Per due mesi aspetti che ti arrivi in farmacia ospedaliera, a Putignano, un integratore alimentare parecchio costoso, prescritto in ospedale perché necessario a tuo padre per nutrirsi giornalmente e a cui avresti diritto per legge. Intanto che aspetti che arrivi, perché come ti dicono in farmacia ospedaliera “la ditta non ce lo sta inviando, ma stiamo reclamando”, sopperisci comprandone a tue spese un altro (20 euro a confezione) che la farmacia non può darti perché “non c’è stato l’appalto”. Dopo due mesi, stufo di spendere così tanti soldi, chiami tu direttamente la ditta che lo fabbrica per capire che succede, e parlando con un impiegato scopri che il tale medicinale non è più in produzione da mesi. Ma questo non lo sapeva né il dietologo della ASL di Brindisi che te lo ha prescritto, né la farmacia della ASL di Bari che gestisce suddetti “appalti” sui medicinali di tutta la provincia, né la farmacia ospedaliera di Putignano che lo ha ordinato, né chi, da lì, dice di aver fatto il reclamo alla ditta. In mezza Regione, insomma, non lo sapeva nessuno, e va bene, ma vorrei sapere allora, visto che io con una chiamata di dieci minuti ho scoperto che non esisteva più, loro chi hanno chiamato negli ultimi due mesi? Quando gliel’ho detto sono cascati dalle nuvole. Si sono quasi offesi. E adesso ricomincia la trafila per farsi assegnare un altro integratore.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 8 settembre 2023
giovedì 7 settembre 2023
guaricci alla greca
logo
Ragazza mi fa notare come il logo di Pietre Vive sia eccessivamente "patriarcale". – Madonna, e io che mi ero ispirato ai fauni danzanti di Matisse... – La citazione colta non attacca, né basta a nascondere la colpa. – E cosa potrei fare allora per correggere il tiro? – Ad esempio io gli taglierei il pisello!
mercoledì 6 settembre 2023
tiro al piccione
sabato 2 settembre 2023
che sarebbe successo...
Ieri leggevo un libro di Angelo Panarese, Risorgimento tradito (Capone) in cui, con taglio fortemente gramsciano, si parla del fallimento sia economico che culturale (nella formazione di uno spirito nazionale) dei Savoia nella gestione del regno italiano dopo l’unità (fallimento che avrebbe portato al fascismo), e mentre leggevo mi sono chiesto – a parità di condizioni economiche fra Nord e Sud prima dell’unità, a parità di monarchie zoppicanti che li governavano, a parità di interessi economici internazionali sull'Italia dell’epoca – che sarebbe mai successo se Garibaldi coi suoi mille volontari quel lontano giorno del 5 maggio 1860, gridando “Viva l’Italia”, invece di partire da Quarto nei pressi di Genova, si fosse imbarcato a Napoli risalendo lungo lo stivale invece di fare rotta a sud.
giovedì 31 agosto 2023
il guardone
Autrice mi manda come proposta di pubblicazione gli screenshot del suo cellulare, di testi cioè scritti in diretta sul telefono e poi fotografati apposta per me dalla sua chat. Mi dice che sono poesie scritte di getto, nell'impeto dell'emozione e indirizzate a un 'tu' che è reale (quello della chat appunto). Su cinque testi che apro tre parlano di orgasmo, uno di masturbazione e uno allude a un rapporto extraconiugale con un uomo sposato. Io leggo e mi sento un guardone.
sabato 26 agosto 2023
senilità
il richiamo del maschio
Una cosa da non fare assolutamente se hai un orto con degli animali è assecondare il capriccio infantile di andarsene in giro a piedi nudi fra gli ortaggi. Potresti avere delle spiacevoli sorprese. Prima, ad esempio, mentre raccoglievo i fiori di zucca ho sentito una sensazione umida sotto il piede, l’ho sollevato e ho scoperto di aver pestato una sostanza densa, color bianco latte. Sono stato dieci minuti buoni a chiedermi che fosse, finché non ho sentito agitarsi le foglie di zucca e poi il caratteristico richiamo del maschio di tartaruga che montava a più riprese la compagna e poi, nell’inseguimento amoroso, correva in giro a spruzzare ignobilmente il suo seme per tutto il giardino. C’è chi lo ingoia, io stamattina l’ho spalmato sul piede.
venerdì 25 agosto 2023
sogno del funerale
Poco fa mi sono detto ora mi faccio mezz'ora di sonno così
recupero la stanca. Ma nel sogno mi sono ritrovato che andavo a un
funerale, dove tutti mi guardano malevoli perché avevo dimenticato di
cambiarmi e mi aggiravo sotto le navate con ai piedi i sandali in legno
del dottot Sholl's, che facevano un fracasso mentre camminavo, come se
qualcuno suonasse le nacchere in chiesa. Alla fine il prete
si è fermato a metà della funzione, mi ha detto che ero molesto e mi ha
scacciato fuori ad aspettare la fine del funerale nel parcheggio, dove
mi si è avvicinato un tipo con la faccia butterata che ha provato a
consolarmi chiedendomi in cambio una sigaretta, che non avevo perché non
fumo nemmeno nei miei stessi sogni.
giovedì 24 agosto 2023
registrazione da campo in un monolocale
Ventitré anni dopo le ultime incisioni in una stanza d’albergo di Robert Johnson e ventitré anni prima della registrazione casalinga di “Nebraska” di Bruce Springsteen, c’è questo disco registrato nel 1959 da Lightnin’ Hopkins, bluesman texano maledetto e dalla vita disordinata, che dopo aver vagabondato per locali per tutti gli anni ’40 aveva deciso di farla finita con la musica ed era scomparso dalla circolazione alcuni anni prima. Venne ritrovato dopo una lunga ricerca da Sam Charters, un suo ammiratore. Viveva in un monolocale a Houston campando alla giornata e venne convinto, in cambio una bottiglia di gin, a registrare lì sul posto, voce e chitarra, alcuni pezzi blues su un registratore portatile. Fu una registrazione da campo in un monolocale. Sono blues secchi, asciutti, molto intimi nell’atmosfera ma privi di qualsiasi speranza nei testi. La registrazione è povera ma pulita, dura appena mezz’ora. Ne venne fuori, insomma, uno dei più bei dischi di blues di sempre perché alimentava la leggenda di una maledizione che non poteva estinguersi se non quando la si raccontava cantando. L’album, che in copertina porta semplicemente il nome del suo autore, uscì al momento giusto (durante l’ondata di folk revival che invase l’America agli inizi degli anni ‘60), ebbe un enorme successo e gli dette la spinta per ricominciare a fare musica e salvargli la vita.
collana
vagabondaggio
mercoledì 23 agosto 2023
spaghetti
martedì 22 agosto 2023
il fine
Certi giorni penso che dovrei chiudere la casa editrice solo per riprendermi il piacere di leggere un libro senza l'ansia di doverlo vendere. Non sono nato editore, ma leggo da quando cominciano i miei ricordi. La lettura accompagna la mia vita. L'editoria mi è cascata addosso quasi per caso, ma non è il fine. Il fine per me resta soltanto l'esperienza della lettura.
lunedì 21 agosto 2023
ferie
Oggi una signora in ospedale, che trascinava fra i piani suo marito paralizzato dalla scorsa primavera da un male incurabile, gridava a gran voce che in due mesi non è riuscita a parlare con lo specialista che dovrebbe seguirlo, perché sono due mesi che le dicono che lo specialista è andato in ferie. – Ma la sua malattia non va in ferie, gridava a voce alta nei corridoi, la malattia non va in ferie! – E mentre andava su e giù cercando un sostituto per farsi aiutare, spingeva il corpo dell’uomo rigido sulla carrozzina con la bocca spalancata e muta e gli occhi spalancati in avanti e pieni di paura. Allora lei ogni tanto allungava la mano e lo accarezzava sull'orecchio per fargli sapere che c’era.
dove la mettono?
Sarà anche vero, come dicono orgogliosi, che la poesia, in quanto genere scarsamente commerciale, rende immuni dal potere. Ma allora poi mi dovete spiegare tutti questi poeti, a decine, a centinaia, che scodinzolano in adorazione del successo e di chi ha più potere di loro. Io non me lo spiego. Dove la mettono la poesia in quei momenti?
domenica 20 agosto 2023
utopia
Piero Sansonetti su Rete 4 dice, parlando del problema dei migranti, che ci sono due metodi per affrontare il problema: quello post fascista inaugurato da Minniti che li ricaccia indietro verso i campi di concentramento africani, e quello umanitario auspicato da Bergoglio che vuole studiare dei piani di accoglienza usando i fondi del PNRR. Altri non ce ne sono, dice. E invece, volevo rispondergli, c’è per chi volesse, il metodo Mimmo Lucano. Prendi tutti questi poveretti che sbarcano, gli dai una casa in uno dei tanti paesini abbandonati del Sud fra Calabria, Sicilia e Lucania, gli dai un lavoro usando i fondi del PNRR per costruire strade, infrastrutture, riconversione urbana dei piccoli centri, piccole aziende agricole che abbattano il caporalato. Nel giro di 10-15 anni hai dato loro un futuro e hai fatto rinascere il Sud. Se te ne importa.
sabato 19 agosto 2023
ritratto
Stamattina ho incontrato un amico che beve troppo. Alle dieci stava fuori dal bar e aveva già un bicchiere di rosso in mano. Stava seduto per terra davanti al bar. Mi ha chiamato, mi sono seduto per terra con lui. E siccome c’era una bella luce ho tirato fuori il telefono per fargli il ritratto. Lui s’è arrabbiato. – Uno che mi vuole bene il mio ritratto se lo fa nella testa e non col telefono. Non mi piace il telefono! – Gli ho detto che anche Paride mi diceva così. Mi ha sorriso. Poi abbiamo parlato di Mungione e di Franco il rosso, a cui invece il ritratto l’ho fatto. All’improvviso si è fatto scuro in volto. – Ma di che mi stai parlando. Sono morti, sono morti! Sono morti, hai capito? Io sono vivo, hai capito? Io sono vivo! Io non voglio nessuna foto da te! – Mi sono scusato, gli ho detto che non volevo offenderlo con l’idea di fargli il ritratto. – Ma io mi sento già le campane sulla testa, mi ha gridato. Mi sento le campane addosso! – Poi si è tolto le scarpe e mi ha scacciato lanciandomele dietro. – Lilloo-o-o! Ha cominciato a ululare scalzo per strada. Lilloo-o-o-o! Lilloo-o-o-o! E non si capiva più se era arrabbiato o piangeva.
poveracci noi
L’espressione che va per la maggiore questa estate fra gli italiani è “poveracci”. L’imprenditore (ricchissimo) che denuncia pubblicamente la fidanzata che gli mette le corna è un “poveraccio”. Gli italiani che non rinunciano alle loro vacanze, anche se non hanno soldi nemmeno per il pieno di benzina, sono “poveracci”. Quelli che vanno in Albania e scappano dal locale senza pagare il conto sono “poveracci”. La premier che paga il conto per loro (80 euro) ma coi soldi di chi, è una “poveraccia”. Quelli che intanto servono ai tavoli con turni massacranti e malpagati sono “poveracci”. Le donne picchiate, massacrate e poi usate come materiale da Tg e approfondimento, per ricordarci che siamo ancora in grado di commuoverci, sono “poveracce”. Quelli che vivono in guerra sono “poveracci”, ma quelli che muoiono in mare sono “poveracci” due volte. Quelli che arrivano qui sui barconi sono, a detta di Feltri, “poveracci” e “straccioni”. Persino mio padre ammalato in questo sistema sanitario che dà tutto a tutti (chi lo nega) ma niente senza sputare veleno, è un “poveraccio”. Solo la Murgia si salva, che è “povera” ma non “poveraccia”. Un velo decisamente democratico si stende su di noi, sul nostro tempo, e ci fa tutti uguali in questa sorta di povertà morale, oltre che linguistica, più ancora che economica, dove il povero è “poveraccio” esattamente quanto il ricco. Altro che restare umani, siamo “poveracci” nel cuore. E io? Io sono ricco di fantasia, ma mi sa che anche quella da sola non basta a salvarmi dal disprezzo.









