Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 26 maggio 2012
venerdì 25 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
venerdì 18 maggio 2012
giovedì 17 maggio 2012
mercoledì 16 maggio 2012
di ritorno
in questo paesaggio d’erbaccia
gialla come la morte
la pietra piovasca colma il fossato
ti chini dal ponte
a contare le carpe speranza rossa
scacciapensieri.
gialla come la morte
la pietra piovasca colma il fossato
ti chini dal ponte
a contare le carpe speranza rossa
scacciapensieri.
mercoledì 9 maggio 2012
frammento epistolare (alla grecia)
t’ho amata anche nell’errore
Grecia che ora bruci di passione e crisi
che vedo già fuggire sul gommone per mare
coi tuoi nati approdare
qui chiedere asilo tra i barbari
trovare scogli sirene maiali
del fratello il dolore comune
la gioia del padre che riabbraccia suo figlio
e lo mette ai lavori forzati lunedì
FINITA FESTA
Grecia che ora bruci di passione e crisi
che vedo già fuggire sul gommone per mare
coi tuoi nati approdare
qui chiedere asilo tra i barbari
trovare scogli sirene maiali
del fratello il dolore comune
la gioia del padre che riabbraccia suo figlio
e lo mette ai lavori forzati lunedì
FINITA FESTA
lunedì 7 maggio 2012
due poesie di tomas tranströmer
Ovviamente a Peppe Stalin
CONTESTO
Tu guarda l’albero grigio. Il cielo dalle sue fibre fluito
giù nella terra –
resta soltanto un cielo raggrinzito
quando la terra ha bevuto. Spazio rapito
si torce nel groviglio di radici, si avvita
al verde. – I brevi istanti di libertà
salgono dentro di noi, turbinano
nel sangue delle Parche e oltre.
OCCHI DI SATELLITE
Terreno aspro, nessuno specchio.
Solo gli spiriti elementari
possono specchiarsi: Luna
e Glaciazione.
Vieni nel vapore del Drago!
Nubi pesanti, vie brulicanti.
La pioggia mormora d’anime. Delle
caserme i cortili.
CONTESTO
Tu guarda l’albero grigio. Il cielo dalle sue fibre fluito
giù nella terra –
resta soltanto un cielo raggrinzito
quando la terra ha bevuto. Spazio rapito
si torce nel groviglio di radici, si avvita
al verde. – I brevi istanti di libertà
salgono dentro di noi, turbinano
nel sangue delle Parche e oltre.
OCCHI DI SATELLITE
Terreno aspro, nessuno specchio.
Solo gli spiriti elementari
possono specchiarsi: Luna
e Glaciazione.
Vieni nel vapore del Drago!
Nubi pesanti, vie brulicanti.
La pioggia mormora d’anime. Delle
caserme i cortili.
I testi provengono da Poesia dal silenzio, ed. Crocetti, di cui mi sono permesso di ritoccare le traduzioni perché mi sembrava non avessero il giusto ritmo. Non conosco lo svedese ma ultimamente mi pare che tutte le traduzioni di poeti stranieri tendano a diventare esageratamente prosastiche, magari ineccepibili sul piano del senso ma svilenti sull’altro piano, assai più importante, del suono.
sabato 5 maggio 2012
mercoledì 2 maggio 2012
ghiaccio
Ho conosciuto un uomo, un matto innocuo, come definiscono in genere quelli come lui. Ha una teoria tutta sua sul tempo e su come viverlo al meglio che ho trovato parecchio interessante, sul fatto che secondo lui ogni attimo si merita una seconda chance per essere apprezzato e capito in pieno. Così che fa? Ogni volta che sente di aver vissuto un attimo speciale, bello o brutto che sia, lo congela. Lo versa nel contenitore per il ghiaccio in freezer e ne fa un cubetto, che può conservare lì per tutto il tempo che vuole. La cosa straordinaria è che a una prima occhiata tu potresti pensare che alla fine, ridotti a cubetti di ghiaccio, questi momenti finiscono per assomigliarsi tutti, per diventare tutti uguali e poi indistinti, accumulati come sono in fondo al freezer. E invece no, ognuno ha la sua forma speciale e si distingue bene dagli altri per alcune caratteristiche solo sue, che so l’altezza o il colore più o meno chiaro del cubetto, o per una piccola scheggiatura sulla superficie ghiacciata. Se li tiene ben conservati per altri momenti di calma e l’unica paura certa è che possa rompersi il frigo. Poi nelle calde sere d’estate, quelle in cui non pare muoversi più nulla e il tempo sembra quasi non esistere, ne prende uno, scegliendolo in base all’istinto, e se lo versa nel bicchiere con un po’ d’acqua e qualche goccia di limone o di amarena, lo fa sciogliere un poco poi comincia a berlo pian piano sul balcone e a riassaporarselo. E quelli che più l’hanno turbato, alla fine li stritola fra i denti con un croc.
martedì 1 maggio 2012
domenica 29 aprile 2012
la severino e il pensiero filtrato
Estratto di un articolo dal Corriere della Sera.it del 26 aprile, a proposito di alcune dichiarazioni di Paola Severino, ministro della Giustizia, sulla necessità di un “filtro” sulle intercettazioni telefoniche, filtro che poi, per estensione, dovrebbe coinvolgere anche i blog:
“I blog possono fare più danni dei giornali”, ha detto Severino, accennando a una regolamentazione in sede di Unione europea per evitare ch i provider si possano trasferire in Paesi dove le maglie della legge sono più larghe. “Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro. Ma deve seguire le regole”, ha detto il ministro creando non poco scompiglio nel mondo digitale dove i tweet sono subito impazziti. “Scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio”, ha ripetuto Severino che appunto prevede presto una forma di regolamentazione. Anche se sarà “difficile pensare a un obbligo di rettifica nei blog”. E conclude con un monito: “Sappiate che quello che voi fate ad altri potrà essere fatto a voi. Cominciate ad autoregolamentarvi”.
A parte il fatto che l’intero pezzo giornalistico (che vi risparmio) è scritto coi piedi, il passaggio che mi lascia maggiormente perplesso è quello in rosso. È, oggettivamente, una cazzata talmente macroscopica che non saprei nemmeno da dove cominciare a risponderle. Così ve la segnalo e lascio al vostro arbitrio la libertà di costruirci su un vostro pensiero, prima che gli mettano il filtro.
“I blog possono fare più danni dei giornali”, ha detto Severino, accennando a una regolamentazione in sede di Unione europea per evitare ch i provider si possano trasferire in Paesi dove le maglie della legge sono più larghe. “Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro. Ma deve seguire le regole”, ha detto il ministro creando non poco scompiglio nel mondo digitale dove i tweet sono subito impazziti. “Scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio”, ha ripetuto Severino che appunto prevede presto una forma di regolamentazione. Anche se sarà “difficile pensare a un obbligo di rettifica nei blog”. E conclude con un monito: “Sappiate che quello che voi fate ad altri potrà essere fatto a voi. Cominciate ad autoregolamentarvi”.
A parte il fatto che l’intero pezzo giornalistico (che vi risparmio) è scritto coi piedi, il passaggio che mi lascia maggiormente perplesso è quello in rosso. È, oggettivamente, una cazzata talmente macroscopica che non saprei nemmeno da dove cominciare a risponderle. Così ve la segnalo e lascio al vostro arbitrio la libertà di costruirci su un vostro pensiero, prima che gli mettano il filtro.
venerdì 27 aprile 2012
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