martedì 14 febbraio 2023

la cruda verità

Vado a fare la spesa e come sempre c'è la banconista che mi sfotte per il mio lavoro che non dà pane. – E quante poesie hai scritto, oggi, sentiamo? – Un giorno, le rispondo in un moto di orgoglio, vedrai che si accorgeranno che sono un poeta grandissimo! – Lei allora mi fissa seria e mi fa: Lillo, ma noi questo lo sappiamo già e ti vogliamo bene. È solo che, francamente, non ce ne frega nulla delle poesie...

lunedì 13 febbraio 2023

lui

Io non so come faccia Berlusconi a riaffermare sempre in ogni suo gesto o parola, con un talento più unico che raro da italiano medio che si crede il centro del mondo, che la serietà se non vogliamo parlare di lealtà, non esiste se d’intralcio ai suoi particolari interessi. Così può stare al Governo e fare opposizione interna alla Meloni, screditandola di continuo con le sue pose da subrette bizzosa come farebbe un ragazzino dispettoso, o rivoltare mille volte la frittata in padella prendendo tutti per scemi. Io non ci credo che gli freghi nulla degli ucraini in guerra, così come non gli fregava nulla dei terremotati dell’Aquila su cui ha ampiamente speculato, o delle vittime della mafia di cui la magistratura ha dimostrato più volte è stato complice, così come delle istituzioni, a cui ha spudoratamente mentito più volte, come con il caso di Ruby Rubacuori, nipotina di Mubarak. La Meloni tutte queste cose le sa e infatti è stata sua complice in queste malefatte, le ha addirittura coperte mettendoci la faccia, ma Berlusconi che non ha memoria non è capace nemmeno di quel minimo di riconoscenza o di complicità fra banditi che gli imporrebbero di stare zitto. Adesso però si preoccupa per tutti e le dice cosa avrebbe fatto Lui al suo posto così da farle lezioni di politica e già che c’è dà i suoi consigli disinteressati al presidente americano, di dare un indennizzo in denaro per i danni provocati all’Ucraina coinvolta nei traffici antirussi e lasciarla andare al suo destino. Ovvero come farebbe Lui con una qualsiasi puttana: “Le hai fatto male mentre la scopavi? Pagala e pisciale in faccia”. Che poi è il linguaggio spiccio del potere. Ovviamente, il sottotesto per Biden è: se ci fosse stato Trump al posto tuo, Lui l’avrebbe già fatto.

savoir faire

Stanotte durante una colica, mentre mi rigiravo nel letto incapace di trovare una posizione umana, mi sono messo a scrollare il telefono per distrarre la mente dagli spasmi. Ho beccato un post di Franco Arminio appena pubblicato, erano le 3 o le 4, in cui si lamentava di dolori e ansie che gli impedivavo di dormire, così gli ho scritto un messaggio e poi il dolore si è fatto più forte e mi sono impasticcato per sedarlo. Dopo ho preso sonno ma mentre dormivo mi sono sognato di aver scritto ad Arminio una cosa piagnosissima in cui gli dicevo che gli ero vicino nel dolore e nella contrizione e lui faceva le corna come se gli stessi cantando il requiem. Stamattina nel dubbio, anche un po' imbarazzato, sono andato a controllare e in effetti sì gli avevo scritto, ma una cosa molto molto contenuta. Per fortuna il savoir faire ci salva sempre, pure con le coliche addosso.

domenica 12 febbraio 2023

il salvagente

Devo confessare che professionalmente sono un gran sbolognone. Visto che non riesco e non mi va di pubblicare a oltranza, spesso quando mi mandano dei manoscritti che non sono brutti ma non ho la forza o la voglia di fare, dirotto gli autori verso altri editori. Li consiglio pure quando posso: guardi lei è perfetto per Samuele Editore, o Musicaos, c’è Terra d’Ulivi, c’è Fallone, Pièdimosca, madò ma ha scritto a Marco Saya, e a Interno Poesia, ecc. ecc.? Così, come se lanciassi un salvagente, mi salvo dallo scrupolo di non poterli aiutare e non gli tolgo la speranza di pubblicare, cosa che peraltro si meritano, ma se aspettano me stanno freschi. Poi stamattina mi chiama uno che vuole sapere come va la sua proposta e io come al solito provo a sbolognarlo a un altro, cioè a Interno Poesia. – Ma come, mi risponde quello piccato, non ha letto il post? Non è informato? Interno Poesia non accetta più manoscritti! L’ha scritto Andrea Cati su FB. – Che c’entra, faccio, pure io l’ho scritto che non accetto manoscritti, eppure me li mandano uguale. Anche lei, con me, non si è preoccupato di questo. – Ah sì, dove l’ha scritto? – È finita che ho scoperto che questo legge tutti i giorni i post di Interno Poesia (a cui sogna di arrivare) ma non sapeva manco che Pietre Vive ha una pagina FB. Insomma, il salvagente in questo caso ero proprio io.

lettera ad un brutto mondo

Stamattina incuriosito ho visto la lettura della lettera di Zelensky a Sanremo che tanto indignava alcuni, ma mi è sembrata francamente molto rumore per nulla, un po' retorica, ma la retorica e Sanremo sono un tutt'uno. Tanto è vero che quando su quel palco sale qualcuno che è uscito fuori dal sistema mentale della retorica, fosse anche perché è vecchio e se ne fotte, come Gino Paoli allegramente bevuto o la Vanoni, si sente puzza di vero ed è a tratti ingestibile, altro che la letterina. Ascoltandola, però, mi sono chiesto come andranno adesso le trattative fra Russia e Ucraina visto che il mediatore, Erdogan, è impegnato su altri fronti. Ho letto che da ieri in Turchia sono cominciate le purghe dei costruttori dei palazzi crollati col sisma. Più di cento arresti in un giorno. Alcuni di loro saranno stati inetti (esattamente come sono in Italia), altri andranno in galera senza colpe vista l'entità del disastro, ma serve qualcuno da usare come capro espiatorio per lasciar sfogare la rabbia sociale, ed Erdogan è uno dall'arresto facile, vedi la brutta fine che hanno fatto oppositori e giornalisti. A proposito. Ma saranno ancora vivi? O quelli che erano in galera, impossibilitati a fuggire, saranno tutti morti e sepolti sotto le macerie? Che brutto mondo mi dico. Dove si susseguono senza soste pandemie, terremoti, guerre, dittature, ci sono capi di stato che fanno più paura che bene, e noi quasi non abbiamo scelta, dobbiamo affidare le nostre vite a loro. E anche se non ci affidassimo a loro non sono sicuro che faremmo di meglio.

sabato 11 febbraio 2023

essere tu il sogno

Sono andato in pescheria nel momento sbagliato, cioè mentre stavano abrustolendo del pesce, e ne sono uscito che mi ero trasformato in uno sgombro profumato alto 1.73. Infatti nel tragitto fino a casa tutti i gatti che dormono dietro l'ufficio postale hanno cominciato a seguirmi su via Alberobello che sembravo il pifferaio di Hamelin. Da qualche parte doveva pur cominciare la mia trasformazione nel sogno di qualcuno. Possiamo dire che è cominciata da qui.

tre uomini e una donna


Nel 1976 Piero Ciampi, per rilanciare la sua carriera, prova ad esibirsi a Roma in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA: sono l'ancora poco noto Paolo Conte, Nada e Renzo Zenobi. Le serate non riscuotono molto successo, ma da questa stessa formazione, a Torino, venne registrata una trasmissione dalla durata di 44 minuti, chiamata "Tre uomini e una donna" e andata in onda il 18 luglio 1976 alle due di notte.

venerdì 10 febbraio 2023

pastiche

Perché tu mi dici: editore?
Io non sono editore. Io non sono che un infimo
impresario che prende
il tuo libro e lo vende. Poi piange.
Non vedi? Non ho che lacrime da offrire al Mercato.
Il tuo libro non vende abbastanza: sì e no cento copie.
Non basta nemmeno a ripagarne la spese.
E se prima del macero nessuno lo legge
un albero è stato abbattuto per niente.
Non ti senti lo scrupolo in corpo?
Un albero abbattuto per niente!
Come faremo a sbarcare il lunario?
Perché tu mi dici: editore?
Perché io ti dico: poeta?
Cos’è che mi spinge a remare controcorrente
se non ho nemmeno una prova
che ciò che tu scrivi rimane alla storia?
(Pietà di noi mi prende: infinita pena e angoscia
di chi sempre dispera del futuro
e di un’altra… chi osa dire un’altra storia?)
Oggi io penso di morire. Tu questo lo scrivi.
Ma mi accompagni alla porta
e mi lasci da solo ad uscire. Da solo a finire
il lavoro.

le patate

Poco fa un povero inglese in vacanza è scivolato sul corso. Lo ha soccorso Dudduzzo. L'inglese si è rotto la testa e le patate che aveva comprato con molto romanticismo al mercato sono rotolate giù per il corso. Lo abbiamo sollevato e portato nel bar dove ha tamponato la ferita con del ghiaccio. E siccome non è nemmeno il primo che cade, mi è venuto da pensare che forse quello del corso è un problema da risolvere prima ancora di quello dell'invasione turistica. L'ho anche detto, ma uno mi ha rimbrottato che in questo caso la colpa era dell'inglese che portava (sul corso!) delle scarpe eleganti con la suola liscia, e lo sanno tutti in paese che sulle chianche si scivola! Se invece delle scarpe eleganti si metteva della scarpe "a cristiano", ovvero di importazione asiatica con la suola in gomma, certamente non scivolava e le patate invece di cazzarle col culo a quest'ora se le stava mangiando.

sovrapposizioni

Ho visto la foto di Zelensky fra i capi di Stato a Bruxelles e per la prima volta dall'inizio del conflitto mi sono reso conto che è un tappo. Mi ha ricordato la foto di mio padre coi colleghi quando è andato in pensione, dove anche se era il festeggiato e stava al centro, restava il più basso di tutti. Gliel'ho pure detto a mio padre che si è innervosito. Se è un tappo che sta in mezzo ai porci, mi ha detto, allora è un porco come Berlusconi. Né posso ribattere perché mio padre li odia senza cedimenti, e li chiama tutti così, porci, con una rabbia nella voce che grida odio e vendetta, perché se avesse ancora forza nelle mani li scannerebbe tutti, uno per uno, come quando faceva il macellaio.

mercoledì 8 febbraio 2023

lusso

Stamattina con il freddo da neve e tutto il paese ritornato a una dimensione più vivibile e civile nel parcheggio finalmente vuoto mi sono persino permesso il lusso di mollare un rutto a cielo aperto. Ha riecheggiato.

martedì 7 febbraio 2023

tutto tranne

Libreria che mi contatta e mi propone di mandargli alcuni libri per un evento che stanno organizzando. – Ci sono dei titoli che preferite? – Tutto ciò che non è poesia per noi va benissimo. – Apposto.

snobismo

Io quest'anno boicotterò Sanremo, come del resto lo boicotto tutti gli anni almeno quanto boicotto il campionato di calcio e il festacchione di Capodanno, perché fondamentalmente non me ne frega un cacchio. Anche se resto umile nel mio snobismo e forse Gino Paoli lo vedo.

lunedì 6 febbraio 2023

la protesta

Certi giorni mi piacerebbe anch’io d’esserci dentro, nel dibattito in corso, e non sullo sfondo a fare scena come clown o comparsa, o stretto con gli altri nel coro. A grattare alla porta per farci aprire dal retro, puttane. Servirebbe una protesta, ma senza sindacato, che sono buoni a niente, quelli. Ah, se tutti proprio tutti noi coglioni restassimo zitti solo cinque minuti, diceva il vecchio Baldini. Il nostro silenzio sarebbe una roba di quelle, come un boato fortissimo che ti metti paura. Una protesta fatta bene, alla maniera delle mogli, quando per avvisarti del pericolo la prima cosa che facevano era tagliarti il saluto.

sabato 4 febbraio 2023

comicità

 

(Visto che negli ultimi giorni si è discusso molto, sui social, di una poesia di Magrelli ritenuta brutta, o sciatta) condivido questi versi di Carlo Bordini, dalla sua ultima raccolta, Un vuoto d’aria (Mondadori, 2022) che sono in effetti bruttini, quasi una filastrocca, tanto che persino una mia amica che non legge poesie quando li ha letti ha storto il naso e mi ha chiesto se la stessi prendendo in giro. Ci si chiede, di fronte a tale evidenza, come ha fatto lo sperimentale Bordini a pubblicarli? E rispondo: intanto perché hanno una funzione all’interno del filo narrativo del testo, che è la cronaca di un amore in ogni suo aspetto emotivo (compreso lo sdolcinato), e infatti i versi di Bordini a mio avviso non andrebbero mai (mai) estrapolati dall’opera, perché nella maggior parte dei casi funzionano non come testo definito in sé ma come suite o collage, ready made, riproduzione seriale o variazione sul tema. Poi perché, secondo me, hanno funzione di “objet brut” (da Dubuffet), cioè stanno lì appositamente con uno scopo preciso, destabilizzante, dichiaratamente antiestetico e naif, in senso quasi picassiano (per l’ultimo Bordini non riesco a fare a meno di pensare ad accostamenti pittorici), ovvero come se fosse una dissonanza che serve a dare colore in chiave antiromantica: Bordini definiva la sua poetica come "antiromantica e comica", quindi scrivendo un libro d’amore, per smontare il pericolo implicito di romanticismo, invece di smorzare i toni li satura fino a farli risultare eccessivi, e quindi impossibili da prendere sul serio. Infine, secondo me, hanno lo scopo dello sberleffo giocoso a livello propriamente editoriale. Come dice Mazzoni nell’introduzione al libro: chi avrebbe mai detto che l’autore meno istituzionale del panorama poetico italiana avrebbe stampato la sua ultima opera con la casa editrice più istituzionale di tutte? Bordini non solo lo fa, ma lo fa pubblicandovi anche dei versi che altri definirebbero indegni, e che hanno lo stesso effetto di chi fa la linguaccia dal quadro incorniciato e istituzionalizzato in un museo. Mi chiedeva la mia amica: Ma mi stai prendendo in giro? Sì, e non è divertente?


questo paese

Certi giorni penso che il paese della poesia è un po’ come il paese in cui vivo io, un paese fortemente conservatore, cattolico, campanilista, frustrato, e anche un poco fascio, un paese capace di distruggere la propria peculiare economia meridionale per trasformarsi in un posto di vacanza buono come un altro, per turisti della domenica che vengono qui a farsi il selfie che ci renderà più orgogliosi di noi. Poi chi rimane si divide in due scuole di pensiero, da una parte i puristi che si strappano le vesti inviperiti per come il paese viene invaso dai barbari che gli rubano i parcheggi e li caccerebbero tutti quanti a pedate, dall’altra quelli che se potessero appalterebbero dovunque, pure nel bagno di casa se fa cubatura utile, e se gli parli di vincoli o di verde, se gli parli di storia o di estetica ti guardano in cagnesco come se li stessi truffando. Un paese disordinato ma non barocco, un paese senza regole dove ognuno fa l’avvocato di se stesso, difende con ardore la propria causa, facendosi più forte nell’eco della propria voce solitaria o nel coro della propria banda che fa da spalla al tenore di turno, ciascuno pensando soltanto a se stesso e al proprio tornaconto. Qui dove le strade, invece di allargarsi, si fanno di anno in anno più strette per risparmiare sui metri di terra da espropriare, e si lasciano i piccoli appezzamenti vuoti piuttosto che regalarli ad altri, i frutti dolci inacidiscono in campagna perché nessuno li va più a raccogliere, e restano soltanto i vecchi a raccontarsi le favole di un tempo. Questo mio paese che tutti amano come nessun altro, ma dove tutti guardano con odio o con sospetto al proprio vicino, gli fanno il pelo e contropelo dal barbiere, e poi ogni tanto scoppiano a gridare disgustati: “Questo sarebbe il paese più bello del mondo se non ci fossero i poeti”.


venerdì 3 febbraio 2023

dentista

Pure il dentista ormai mi percula: "Gentile editore, noto dall'ultimo video che hai bisogno di una pulizia dei denti, mi tengo libero per te mercoledì ore 15.30".

biglietto di auguri

Stanotte ho sognato di rivedere una ragazza anoressica che incontrai alcuni anni fa e che voleva propormi un libro di cui non si fece nulla. La ragazza mi disse una cosa che mi rimase impressa: "Ognuno applica alla propria famiglia la violenza che può." Mi rimase dentro perché guardavo all'anoressia come una malattia o una forma di non accettazione di sé, e invece detta così sembrava più una vendetta, sentimento che poi ho ritrovato e mi si è chiarito leggendo La vegetariana di Han Kang. Chissà se la ragazza aveva da raccontarmi una storia simile. Nel sogno la incontravo in libreria, dove mi raccontava la storia di uno scrittore orientale che aveva avuto un momento di grande successo pubblicando un best seller e poi aveva scelto di limitarsi a scrivere messaggi di auguri per il compleanno degli amici. Me lo raccontava a fil di voce e in maniera così ambigua che non capivo se volesse che le regalassi il libro oppure un biglietto di auguri soltanto per lei.

giovedì 2 febbraio 2023

amore

Attrice televisiva strabellissima e con più di vent'anni meno di me mi manda le sue malinconiche poesie d'amore, frutto di una relazione finita a schiaffi, e nella email di presentazione mi dice: Ora come ora ho bisogno di sincerità e di essere amata per ciò che sono. Le scrivo: Sinceramente le tue poesie non mi sono piaciute, però sento di poterti amare. Nel caso questo è il mio numero. Chiamami.

stupidità

Stamattina pensavo a quanto tutti si lamentano del fatto che non sei abbastanza sui giornali, che non c’è una distribuzione adeguata, che non vai a questo o quel festival, che nessuno ti conosce come meriti. A me devo dire importa poco di finire sui giornali: mi ricorderò sempre quando telefonai a Leogrande su consiglio di Minervini per lanciare il bando di un concorso di scrittura sociale sullo Straniero diretto da Fofi, e Leogrande, che all’epoca ne era il vicedirettore, si vergognava quasi a chiederci 450 euro + iva per la pagina. Per me quella rimane ancora l’immagine più viva del giornalismo culturale di oggi: uno che pure ha dei principi, come Leogrande, che deve chiederti 500 euro per mezza pagina di pubblicità a un concorso gratuito, se no la rivista chiude (come poi successe). E mi domando perché in questo mondo editoriale che vive sullo scambio di denaro come ogni altro mondo, tutti possono chiedere soldi per tutto a testa alta (i festival, i saloni, i giornali, i tipografi, gli uffici stampa, i distributori, magazzini e corrieri, i premi, le scuole di scrittura), meno gli editori. E più vado e più mi chiedo come ho fatto ad essere talmente stupido che in un ambito “culturale” dove i soldi girano come in tutti gli altri, forse con più ipocrisia, io sono riuscito a infilarmi nell’unico ruolo sempre moralmente in discussione quando chiede pecunia. Mi sembra ogni volta, giuro, di essermi preso per il culo da solo. Ma poi, per tornare alle prime righe, mi chiedo: e se comunque siamo poco visibili, tutti quelli che ci scrivono per proporre il loro lavoro, come cacchio ci trovano? Scende lo spirito santo a mostrargli la luce sulla via di Damasco? Posso vederla anche io un po’ di quella luce?