mercoledì 22 febbraio 2023

letteratura e affini

Io so che sono già in là con gli anni, ma pensavo che se un giorno quelli più scafati di me, che si appassionano a discutere per ore di letteratura in tutte le sue sfaccettature, facessero un giorno una o più lezioni sul tema letteratura e trombare, cioè su quali sono le strategie migliori per arrivare a trombare facendo semplicemente letteratura, ecco credo che mi iscriverei e seguirei in silenzio ciò che hanno da dirmi, perché resto umile e ho voglia di imparare.

la parte bella

Poi arriva il giorno in cui realizzi che trovare i soldi per fare i libri diventa più importante che fare i libri, perché a fare i libri senza soldi si finisce nei debiti, né la maggior parte dei libri vende così tanto da giustificare la propria esistenza sul mercato (sul piano artistico è un’altra cosa). Così perdi le giornate fra lavori laterali, bandi e progetti da compilare, preventivi da ottimizzare, e i libri restano lì, sognati, sul tuo PC. Ogni tanto un autore bussa per chiederti quando si farà il suo libro e tu rispondi: – Appena trovo i soldi per farlo. E ti senti un po’ come Michelangelo nel Tormento e l'estasi: – Quando finirai? – Finirò quando avrò finito. – Ben sapendo che questo non porterà alcun reale sollievo, anzi spesso amarezze e delusioni se il libro non verrà ben accolto, e tanto altro lavoro da fare per promuoverlo e venderlo dove la fatica è sempre sproporzionata rispetto al guadagno reale. Io personalmente mi sento di dire che il libro è più bello sognarlo che farlo, covarselo nelle sue infinite possibilità e varianti, anche per mesi, per anni, trovare nuove soluzioni, cambiare punto di vista, riscriverlo da capo se occorre, senza l’ansia di andare in stampa che uccide il gioco. Quella è la parte più bella di tutte, secondo me. Io non farei altro. Provo anche a dirlo, ma questo l’autore, che ha voglia di chiudere i conti con qualcosa, non sempre lo capisce.

piccolezza

Mi è appena venuto in mente che anche se come editore ho detto no a un sacco di autori, solo un paio hanno detto pubblicamente che sono un falso e un pezzo di merda. Considerato quello che leggo in giro su altri editori che conosco, lo prendo come una medaglia di merito. O quello oppure è un'altra prova del fatto che sono così piccolo che non conto un cazzo manco come nemico.

martedì 21 febbraio 2023

sistema

Quel momento in cui leggendo il bando di un premio gratuito (che spesso sono i peggiori) e osservandoti come dall'esterno ti accorgi che la prima cosa che fai è vedere da chi è composta la giuria e quando leggi i nomi ti dici: Non ne conosco nessuno, non ho nessuna possibilità, nemmeno di arrivare in finale, lasciamo perdere, non buttiamo copie inutilmente. E ti accorgi così di essere entrato anche tu nel sistema dei premi.

stabilità

Oggi pensavo a questa circostanza per cui ogni volta che esco di casa e incontro un vicino o mi chiamano per chiedermi come va, la prima cosa che rispondo – perché so a cosa alludono – è: “È stabile”. Ci penso e trovo strana, addirittura buffa, questa sorta di contraddizione per cui la parola che più ripeto in questo periodo, stabilità, è anche quella che più mi manca in assoluto.

lunedì 20 febbraio 2023

humor nero

Oggi pensavo che ci sono centinaia di libri là fuori che sono stati pubblicati e non sono mai stati letti da nessun altro che dal loro editor, o dall’editore se si parla di realtà piccole come la mia. Libri scritti per un lettore soltanto, il lettore-editore, che poi è quello che molti autori ringraziano per primo nell’ultima pagina. Quella che anticipa i necrologi.

domenica 19 febbraio 2023

il dritto

Autore propone il suo corposo manoscritto. Dice di averci contattati perché siamo no eap, ma capendo perfettamente la situazione del mercato editoriale, si offre di compartecipare alle spese di stampa, nella misura di 200 euro, in cambio di 50 copie del libro. Gli faccio notare che se vuol fare una donazione va bene, ma se vuole delle copie in cambio i conti non tornano, se le comprasse con sconto autore 50 copie del libro le pagherebbe assai di più di 200 euro. Eh lo so, mi dice, li conosco bene i trucchi degli editori per fregare gli autori. Non gli fate pagare le spese, ma gli vendete le copie del libro.

i poeti, prima di diventare amici (devono morire)

Te ne accorgi sempre dopo
Che uno è morto
E tu te lo sei perso
Magari era al tuo fianco dall’inizio
E tu manco lo degnavi d’uno sguardo
Poi d’un tratto ha
Finito il turno
E tu nella sua assenza
Ti accorgevi che esisteva. Gli lanciavi
Un ultimo saluto da pentito
Quando il morto
Non poteva più scocciare era tuo amico.

rosellina rimasta sola

 

sabato 18 febbraio 2023

ecco una signora recensione...

Ecco una signora recensione [LEGGI QUI]che fa una cosa che ormai fanno in pochissimi, prova a costruire un discorso più ampio su cosa è la letteratura italiana oggi a partire da un libro di cui discute senza peli sulla lingua, ma con molta pacatezza dei toni, i pregi e i difetti. E così implicitamente costruisce un discorso anche sulle recensioni di libri perché, per citare: "Le recensioni che finora ho letto di Ferrovie del Messico hanno tutte un gran pregio: non dicono niente". E sono tutte così ormai le recensioni, nell’ansia di dire troppo non dicono niente, ti passa pure la voglia di leggerle. Io, fra l’altro, il libro in questione non l'ho letto e non lo leggerò mai probabilmente, troppo lungo per i miei standard, anche perché io leggo solo in bagno, quindi per leggere 800 pagine dovrei cacare per i prossimi due anni per finirlo (per Moby Dick almeno ci ho messo due anni). Però non è così importante aver letto il libro quando hai davanti una recensione così, perché fa così bene il suo lavoro che funziona anche senza quello, perché non ripete a pappagallo che il libro è bello, ma dice che il libro è l’inizio di qualcosa.

venerdì 17 febbraio 2023

crescere

Lillo, come vorrei che tu fosse un editore più coraggioso. – In che senso, scusa? – Che la poesia è una posa, la fa chi non ha voglia di diventare grande. Se fossi più coraggioso faresti meno poesia e più romanzi, così ti metti sul mercato e fai vedere cosa vali. Io, ad esempio, c’ho pronto un romanzo che sta aspettando te… Cresci!

pistola

Mi ricordo da sempre, come gelata in un sogno, una poesia di Giampiero Neri in cui un ragazzo per strada puntava una pistola alla nuca. L’ho letta una volta, ancora prima di iniziare a pubblicare, e negli anni mi ha portato fortuna quest’immagine della pistola, lucida e nera, che grava sopra la nuca piegata, esposta nuda alla canna, fissata poco prima del lampo da cui scaturisce il colpo, il nostro prossimo Big Bang.

rubare ai ricchi per dare agli altri

Collega editore mi chiama scherzando per chiedermi se sono disposto a fargli da palo per una rapina in banca, perché i costi di stampa sono diventati così alti che o ti metti a rapinare le banche o non sai più come stampare i libri. Questa cosa di rapinare le banche per pagare le tipografie mi ha ricordato la scena di un film di Nicholas Ray, La vera storia di Jesse in bandito, dove Jesse James per farsi bello come novello Robin Hood con una signora che ha un debito con uno strozzino, le passa 600 dollari frutto di una rapina. La signora prende i soldi grata, coi lucciconi agli occhi, paga lo strozzino, poi Jesse James si apposta fuori di casa e appena lo strozzino è uscito lo rapina e si riprende i soldi che aveva dato alla signora.

se ho capito...

Se ho capito bene come funziona la cosa dopo le riviste sono venuti i blog dopo i blog i social dopo i social le dirette e i podcast adesso stanno ritornando le riviste, più o meno blasonate, che appena da gratuite chiederanno l'abbonamento ridaranno nuovo spazio ai blog. Dove comunque scrivono sempre gli stessi nomi che fanno e disfanno tutto loro. Poi ci sono quelli che scrivono sui giornali, che non li legge quasi più nessuno ma danno maggiore prestigio. Quelli sono su un pianeta a parte, come guardare Marte da Saturno, mentre sulla Terra la vita scorre uguale, con o senza di noi che andiamo a cena sulle stelle.

giovedì 16 febbraio 2023

pettegolezzo

Pettegolezzo raccontatomi da un collega editore il quale usa il metodo del doppio binario, ovvero alcuni autori li fa pagare e altri no, e coi soldi di quelli che fa pagare copre le spese di stampa degli altri su cui sta puntando. Pare che, per puro caso, sia stato contattato e si sia trovato a pubblicare a poca distanza di tempo due autori, ex coppia, dove lui un bel giorno di molti anni prima era uscito di casa con una scusa senza più tornare, mollandola senza mai darle una spiegazione e procurandole una fortissima depressione da cui lei ci ha messo anni a guarire. L’editore, usando il metodo di cui sopra, ha fatto pagare lei, ma non lui. E quando lei, per una indiscrezione di una collaboratrice dell’editore, ha scoperto la cosa, cioè ha realizzato che con ciò che aveva versato all’editore avrebbe implicitamente pagato anche le spese del libro del suo ex, è scoppiata una rissa in redazione dove l’editore, terrorizzato, si è preso una serie di sberle violente per procura che lei non è mai riuscita a dare al suo ex.

voce

Mi sono appena ricordato, come in un flash, che stanotte ho sognato la voce di mio padre com'era qualche anno fa, squillante allegra e rumorosa, ed era così bello riascoltarla nel sogno che mi ci sono chiuso sopra come un'ostrica intorno alla perla. Adesso l'ho di nuovo perduta, mi sfugge di mano esattamente come ieri, ma sono strafelice persino nella perdita, perché ho avuto la certezza, che mi viene dal sogno, che anche se consciamente non sono più in grado di sentirla, nemmeno concentrandomi, da qualche parte dentro di me è rimasta inpigliata una traccia, un suono e quando dormo, sciogliendo qualche nodo, potrà ancora riemergere. Non l'ho dimenticata.

mercoledì 15 febbraio 2023

assoluzione

Rimuginavo sull'assoluzione di Berlusconi oggi, e a come applicarla ai fatti miei. Così che, pensavo, se chiedo all'autore di pagarmi per la stampa di un libro sono un editore scorretto verso la letteratura, però se invece gli chiedo di regalarmi una macchina o una casa o una collanina di diamanti per farsi scegliere, fondamentalmente il reato non sussiste, e quindi caro autore io non ti chiedo soldi per farti il libro, però tu un regalo puoi anche farmelo, e anche in natura direbbe Berlusconi, perché se è data col cuore allora il reato non sussiste, ricorda. Io ci metto le pagine illustrate a colori.

martedì 14 febbraio 2023

consiglio

Ieri, ero fuori, incontro un tipo, mi saluta: Ma tu non sei Vito? Ti ricordi di me? Ti seguo sempre sui social, tu mi fai morire con quei post, mi fanno sckattare dal ridere, senti a me, bro’, devi fare un libro... – Grazie, ma li ho già fatti dei libri. – Devi fare un libro, senti a me, uno con tutte le tue storielle, hai capito? — Va bene, ma l’ho già fatto. – E vedi come si fanno i soldi, dopo! Hai capito a me, Vito? – Io ho capito, ma... – Mé, mo basta, mi arritiro a casa che è tardi. Hai capito a me, Vito?! Sì? Devi fare un libro!

peggio non poteva andare

Ragazza che pubblica su IG la foto di un film e ci scrive sotto: "Stupendooo!" (con tre ooo). Tu allora, da bravo provolone, siccome è carina, vai alla ventura e le scrivi per farle un complimento: "Allora ti assomiglia". Ma quella ti scrive in privato e ti attacca il pippone di tutte le donne che vogliono saperne di più: "Come fai a dirlo?" Nononstante il campanello di allarme che ti suona in testa, approfitti della neonata confidenza e da scemo, restando sul vago, improvvisi a farle l'elenco minuzioso degli elementi cinematograficamente più intensi di ogni film che hai visto applicabili a lei. Il punto è che tu quel suo film in particolare lo hai visto sì ma trent'anni fa, manco più te lo ricordi, ti arrampichi sugli specchi come puoi, senza accorgerti che parla di una inesauribile maniaca sessuale che fra orge e prostituzione alla fine si fa violentare da un superdotato fino a farsi lasciare dal marito perché è pure emotivamente anaffettiva. Insomma, peggio di così non mi poteva andare.

la casa

Ho sognato d’essere una casa, d’essere piantato nelle colonne nei muri, coi topi svelti, e respirare dalle mie prese d’aria trasudando nelle giornate più fredde, stavo nei divani del boudoir nei cuscini leziosi, guardavo di fuori la vista sul paesaggio mozzafiato stando ben proteso nei balconi, ne assorbivo gli odori che risalivano dagli aranceti e dal mare, ed ero nella lingua dell’uomo che guizzava rossa e svelta sul mio letto alto antico ricamato e nella brutta statuina che nuda veniva trasportata nel post coito di stanza in stanza fino ad essere nascosta dallo sguardo, ero nella lingua rossa che spiavo con invidia da un mio buco speciale nel muro, in basso oltre il divano, nel cuscino rosso e spesso su cui poggiava il capo freddo la donna in pietra bianca, ero nel rosso che drappeggiava le pareti, nella carta da parati, ero nel pugno di rabbia o di sconforto che arrivava a colpirmi quando il tipo che viveva dentro me era lasciato solo, ero la casa e il tipo, ero nel cugino prelato che arrivava a benedire il moribondo e si prendeva una sberla destinata a un altro.