martedì 16 febbraio 2021

italia nostra

Vogliamo i colonnelli, del 1973, è uno dei film più rappresentativi (e meno trasmessi) del periodo d'oro di Monicelli. Nel film un gruppo di cialtroni di stampo neofascista, guidati da un Tognazzi che parla toscano, organizza un golpe che finisce nel nulla, favorendo però con la loro azione un secondo golpe da parte di insospettabili Democristiani. Nel finale del film, in una Italia ritornata all'ordine militare, Tognazzi, ora a capo di un gruppuscolo politico ribattezzato Italia Nostra, si arrabatta per vivere provando a vendere piani insurrezionali a piccoli dittatori del terzo mondo. In questa scena viene costretto ad allontanarsi dalla polizia dal tavolo delle trattative (in un bar del centro di Roma) perché nel frattempo il Governo ha dichiarato il divieto di assembramento, aggravato dalla diversità di colore della pelle. O tempora o mores.

 

rosso su bianco

Ecco, messo rosso su bianco, uno dei punti dove mi sento più discriminato in Italia. Una volta, quando ero ragazzino, si diceva che l'Italia finisce a Bari. Crescendo siamo un po' saliti con la linea, siamo tornati ai vecchi confini borbonici, e ora l'Italia finisce a Napoli (per la cronaca il treno Bari-Napoli, che prima c'era, è stato inspiegabilmente eliminato negli ultimi anni). Hanno buttato per anni i soldi per il controverso progetto della TAV quando in tutto il centro-sud non c'era un treno degno di questo nome. Il Recovery Plan se non serve almeno a questo, a livellare questa diseguaglianza palese che penalizza noi, ma non solo noi, allora per me non serve a nulla. E ovviamente a risanare l'Ilva.


 

lunedì 15 febbraio 2021

volevo sapere

Pronto? Parlo con Pietre Vive, sì? Vi chiamo perché volevo capire quali sono le vostre condizioni. No, perché dal sito non è chiaro. Sì, certo, volevo sapere, se pubblico il mio libro con voi che mi date?

vantaggio

 Rispetto alla polemica nata negli ultimi giorni da parte delle donne del PD che si sono risentite per essere state escluse da incarichi di Governo, polemica a cui molti (uomini) hanno risposto che parlare di "quote rosa" non è dignitoso per una donna e ogni persona deve costruirsi la propria posizione da sé, mi viene da dire che in effetti il problema è sempre di chi ce l'ha. A me capita di continuo quando parlo del fatto che il mio vivere al Sud mi penalizza come editore. Molti editori del Nord mi rispondono che il mio è un falso problema che mi creo da solo, oppure i più scafati mi dicono che la colpa è tutta mia che non mi trasferisco al Nord; quindi non risolvendo i motivi della disparità all'origine, ma imponendomi, in nome della mia stessa dignità, di fare il doppio degli sforzi (rispetto a quelli che fanno loro) per aggirare i limiti e pareggiare i loro dieci punti di vantaggio.

domenica 14 febbraio 2021

cercasi luca disperatamente

Squilla il telefono.
Pronto, parlo con Luca di Pietre Vive?
No, sono Antonio Lillo.
Ah, ma lo conosce o no, Luca?
Io un Luca lo conosco, ma dipende se è lo stesso Luca che sta cercando lei.
Senta, se vede Luca, gli può dire di rispondermi al telefono quando lo chiamo? Gli dica di rispondermi, ha capito? Guardi che è urgente! Glielo dica subito.
Sì, ho capito, appena sento Luca, se è la persona che sta cercando lei, glielo dico. Ma prima mi deve dire con chi sto parlando, e perché lo vuole.
Io non le dico proprio nulla. Tanto lo sa già. La finisca di fare finta! Lo sappiamo tutti e due che Luca è lei! Si vergogni!
Ma mi sta coglionando? Io sono Antonio Lillo di Pietre Vive Editore, non sono Luca. Lei, invece, chi cazzo è?
Si vergogni! Si vergogni!
Chiude.

sabato 13 febbraio 2021

ma i leghisti che dicono?

Tutti che parlano da giorni della spaccatura avvenuta nei 5 stelle, soprattutto alla base, dopo l'ennesimo voltafaccia dei loro rappresentanti politici. E io mi chiedo, ma i Leghisti che dicono? I bravi vecchi leghisti che per anni gli hanno raccontato che Roma ladrona, terroni di merda, “Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani”, e poi l'euro ci affama, i nigger ci stuprano le donne, l'Europa ci odia, i cinesi ci portano il virus in casa, Draghi è il capo della mafia delle banche, che nel 2019 volevano la secessione dall'Italia ecc. ecc. ecc. Ecco, tutti quei bravi poveri leghisti incazzati col mondo, ma nulla nulla hanno da dire ai loro capi? Hanno capito tutto, ogni singola parola? Hanno compreso? O hanno detto e detto male, come sarebbe anche giusto, e nessuno ha riportato i loro insulti sui giornali? O sono tutti morti per lo choc?

venerdì 12 febbraio 2021

stupendo

È stupendo leggere i commenti di tutti, dopo ieri. Quelli di sinistra ce l'hanno per il ripescaggio dei berlusconiani Brunetta e Gelmini, e della Lega. Quelli di destra ce l'hanno per la riconferma di Speranza, Di Maio e Franceschini. Da destra e da sinistra si sprecano le battute su Brunetta. Sgarbi che è di destra ce l'ha perché c'è anche la Carfagna che è una donna e gli ha risposto male. Le donne ce l'hanno perché ci sono poche donne. I meridionali ce l'hanno perché c'è Giorgetti allo Sviluppo economico e una marea di lumbard con lui, e quindi ancora una volta prima gli italiani da Trieste in su. I dragoniani invece, pochi ma buoni, sono contenti, perché Draghi ha sistemato le cose in modo da azzoppare tutti (pur dando loro lo zuccherino) e avere il pieno controllo di ogni cosa. Infatti quelle persone prenderanno uno stipendio d'oro per i prossimi due anni per non fare niente, se non darci l'illusione che ci sia ancora qualcosa di rappresentativo in Italia, ma in fondo è questa la democrazia baby. A tal proposito credo che alle prossime elezioni voterò Meloni. Renzi è soddisfatto ma risentito per la immeritata campagna d'odio mediatico che si è scatenata contro di lui, e io con stupore scopro che molti degli haters che lo perculano sono amici miei.

mercoledì 10 febbraio 2021

pensierino delle 4

Sento per caso in TV che qualcuno dice "il vero amore è esserci sempre e comunque". Ecco io, mi accorgo, non ci sono mai stato, mai. Pure quando amavo, anzi, più amavo e meno c'ero, quasi scomparivo, al punto che delle volte, ricomparendo senza preavviso e come se nulla fosse, mi facevo quasi odiare.

martedì 9 febbraio 2021

il brivido

Quei momenti rari ma per questo eccezionali che leggi un manoscritto e ti viene il brivido, ti piace l'idea, ti piace la scrittura, persino il titolo, quel momento in cui lo leggi, lo leggi nei tempi di una sensata risposta, e man mano che prosegui ti convince sempre più, lo leggi fra altri 200 che ti sono arrivati, lo leggi e lo rileggi e ti dici che bello, mi piace, e piace anche al comitato di lettura che non è cosa scontata che piaccia proprio a tutti, a me per primo che non mi piace quasi nulla, lo leggi e ti dici questo lo pubblico ho deciso, ecco uno di quei momenti che lo leggi e ti dici questo è perfetto, ora gli scrivo, ora gli propongo un contratto, e proprio in quel momento scopri che l'autore ha pubblicato il libro, nel frattempo, con un altro.

come apre bocca...

Ed ecco infatti succede quello che doveva succedere. Arriva Draghi, venuto ad aggiustare le cose che prima erano gestite male. Come apre bocca, la prima cosa che dice si incazzano gli insegnanti. Io aspetto adesso di vedere chi si incazzerà alla seconda cosa che dice.

altri tempi, altri sogni

Ieri sera ho visto Sing Street e mi sono ritrovato col magone a ricordare che anche io una volta ero capace di ascoltare musica per ore, dondolando sulla sedia, e perduto nelle scene alternative immaginarie che mi avrebbero cambiato la vita. Invece non mi è cambiato niente, nemmeno scegliendo di volta in volta la giusta colonna sonora. Quella capacità di sognare l'ho persa, di un pezzo apprezzo l'estetica, mi lascio andare all'atmosfera, ma lo schermo dietro gli occhi è nero. Persino la battuta più bella del film: una donna non potrà mai amare un uomo che ascolta Phil Collins, l'ho scritta a mia nipote che mi ha risposto: Chi è Phil Collins? Altri tempi richiedono altri sogni.

lunedì 8 febbraio 2021

la cicuta

Io trovo straordinario come ci sia anche gente che discute da giorni sulla figura di Renzi, se abbia avuto lungimiranza politica o se sia stato arrogante o autolesionista, se abbia fatto male o bene per il Paese, un Bruto che accoltella Cesare in nome della Repubblica oppure uno Iago che fa tutto ciò che fa per il sottile piacere di chi vuole eternamente il male. Il punto, secondo me non è nei risultati ottenuti, ma nei metodi usati, nella totale mancanza di limpidezza delle sue azioni, tanto che ancora nessuno ne ha capito i veri motivi e si aggrappa alle più varie ipotesi. Ecco, in tutto questo, io che non so nulla più tutti gli altri, penso solo a Gaber, a Gaber che cantava “Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona” e ancora “Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona”. Entrambi, sia Berlinguer che Andreotti hanno fatto politica in nome dello Stato ma con metodi diversi. Io non posso dire che Renzi abbia fatto diversamente da loro due, non posso nemmeno dire che lo Stato debba o non debba essergli grato, non ho questa conoscenza; posso solo dire che, se dovessi fidarmi di una canzone e fare un semplice paragone coi versi della canzone di Gaber, Renzi sta più vicino ad Andreotti, con le sue trame e sottotrame (ma senza l’uguale eleganza), che a Berlinguer. Per tutto questo, secondo me, Renzi sarà di sicuro un genio, chi lo nega?, ma non è “una brava persona”, non una persona di cui ci si possa fidare, non uno che inviteresti a cena senza la paura che, mentre ti dice stai sereno, ti mette la cicuta nel bicchiere se gli stai scomodo. Ed è anche questo, la morte per avvelenamento, un motivo del suo 2%. Però io continuo a stare a sinistra perché da qualche parte c'è uno come lui.

domenica 7 febbraio 2021

la povertà

Stamattina ho capito concretamente come sta cambiando il mondo quando ho visto una barbona, arrivata da chissà dove con tutto il suo carico di buste e stracci, i giornali intorno ai piedi, seduta sulla porta del mio studio. Per uno che vive in città forse non è nulla di speciale, ma per me che vivo in provincia, nella provincia ricca e risparmiatrice d'Italia, è qualcosa che capita di rado. Qui anche i poveri li conosci uno per uno, sono poveri rassicuranti come le macchiette di paese. Mentre questa è la povertà vera e anonima, la povertà che puzza e che si muove e viene a cercarti sottocasa. Ed è talmente inaspettata che le persone in auto rallentavano apposta per guardarla.

venerdì 5 febbraio 2021

wyatt

 

anche se scrivi

Mio padre, che da tempo è preoccupato per me, cerca di procacciarmi un lavoro serio ogni volta che gli capita l’occasione. Così, passando dalla ferramenta, chiede se hanno bisogno di una mano. Il padrone della ferramenta dice a mio padre: «Ma quello è giornalista!» – perché qui chiunque scrive è “giornalista”, cioè scrive per uso pratico: i poeti non scrivono, sono “filosofi”, si nutrono d’aria –. «E tu che gli hai detto?» chiedo a mio padre, imbarazzato, quando me lo racconta. Mio padre gonfia il petto, fiero di me: «Gli ho detto la verità, che anche se scrivi sei intelligente e impari presto».

giovedì 4 febbraio 2021

resteranno i mostri

Non sono passate nemmeno ventiquattro ore dalla sua sostituzione e già si assiste alle prime prove del processo di ridimensionamento della figura di Giuseppe Conte, il quale fino all’altro giorno era per qualcuno addirittura “pericoloso”, e di cui già ieri si diceva in TV che alla fin fine non ha avuto alcun vero peso nelle trattative europee del 2020, dove se l’abbiamo spuntata è stato tutto merito dell'Italia stessa che ha un certo peso internazionale e/o sta peggio degli altri paesi europei, ovvero del contributo dietro le quinte degli esponenti del PD (!). Al di là dei meriti o demeriti politici di Conte, penso, menomale che ho visto coi miei occhi questi tempi e alcuni dei tanti fatti dietro le storie che ora ci stanno raccontando per confondere le acque. Perché la memoria è corta, e alla fine sono convinto che tempo un anno, due al massimo, del governo Conte e della parata di mostri che ha portato allo scoperto non si ricorderà più nessuno. Resteranno i mostri, meglio mimetizzati ma pur sempre al loro posto, ma gli unici Giuseppe Conte a contare ancora qualcosa nelle nostre vite saranno Giuseppe Conte poeta e il mio amico Pepecchio. E menomale che ci sono.

mercoledì 3 febbraio 2021

zombie

Oggi leggevo che, stando alle percentuali, in Brasile l'11% degli omicidi commessi nel paese (il quinto del mondo per estensione, dopo modelli illuminati di democrazia e uguaglianza come Russia, Cina, e Stati Uniti) sono attribuibili alla polizia. Più di 6000 persone ammazzate a forza di botte solo nel 2018. In molti in Europa si sono appassionati alle altrettanto vergognose vicende USA, che sono meglio diffuse in TV, ma se unisci queste a quelle e ancora a tutto quello che quotidianamente succede in quasi ogni angolo del pianeta, ne viene fuori un quadro talmente nero e sconfortante che l'unica domanda che puoi farti, kafkianamente, è quando verranno a prenderti.

 

carneficina

Una cosa bella che ho imparato da Sciascia è che si può leggere e interpretare i fatti, la nostra storia spicciola, usando il filtro dei libri. Per dire, lui leggeva i fatti del ‘900 alla luce di Voltaire e di Manzoni. Che è un modo per dare un altro valore a ciò che si legge: non leggere soltanto per vivere infinite vite nella nostra sola (Eco) o perché i classici non finiscono mai di informarci del loro messaggio (Calvino), ma leggere per leggerci meglio dentro e per leggere quello che ci circonda e di cui siamo, nostro malgrado, personaggi. Io ho più scrupoli di Sciascia, nel senso che a volte ho il sospetto che la realtà non sia all’altezza della letteratura, che lì dove la letteratura ha perlomeno un senso estetico se non morale, la realtà sia solo brutta e insensata, oltre che profondamente immorale. Ma in tal senso, proprio alla maniera di Sciascia, leggevo i fatti di ieri col filtro di un libro che ho preso di recente, il testo del riadattamento teatrale che il regista tedesco Heiner Müller ha fatto a metà degli anni ’80 del Tito Andronico di Shakespeare: Anatomia Tito Fall of Rome. Un commento shakespeariano (tradotto da Francesco Fiorentino per L’Orma). E che comincia così: «una nuova vittoria devasta roma la capitale/ del mondo due figli di un imperatore morto/ ognuno seguito dalla sua truppa di picchiatori/ avanza pretese sul trono vacante/ l’uno per il suo diritto di primogenito/ l’altro insistendo sui propri meriti tra loro/ sta nella debole mano la corona imperiale/ il tribuno più anziano fratello del generale/ tito andronico che da dieci anni/ fa guerra contro i goti che premono dalla foresta…». «Un testo sull’irruzione del terzo mondo nel primo mondo» lo definiva il suo autore, perché partiva (nel 1984) dalla preoccupazione per quella che considerava la più grossa tragedia dei prossimi cent’anni, quella della violenta immigrazione a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, e che però – come in ogni opera che si rispetti – si presta a diverse chiavi di lettura, dalla caduta della DDR e poi del comunismo alle ultime notizie di ieri. Ma proprio come nell’originale di Shakespeare, dopo una lunga, immorale e insensata serie di vendette e tradimenti, alla fine del testo di Müller tutto si traduce (prevedibilmente) in una carneficina.

martedì 2 febbraio 2021

per il lupo

 Ho saputo ora della morte di Leonardo il lupo che non vedevo più da tanto. Il lupo aveva un mobilificio in piazza e ha dedicato tutta la sua vita al suo lavoro, non aveva famiglia, e per questo aveva orari ed abitudini tutte sue, una fra le tante che mi ricordo è che mangiava solo pesce, o che portava tutto l'anno dei vestiti leggerissimi, anche col freddo più tremendo. Il tavolo bianco che ho al centro del mio studio me lo ha fatto lui su misura e credo sia stato uno dei suoi ultimi lavori. Era uno che parlava tantissimo, logorroico come pochi, ma aveva girato mezzo mondo e aveva tanto da raccontare. A mio fratello, per sfotterlo, l'aveva ribattezzato Masulìn (Mussolini). Di lui, però, più di tutto mi è rimasta impressa questa cosa un po' triste, che ha passato una vita intera arredando le case degli altri e mettendo da parte per sistemarsi una casa proprio come la voleva lui, in campagna, e ne andava anche fiero, tanto che ti invitava apposta per mostrartela; poi quando l'ha finita, visto che nel frattempo era diventato vecchio e solo, l'ha dovuta vendere per prendersi una stanzetta in paese.