lunedì 4 dicembre 2023

vanità

Faccio peccato di vanità, certe volte penso di essere troppo colto per fare l'editore, che se lo fossi un pochino di meno vivrei meglio, senza tutte le mie fisime sulla letteratura che ha due facce: come forma d'arte raffinatissima di cui mi sento in parte responsabile, e come sistema di mercato basato sul vuoto (anche morale) di chi scrive e vende che ripudio, e lo dico nonostante io non sia proprio nessuno sul carrozzone della festa dove tutti hanno diritto a essere scrittori per un giorno e vivere il loro quarto d'ora di celebrità. Prima riuscivo anche a interessarmi al fenomeno, adesso mi manca proprio lo spirito (lo stomaco) e me ne tengo a debita distanza con, lo riconosco, eccessivo snobismo che non fa sempre bene ai libri. Ma dovunque vado mi accorgo che quelli che si fanno meno problemi di me vivono meglio e vendono di più, forse perché il loro è il sorriso sincero di chi non ci ha capito nulla e si è arreso, e proprio per questo è felice.

Nessun commento: