domenica 31 luglio 2022

approccio

Suggestionato da uno scritto del prof. Giancane su come approcciare i ragazzini alla parola poetica – un buon esercizio, dice, e rimetterli in contatto con l’esperienza del mondo: devi parlare dell’acqua, fagli mettere le mani nell’acqua; devi parlare degli alberi, portali fuori dalla classe e fagli abbracciare un albero; in questo modo cercheranno le parole più vere e vicine alle proprie sensazioni e non si adageranno sulla retorica letteraria – suggestionato dallo scritto del prof. Giancane oggi sono uscito e mi sono messo ad abbracciare uno per uno gli alberi del mio giardino. Il mio vicino, dal balcone di fronte, mi ha chiesto cosa mi sono fumato e se è così buono come sembra.

i tempi dei corrieri

Autore che mi manda sua proposta sabato ore 9.00 chiedendo conferma di lettura. Mi riscrive domenica ore 9.00 per dirmi che sono un bel cafone a non avergli ancora risposto dopo 24 ore. I tempi dei corrieri, ormai, dettano le regole del mondo.

sabato 30 luglio 2022

abc

Questa settimana la mia salute ha fatto le bizze e il mio corpo mi ha dato problemi su diversi fronti. Io però restavo lucidissimo, e così avevo il corpo che si arrestava da una parte e la testa che spingeva dall'altra, creando una strana separazione che (mi sa) annuncia la prossima senilità. Infatti mio fratello, che mi dava una mano, ogni tanto passando mi diceva: Ricordati che devi morire. L'abc dei classici è che il messaggio, in qualsiasi variante lo inserisci, è sempre quello.

giovedì 28 luglio 2022

matura morte con memento mori

 

alberi

Ieri per fare il figo mi sono steso in giardino per dormire sotto gli alberi come le bestiole. Poi più tardi è cambiato il tempo, e la mia cervicale si è presa la rivincita. Ore di emicrania senza fine, le spalle rotte, le ossa rotte. Nei pochi momenti di veglia ho sognato il mio amico GGG che scappava con un macellaio mentre io me ne stavo appeso in vetrina. Altro che giovinezza perduta, qui siamo già alla senilità acquisita e con un piede nella frollatura.

mercoledì 27 luglio 2022

dittatura

Ieri leggevo un pezzo del prof Alessandro Ceci in cui faceva notare come quella di essere finiti, oggi, in uno stato di semi-dittatura determinato dalla pochezza politica dopo una prima repubblica tutto sommato garante della democrazia attraverso una classe politica adeguata al suo ruolo, è per certi versi una “illusione”. Se mettiamo sulla bilancia i due periodi, la politica della prima repubblica era ancora più vicina a una “dittatura” della seconda. E fa degli esempi: una classe politica inamovibile al potere per sessant’anni (Andreotti e i tanto rimpianti partiti), che ha dominato fra corruzione (nella Magistratura, nella Tv pubblica, nella Scuola, nella Sanità) e intrighi politici, omicidi di stato (Moro), tentativi di golpe, collusione con bande e organizzazioni criminali come la Mafia (lasciate libere di agire e foraggiate attraverso fondi pubblici che avrebbero dovuto essere usati per lo sviluppo del paese e del Meridione in particolare), lobby segrete e massoniche (P2, Gladio), servizi segreti, terrorismo rosso e nero teso a favorire l’ordine pubblico attraverso il terrore e le bombe, una politica industriale incurante del paesaggio che ha devastato il paese costruendo impianti dovunque capitasse, cementificando senza una visione del futuro, e incentrando i trasporti esclusivamente su gomma per favorire una industria in particolare (la Fiat) ancora una volta collusa col potere. Di fronte a tutto questo, dice Ceci, il paesaggio politico che c’è oggi (comunque frutto culturale di quegli anni), per quanto caotico e caratterizzato da personalità politiche impreparate, infantili e di scarso rilievo, proprio per via del suo caos spesso ingestibile (oltre che inguardabile), è paradossalmente un paesaggio assai meno castrante di quello che c’era prima. Offre delle possibilità di fuga, o di arrembaggio. Anche se, mi viene da dire un po’ più sconsolato, se fra fascismo e prima repubblica (dove perlomeno ci avevano instillato un sogno di grandezza, fra impero e boom economico) non ne siamo usciti, mi pare proprio difficile pensare che potremo farcela adesso che non c’è più nulla, nemmeno il sogno di una pensione. Non per me almeno, forse per chi vota Berlusconi.

martedì 26 luglio 2022

quanti sono

Il signore che viene qui in vacanza tutte le estati mi saluta con particolare trasporto e un sorriso complice. – Ho saputo dei tuoi successi letterari! – Quali successi? – Hai vinto un premio importante! – Quale premio? – Non scrivi libri? – Sì. – E non hai vinto un premio? – No. – Con quel libro dal titolo strano, Spatrièt! – Quello è Mario Desiati... – E tu non ti chiami Mario? – No, mi chiamo Antonio… – E non sei di Locorotondo? – Sììì! – E quanti sono quelli che scrivono a Locorotondo?

serietà

Tutti i giorni mi sveglio col pensiero che sto per morire. Certi giorni lo penso un po’ più forte degli altri, mi risuona nella testa come un’eco. Poi non succede mai; quindi resto deluso dal fatto che le mie stesse voci (che mi frullano in testa) mi pigliano per fesso. Non solo io, ma persino il mio subconscio manca di serietà verso gli impegni.

lunedì 25 luglio 2022

umore

Ascolti il bollettino al Tg – raggiunto il picco di contagi dell’estate, cala il tasso di positività ma aumenta il numero dei decessi – e ti viene in mente quella celebre battuta di Totò: L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

domenica 24 luglio 2022

traditori

Io non lo avevo letto, ma ho visto ora la battuta che Marta Fascina ha rivolto a Brunetta che abbandona Forza Italia: «Roma non premia i traditori», che è una frase in tutto è per tutto, nel rimando storico, nell'ironia livorosa e nel linguaggio, fascista. Roma non perdona i nani. Che è tutto dire, non tanto della bassezza dei toni raggiunta da certa politica, ma del clima culturale tutto in cui quella politica si muove e che alimenta. Come diceva ieri un mio amico, la paura vera non è che la Meloni prenda il potere e restauri il regime, le adunate e il saluto romano, ma che un'accelerazione verso un certo tipo di linguaggio possa definitivamente avallare una certa cultura del paese, che già c'era ma che almeno passava per scorretta. Perché il linguaggio politico non è innocuo e in un paese in cui prospera al ribasso, in quello mette fondamenta un certo tipo di società, di cui gli ultimi esemplari, per fare un esempio noto, sono i fratelli Bianchi, che non sono un caso isolato come qualcuno spera, ma sono il risultato emerso di una certa sottocultura, quella che da una parte fa i raduni per strada col saluto romano (folclore), ma quando c'è da picchiare picchia duro. Poi certo, è vero, se la democrazia decreterà che vinca un certo tipo di cultura, allora forse sarà giusto dare spazio anche a quella cultura, se non altro per farci finalmente i conti.

rientro

Poco fa, mentre rientravo, mi sono distratto per guardare un gatto che attraversava la strada e sono quasi stato investito. È stata roba di un attimo e per fortuna mi sono scansato in tempo, ma la cosa straordinaria è stata focalizzare, dopo, cosa ho pensato in quell’attimo in cui ho creduto di finire sotto. La prima cosa riguarda la ragazza cinese del primo piano che per combattere il caldo si mette sul balcone coi piedi in una tinozza d’acqua e io mi sono chiesto se l’acqua era fresca. La seconda cosa chissà che mi dirà Antonello adesso, che poco fa mi aveva detto vieni che ti do un passaggio e io no tranquillo vado a piedi e poi vede che mi mettono sotto. Queste due cose ho pensato subito, e dopo che a Damasco c’è il gelo e chissà dove è sparito il gatto.

sabato 23 luglio 2022

pretty woman

Caro Antonio, non ti nascondo che anche se ti ho detto che volevo soltanto una tua lettura e che per me non era importante, se mi avessi proposto la pubblicazione sarei stata molto più felice. Invece tu, scherzando, mi hai chiesto di sposarti. A quante altre hai detto la stessa cosa questa settimana? Io sognavo un editore, mica un marito che mi mette le corna.

venerdì 22 luglio 2022

qualità

22 luglio 2022, data da ricordare in quanto oggi mio fratello mi ha fatto il primo complimento che si ricordi a memoria d’uomo: ha detto che sono “diplomatico”, cioè incapace di mandare a fanculo le persone. Il che, dal suo punto di vista, è una qualità per quanto molto poco salutare.

perdita

 Una delle esperienze più strane e straordinarie del fare l’editore di poesia è l’esperienza della perdita. In genere molta scrittura scaturisce da quella scintilla, perdi qualcosa e ne scrivi. Nella poesia questa perdita non viene stemperata nella struttura romanzesca, ma spesso è concentrata in diverse cariche esplosive disseminate lungo un testo breve. Dai fuoco alla miccia e il resto è una serie di esplosioni in serie e di ferite. Immagina la vita di un editore che, ad esempio, già sensibile al tema, in autunno dovrebbe pubblicare fra le altre due opere che parlano di perdita, in maniera spesso intima e commovente, entri da una porta nel dolore di una persona, tua simile, tua amica, lo attraversi e quando ne vieni fuori ti tuffi nel dolore di un altro tuo simile, tuo amico, per tirarne fuori un libro. È un continuo percorso nello scavo, in te, in loro, dove la differenza sostanziale fra i due la fa il linguaggio. Ti appigli a quello come a un salvagente, il linguaggio ti impedisce di affondare nell’umano e fraterno dolore. Poi esci dai libri, torni a fare il tuo lavoro, a fare i conti spicci con le entrate, con le uscite, con ciò resta di ogni libro dopo che è stampato e si tramuta in oggetto con un prezzo preciso e delle aspettative di vendita che spesso verranno deluse, ed entri in un nuovo circuito assai più prosaico, un nuovo tipo di perdita o di ammanco che fa rimbombare in terra quello dei libri che ti ostini a pubblicare non si sa più perché. L’editore è un santo. Altro che.

giovedì 21 luglio 2022

il mio lato umano

Autore che vuole pubblicare con me e mi manda la foto di un libro Adelphi. Mi scrive: Li conosci loro? Tu dovresti fare dei libri così, sono più belli dei tuoi. Volevo rispondergli Grazie al cazzo, poi ha prevalso il mio lato umano.

mercoledì 20 luglio 2022

tremore

Non l'avrei mai detto, ma a Draghi, mentre parlava, tremavano le mani. Siete pronti a ricostruire questo patto? chiede. E si sollevano i grugniti dei maiali. In pochi mesi siamo passati dal lecchinaggio pedissequo e servile alla maschia contestazione. Ma sempre in nome di ciò che vogliono davvero gli italiani. Ma non sono loro, sono io, da italiano, che non mi sento più in grado di ricostruire un patto di fiducia con questa classe politica. Sono vecchi, brutti, viscidi, e soprattutto inutili. Speriamo che la natura faccia presto il suo corso.

martedì 19 luglio 2022

esserci per raccontarlo (forse)

Oggi data storica da registrare, l'Inghilterra ha raggiunto i 40 gradi e la Francia i 42, avvicinandosi a quelli delle colonie su cui per decenni hanno imperato. Per dire, nel Sudan di Abdel Wahab queste sono le medie di primavera. Il mondo così fa un altro piccolo passo verso la globalizzazione con l'adeguamento delle temperature, e noi un giorno potremo dire che c'eravamo.

l'uva acerba

Oggi pensavo che quando l'uva non è acerba alla fine è sempre di qualcun altro. Ad esempio ieri sera ho mangiato delle albicocche scampate alla grandinata di qualche giorno fa, e qualcuna era ancora acerba ma dentro quelle mature c'era il verme.

lunedì 18 luglio 2022

l'autore vacanziero

Ecco un autore che mi chiama quattro volte in un giorno (due ore e mezzo perse al telefono) per spiegarmi il suo progetto editoriale, perché vuole assolutamente pubblicare con me, aggiungendo scherzosamente che adora il Salento per venirci a fare le vacanze, quindi se ha l'editore in Puglia possiamo organizzare le presentazioni estive e prendere due piccioni con una fava. Il suo progetto è anche bello, lo dico, ma io alla quarta chiamata gli avevo già messo la croce sopra come molestatore seriale. Questo la settimana scorsa, quando mi saluta dicendo: Allora aspetto tue, Antonio, ci sentiamo presto. Infatti mi richiama oggi: Visto che è passata una settimana ho pensato che avrai già letto. Io sinceramente non ho nemmeno aperto la sua e-mail. Oh, mi dice l'autore, Antonio sia chiaro che io non ho nessuna fretta. Possiamo pubblicare anche fra un anno. L'importante è che me lo dici entro fine luglio.

domenica 17 luglio 2022

macchia

Il mattino dopo ritrovarsi a contemplare una grossa macchia bianca che sta al centro del letto e chiedersi come ci è finita. Annusarla nel dubbio, è dentifricio.