloso e nemmeno
avaro o incapace di piangere davanti
a un altro uomo – no, è solo che non sai
cosa vuol dire lavorare.
(da What Work Is, 1991, traduzione di Giuseppe Genna)
la mamma
Stanotte ho sognato che mi incaricavano di realizzare un gigantesco catalogo (un volume pesa più di 100 Kg, mi avvertono) con l'opera omnia di un artista che a me sinceramente pare Kandinskij anche se assicurano di no, è solo uno che gli assomiglia. L'ente che mi ha contattato ha già prodotto un catalogo simile un paio di anni fa, mi informano, ma la precedente casa editrice ha chiuso per sopraggiunta morte della titolare che guarda caso era la mamma del curatore, e ora cercano un sostituto. Ho chiesto per curiosità quanto avevano dato alla mamma del curatore per il libro precedente, e mi hanno risposto 50.000 euro + iva. – È una cifra enorme! dico. – Sì, ma anche fare la mamma non è facile.
giovedì 3 novembre 2022
condividere
Uno che mi scrive presentandosi come l’ex di una tipa con cui sarò uscito sì e no due volte quindici anni fa. Prosegue dicendo che la suddetta, prima di andarsene, gli ha parlato assai bene di me, che anzi le ho lasciato un buon ricordo, e visto che anche lui scrive, magari si potrebbe condividere qualcos’altro oltre alla tipa.
mercoledì 2 novembre 2022
la forza del passato
Viene a trovarmi in sogno Ciriaco De Mita. Mi cita frasi e versi non suoi, spacciandoli per suoi, opere di Monet che dice sono sue e che sarebbero perfette, aggiunge, come cover per i miei libri. Poi mi lancia questa massima: “Avevo ragione io, anche nell’errore avevo ragione io”. Non so cosa rispondergli, non ricordo niente di cosa ha fatto. “La forza del passato è che tanto ci si scorda tutto!”.
sabato 29 ottobre 2022
circolo vizioso
perfido
C’è qualcosa di perfidamente riuscito in questo contrappunto giornalistico. Da una parte sono giorni che scriviamo post contro quelli che fanno attentati alle opere d’arte nei musei dicendo che non ne capiscono il reale valore; dall’altra forse nemmeno noi – come si vede – ne abbiamo capito il senso, nemmeno per guardarli dalla parte giusta.
sfilata
Ho appena letto la storia assai commovente di una famiglia brasiliana che appoggia Bolsonaro. Durante una manifestazione elettorale la figlia tredicenne, alla sua prima sfilata, si è messa sopra un carro che girava per la città e a un certo punto passando davanti a dei sostenitori di Lula qualcuno ha lanciato una pietra e l'ha colpita in faccia. Piena di sangue l'hanno subito portata al pronto soccorso. E lì il padre comincia a gridare: "Dio, Dio perché ci hai abbandonato?". Al che la figlia gli risponde che lei si è sacrificata per la vittoria della democrazia, mica per Dio. Il padre è orgoglioso del coraggio di sua figlia, così orgoglioso da scrivere sotto la foto che le fa col viso pieno di sangue: "Le ho perdonato persino la bestemmia verso Dio. VIVA BOLSONARO!"
venerdì 28 ottobre 2022
tentativo
Oggi, cercando di consolare una ragazza che ho conosciuto negli ultimi mesi di via vai dall’ospedale ho fatto il passo più lungo della gamba, invece di cercare di capire come vive i suoi problemi, ho tirato fuori l’ottimistico luogo comune che forza, tu sei giovane e forte, puoi lottare, puoi farcela, avrai il modo di aggiustare le cose. Si è incazzata, ma non come luogo comune, si è proprio incazzata. Ho una malattia rara per cui nel giro di pochi anni… il mio compagno se l’è fatta sotto e mi ha lasciato… E tu mi parli di essere giovani? Che me ne faccio io di essere giovane se fra poco non avrò più una vita? Mi sono sentito una merda, ma davvero una merda, uno stronzo di settanta chili caduto sulla terra per far danni. Così le ho chiesto scusa e credo di aver fatto una faccia che faceva veramente pena, perché poi mi ha preso una mano, me l’ha stretta e mi ha risposto non importa, ho apprezzato il tentativo.
giovedì 27 ottobre 2022
stupid
Io non riesco più a capire se questa è performance artistica, azione dimostrativa per l'ambiente (ma preferivo Greta), un tentativo di attirare l'attenzione, o come dice una donna durante l'azione qualcosa di stupido. Attaccare la propria testa con la colla a un vetro per me è stupido, però è un pensiero mio. Poi, vabbè, ci sono quelli che ancora sperano di salvare il mondo con le marce per la pace.
appena sentita in sogno
Gentile cliente, è meglio pubblicare con Ferrovie dello Stato che con l'editoria italiana, è più facile prenotare un biglietto, ti danno più considerazione lungo il tragitto e se qualcosa non va puoi chiedere il rimborso. Se paghi il giusto, ti porta più lontano.
mercoledì 26 ottobre 2022
la topa
Mi chiama un collega, mi dice: Ma come Antò, mi ha contattato una ragazza per propormi il suo libro, è una topa incredibile, mi ha detto che lo ha mandato anche a te e che l’hai rifiutata. Ma come si fa a rifiutate una topa come quella? – Punto sul vivo vado a controllare le email. La topa mi ha scritto sì e no un mese fa, quindi altro che rifiutarla, ancora non l’ho letta, non so nemmeno come scrive. Mi resta l’amaro in bocca. – Quindi che fai, chiedo al collega, la pubblichi tu? – Macché, magari. Ci ho provato, aveva fretta, ha già firmato con un altro. – Ma insomma, è tanto topa come dici? – Una topona Antò, una topona! Quella vende tutte le copie in due presentazioni al massimo, credimi! – Madonna, che perdita! – Già!
martedì 25 ottobre 2022
moda
domenica 23 ottobre 2022
…e alla parola «futuro»...
dalla lingua russa, a rosicchiare, groviera
il morso più ghiotto della memoria.
Non importa, dopo tanti anni, chi o cosa
sia rimasto in attesa dietro le tende
ma non risuona un «do» celestiale nella mente
soltanto il loro fruscìo. La vita
a cui non chiedi, come al celebre cavallo,
di guardare in bocca, ti mostra
comunque i suoi denti. Di un uomo non resta
che parte del discorso. Una piccola
parte, in genere. Solo una parte del discorso.
Iosif Brodskij




