Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 12 agosto 2020
risposta ai criticoni del mondo
martedì 11 agosto 2020
post acido
Il paese è pieno di voci a riguardo, qualcosa di molto vicino al Fantacalcio, per cui potrei anche sbagliarmi, ma se le ultime cose che ho sentito sono vere c’è un gran casino, in seno alla sinistra così come a destra, per le prossime elezioni, determinato dal fatto che non ci si riesce a mettere d’accordo su chi “deve prendere i poteri” come diceva mio nonno. Tutti vogliono salvare il paese ma alle proprie condizioni e così non si fa un passo indietro né si fa un passo avanti e noi stiamo fermi a guardare il paese che va a rotoli. Va detta una cosa: la responsabilità di questo casotto è da attribuirsi a Tommaso Scatigna, che ha calcolato perfettamente i tempi per le sue dimissioni in modo da mettere in difficoltà la formazione di eventuali altre liste opposte a quella che avrebbe dovuto raccoglieva i suoi “delfini” o eredi: gli è riuscita così bene come mossa da scoppiargli in mano e mettere in difficoltà la sua stessa destra, spaccata e navigante a vista. E questo non me lo sto inventando io, ma che sarebbe successo era già stato messo in evidenza da Valerio Convertini con un’accorata lettera aperta pubblicata prima dello scorso Natale. Lettera rimasta inascoltata. Io però, anche se non lo condivido come metodo, non me la prendo troppo con Scatigna, perché Scatigna fa politica “e la politica è schifosa” (cit. Gaber), non guarda in faccia a nessuno. Si potrà dire che tutto questo non è corretto per il paese che ora si ritrova senza un vero dibattito, senza un’alternativa democratica visto che finora le nostre alternative politiche sono, forse, due liste di destra morbida, Bufano e se ci riesce Pulli (che sono sempre meglio del vecchio M.S.I.) a cui si aggiungono i 5 stelle di Lotito; ma potrebbe venirne fuori ancora un’altra di destra (!), manca ancora la Lega, mentre dalla sinistra io ancora non so nulla di preciso e prego tutti i giorni la madonna. Possibile, mi dico, che siamo passati in meno di un mese dalla seria possibilità di vincere le elezioni, dopo dieci anni di Scatigna, con una lista di sinistra preparata, cazzuta e giovane che trasporti questo paese finalmente nel 2030, a quella che ci si debba accontentare di due o tre liste di destra senza un progetto, ma raffazzonate all’ultimo minuto fra chi c’è c’è? E tutto questo perché non ci si riesce a mettere d’accordo, né a destra né a sinistra, su chi fa il capobanda? Se questa è l’alternativa piuttosto non vado a votare, mi rifiuto di partecipare a questa pagliacciata. E qui però, per par condicio sulle responsabilità, va detta un’altra cosa, ed è il vero motivo della mia rabbia. Se lo sapeva Valerio Convertini, così come lo sapevo io, che andava a finire così, e lo si sapeva da prima di Natale, immagino lo sapessero anche altri. E quindi, anche se Scatigna ha calcolato bene i tempi, anche se è stato cinico, anche se ha deciso da solo che per il paese non dovesse esserci un discorso politico ampio e maturo, perché di fatto con quella mossa ha bruciato da solo l’opposizione così come dieci anni fa bruciò da solo Bufano come concorrente diretto a destra, e prima ancora Antonio Lattanzio di cui prese il posto come vicesindaco sotto Petrelli, e pochi mesi fa la Pulli dalla propria pseudo-lista in formazione con una battuta sulla sua “mancanza di gavetta”, com'è possibile che gli altri, i suoi oppositori diretti, non si siano mossi prima, che non lo abbiano anticipato, che abbiano aspettato fino all’ultimo per accordarsi, quando la tensione del cronometro non ti permette di essere lucido, di cercare un dialogo pacato? Lo hanno fatto e non ce ne siamo accorti noi? È stato tutto a causa del COVID che impedivano gli incontri (e anche se nello stesso periodo c’era gente che si ammazzava di lavoro per ore davanti a una webcam)? O forse hanno preso sottogamba Scatigna perché nel frattempo lo hanno perculato a Propaganda Live? Pensavano che ci volesse di meno a organizzarsi perché nessun altro avrebbe tirato fuori un ego più grosso del proprio? Io non lo so, e magari sto scrivendo minchiate, ma penso anche che Tommaso Scatigna sarà quel che sarà, tutti i giorni gliene dicono di tutti i colori, ma mi pare che abbia fregato tutti ancora una volta, lasciando il paese non si capisce in mano a chi; e mi viene il dubbio che tutto questo stia succedendo forse perché lui è stato più bravo, forse perché chi gli sta di fronte ha peccato di presunzione o non è stato altrettanto furbo.
chi saremmo stati...
lunedì 10 agosto 2020
non è niente
Stasera ho mal di gola, mi sa che mi sono preso un raffreddore quindi me ne vado in giro con la mascherina. Il paese è pieno da scoppiare, di turisti italiani e francesi, tantissimi francesi. Quasi nessuno con la mascherina. Mentre ritorno a casa mi passa accanto una famiglia, una dei bambini mi guarda e grida alla mamma: Mamma, mamma ci siamo dimenticati la mascherina! E la mamma le risponde: Su, stai zitta, non è niente...
domenica 9 agosto 2020
cuore
giovedì 6 agosto 2020
barzelletta
mercoledì 5 agosto 2020
ricordino di sergio zavoli (alla maniera di cesare viviani)
e Zavoli ordinò un brodino vegetale,
martedì 4 agosto 2020
vado dall’editore a presentargli...
il mio nuovo manoscritto,
e nella mano sinistra tengo
due bellissimi polli nostrani,
allevati nel modo giusto, all’aperto.
Le segretarie si mettono a ridere,
ma io non capisco e spiego
che i polli sono un dono
per favorire la disposizione d’animo dell’editore,
per addolcire la pratica.
Le ragazze non capiscono
e mi dicono “aspetti, vediamo se è libero”).
Cesare Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Einaudi)
stanchezza
lunedì 3 agosto 2020
valere meno di amazon
domenica 2 agosto 2020
il prossimo
da un poemetto chiaro e tondo
faccio la parte del poeta come se la poesia fosse
1 specie di salvacondotto per abbellire la faccia
mettere 10 sopra la pagella o sotto la fotografia
forse perciò cresce il numero dei poeti vaganti
che chiedono l’elemosina anziché fare l’offerta
c’è chi stampa ogni anno sempre lo stesso libro
chi mostra in copertina le maiuscole e i genitali
e se ne va a riscuotere 2 specchietti e 4 quattrini
ma sono specchi falsi per quel gioco delle 3 carte
in cui si vince e si perde solo 1 nonnulla perché
la poesia non reclama altro che il nudo integrale
io per primo rientro nella razza dei grilli parlanti
e mi giro nel dizionario come 1 pulce nella farina
lascio uccidere 4 alberi innocenti per dire la mia
come se la mia non fosse già stata detta da altri
forse soltanto 1 paio di volte ce l’avrò fatta ad
entrare in 25 occhi altrui con qualche mia parola
io per primo tradii la parola per farne un fiore
cosiccome ho tradito il fiore per farne 1 parola
ho dato l’anima alla penna per farmi quinterno
com’è difficile essere libri e nel contempo liberi
ci si mette addosso almeno 1000 pagine quando
ne basterebbe 1 soltanto per dire c’ero anch’io…
Lino Angiuli, in Addizioni (Nino Aragno 2020)




