sabato 15 marzo 2025

cosimino

A Cosimino, che aveva la mia età ma sembrava più vecchio, da ragazzi avevamo dato nome Frufrù, non mi ricordo perché. Io sapevo solo che all’epoca il mondo per me si divideva in quelli che i libri li leggevano, come me, quelli che non li leggevano, come quasi tutti gli altri, e quelli che li mangiavano, come lui, che aveva questa abitudine strana, di fare a pezzettini le pagine dei libri e metterli in bocca e masticarli a lungo. Cosimino, o Frufrù, veniva fuori da certi racconti notturni e stralunati, come quelli di Landolfi, oppure carichi di tragedia e indicibili dolori familiari, di quelli che, se nasci povero, ti segnano il destino, come quelli di Verga. Era un Lazarillo de Tormes senza saperlo. Glielo si leggeva non solo nello sguardo quel destino, ma in ogni piega del viso, in ogni cicatrice. Questa foto gliel’ho scattata nel 2011, allora avevamo 34 anni, e lui non le aveva ancora viste tutte. Non parlava molto, ma quando passava sul suo Ciao per via Alberobello, suonava sempre il clacson per salutarmi. Erano gli unici momenti, quelli, in cui lo vedevo accennare un sorrisetto fiero sotto i baffi. Poi l’ho perso di vista col covid, e oggi scopro che è morto due settimane fa. C’era il manifesto già mangiato dalla ruggine che gli cancellava il viso. Lo saluto allora come posso, condividendo questa foto per ricordarlo almeno com’era negli anni in cui sfrecciava col suo Ciao.


 

i palestinesi in sudan?

Anche se molti ritengono che siano situazioni diverse e distanti, purtroppo per loro colui che si è proposto come pacificatore ha un solo modus operandi: occupazione coloniale di parte del territorio, teso al suo sfruttamento personale, e lasciare il resto al nemico del popolo occupato. L’importante, si ripete come un mantra, è salvare vite, indipendentemente da come lo si fa, perché il fine giustifica i mezzi. Così sta facendo in Ucraina e così vuol fare a Gaza dove si continua a parlare di resort di lusso. E mentre negli Stati Uniti si cominciano ad arrestare ed espellere gli studenti che protestano nei campus – da ciò che si legge sui giornali, ma magari chissà è solo propaganda anti-trumpiana e come dice Trump stesso i giornali che gli parlano contro mentono tutti – ieri leggevo che sta prendendo contatti, insieme ad Israele, con Sudan e Somalia per “reinsediarvi permanentemente” gli abitanti di Gaza, visto che i paesi della Lega araba non li vogliono accogliere. Magari anche questa notizia, lanciata da Associated Press, non è vera – la Casa Bianca non smentisce, ma nemmeno commenta – oppure non si concretizzerà come tante altre cose proposte da lui. Ma è già spaventoso che ci stia pensando, perché quello che non si realizza oggi si può sempre concretizzare domani. È spaventoso perché un giorno Trump, che è un capo di stato, dice una cosa e il giorno dopo ne dice un’altra, quasi che l’esercizio del potere fosse l’espressione di un capriccio. Ma soprattutto è spaventoso perché il Sudan è teatro da anni di una spaventosa guerra civile – di questa sì non parla mai nessuno – che ha falcidiato la sua popolazione, e l’idea di Trump sarebbe quella di prelevare un popolo in guerra e trapiantarlo in un’altra guerra ferocissima. Magari con l’idea di ripopolare il territorio, proponendo loro di acquistare un carico di persone, trattando di fatto i palestinesi come capi di bestiame. Che vi devo dire, l’importante qui è salvare vite, non importa come lo si fa.

venerdì 14 marzo 2025

ha scritto solo canzoni

Leggo con fastidio la battuta di un signore che commentando la scelta di Guccini di partecipare alla manifestazione pro-Europa di domani a Roma lo irride scrivendo: “Cos’ha fatto mai Guccini nella vita a parte scrivere belle canzoni? Mica andava a salvare i feriti in guerra come Gino Strada”. Che è un commento stupido che ha preso più di cento di like. Purtroppo convivo da tutta la vita con questo pregiudizio, io come tutti coloro che pur non andando a salvare feriti in guerra provano a creare qualcosa di bello che dia gioia agli altri, i quali la danno troppo spesso per scontata. Si può essere o non essere d’accordo con le scelte politiche di Guccini, ma non gli si può dire con quella sottintesa sufficienza che nella vita ha scritto solo canzoni, come se scrivere canzoni fosse una cosa da poco. Perché, se davvero lo pensate, mi dovete anche giurare che quando state male, quando state bene, quando siete innamorati, o malinconici, quando siete sotto la doccia o andate a zonzo in auto, voi non cantate le vostre canzoni del cuore, no, voi che siete diversi non cantate niente, voi vi guardate sul telefono le foto dei feriti raccolti negli ospedali da campo di Emergency perché solo quando guardate quei feriti che vengono curati da qualcuno che non siete neanche voi vi sentite compresi, appagati e in pace con voi stessi e il mondo.

fortuna

Autore mi chiama al telefono e si presenta osservando che è così raro trovare un editore che mette il suo numero sul sito che non credeva gli avrebbe risposto nessuno. Mi dice, senza nessun imbarazzo, che gli sarebbe piaciuto propormi una raccolta, ma è malato, ha una malattia neurodegenerativa e non sa se ce la farebbe a vederla pubblicata, per cui mi chiede se mi va almeno di ascoltare le sue poesie al telefono, solo per sapere se valgono qualcosa e se, con un po’ più di quella fortuna che gli manca, gliele avrei pubblicate. – Ma io adesso come faccio a dirglielo se mi sembrano brutte? – Mi aspetto un certo grado di onestà da uno che mette il suo numero sul sito. – Così mi siedo, e ascolto al telefono quest’uomo che, con la voce così roca e stanca che dopo un po’ fa male, mi legge una dietro l’altra una decina di poesie dedicate a sua figlia, in cui le chiede scusa di qualcosa. – È tutto ciò che si salva della mia vita. – Sono belle, gli dico. – Dice che sono belle? – Io dico di sì. – Questo mi basta, non la disturbo oltre. Posso salvare il suo numero? Così posso dire a mia figlia che un editore mi ha detto che le mie poesie sono belle, e se non mi crede le dirò di chiamarla. – Va bene, faccia pure. – Sa che lei è stato il primo editore che mi ha risposto? – Perché, finora quanti ne ha chiamati? – Lei è stato il primo. – Vede, poi dice che non è fortunato. (Ride).

mercoledì 12 marzo 2025

siccità

Stamattina al Tg Norba Enzo Magistà ha detto che la Puglia è prossima a dichiarare lo stato di emergenza perché l’indotto idrico è quasi a secco e si prospetta per la Puglia uno stato di crisi tale che la prossima estate non ci sarà più acqua: con le dighe prosciugate non verrà più fuori nulla dai rubinetti, l’agricoltura andrà a rotoli, i prezzi del cibo si alzeranno a dismisura, il turismo verrà meno e tutto questo si ripeterà identico e peggiorato anche in futuro, se non si trovano delle soluzioni adeguate che richiederanno anni per essere messe a regime. Ciò che è successo in molte zone della Sicilia l’estate scorsa sta succedendo a noi. È una prospettiva che atterrisce perché è reale ed è frutto del trinomio surriscaldamento + incuria delle infrastrutture + assoluta cialtroneria politica. Per il clima non si può fare nulla, ma quando a metà agosto, in piena siccità, non si riuscirà più a trovare una bottiglia d’acqua per bere, perché andranno a ruba, sospetto che molti nostri rappresentanti politici dovranno andare a nascondersi per non prendersi tutte insieme le caricate di mazzate reali che non hanno mai preso finora.

la costituzione

Straordinaria, pensavo, la nostra Costituzione, talmente grande che nella stessa ci si riconoscono sia quelli che in virtù dell'Articolo 11 (L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali) rifiutano il riarmo europeo, sia quelli che in virtù dell'Articolo 52 (La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino e quindi tutti sono obbligati a prestare servizio militare) vanno in giro di notte a pestare in gruppo chi, a loro insindacabile giudizio, ritengono sia pericoloso per la comunità, meglio ancora se extracomunitario. Sia gli uni che gli altri ritengono per opposti motivi che le istituzioni, sia lo Stato che l'Europa, li stiano tradendo e quindi li avversano con forza, però nessuno dei due stringerebbe mai la mano all'altro. Il bello è che secondo Costituzione sarebbero tutti fratelli, fratelli d'Italia (dall'inno di Mameli) in uno Stato che, diceva Saba, non conosce il parricidio ma è per sua stessa natura fratricida. Appunto.

martedì 11 marzo 2025

fake news

C’è un post che gira da qualche giorno col copia-incolla, che mi fa ridere per il suo attacco, infatti leggo l’attacco e poi non riesco ad andare avanti. Dice che a Putin è stato “concesso” dal canale 4 della tv croata di dire qualcosa, e questo mi basta. Ma veramente al presidente di uno degli stati più grandi del mondo può essere “concesso” di parlare? E chi glielo impedisce? E poi sul canale 4 della tv croata? Se Putin oggi dicesse che gli va di fare una intervista in esclusiva con uno dei più importanti canali televisivi del mondo correrebbero in massa da lui, perché quello in gergo televisivo si chiama scoop e di fronte a uno scoop non c’è guerra che tenga. Che se ne fa del canale 4 della Crozia? Mosca è quattro volte più grande dell’intera Croazia, ha il quadruplo della sua popolazione. Se fa una intervista alla radio della parrocchia dietro casa, raggiunge più persone. Infatti questo video alla tv croata di preciso chi lo ha visto coi suoi occhi? Ci sono fake news molto più elaborate di così, scritte da persone veramente in gamba, almeno date retta a quelle, è un modo di dare riconoscimento al loro talento creativo, altrimenti finisce come nel mondo dell’editoria che non si riesce più a distinguere il grano dalla crusca, e la colpa principale non è delle case editrici, ma dei lettori.

lunedì 10 marzo 2025

l'anima guerriera

Io devo dire in queste ore continuo a ripensare all'articolo di Scurati sul fatto che abbiamo perso la nostra anima guerriera o qualcosa del genere, e lo metto in relazione alle immagini di ieri a Fasano quando dei tifosi hanno messo a ferro e fuoco la città per una partita di calcio e ho pensato che forse non è vero che lo abbiamo perso quello spirito guerriero, forse soltanto saggiamente abbiamo capito che va messo da parte quando si parla di cose serie come la guerra, per destinarlo a cose meno serie ma tutto sommato inutilmente divertenti come le partite di calcio, dove ci si può riempire di botte in libertà e dare fuoco a una città con le bombe carta, tanto si sa che il giorno dopo si ritorna tutti a casa ed è finita lì. A me poi più dei tifosi fanno orrore e paura certi ragazzini di oggi che senti alla tv sono in aumento, e sono capaci di ammazzarti, stuprarti, rapinarti, fare male persino i genitori e metterlo in un video, ma non per cattiveria, che non gliene frega nulla di nessuno, quanto perché sono anaffettivi, non provano più nulla per nessuno, quelli lo spirito guerriero non sanno proprio cos'è, ma se gli dici che possono confondersi coi droni secondo me sono contenti. Poi, povero Scurati, pensavo anche che nemmeno un anno fa dissero che era stato censurato dalla Meloni per una lettura televisiva su Matteotti e allora giù tutti a difenderlo come martire della libertà di espressione, adesso che scrive un articolo che non piace a nessuno ho letto pure quelli che gli danno del pazzo o del cretino e andasse lui vecchio rimbambito in guerra; ma questo, aggiungono, che fosse cioè un vecchio rimbambito guerrafondaio, si sapeva da sempre, e quindi se cretino lo era da sempre lo era anche l'anno passato che parlava di Matteotti, e forse era meglio se non ne parlava proprio, così nessuno lo condivideva, anche se parlava di Matteotti, o contro la Meloni. E ho pensato che davvero, dalle stelle alle stalle è veramente un attimo.

corna

Autrice mi chiama: Anche io ero di quelli che pensava che l’unico editore buono è quello morto. Poi ho visto i vostri libri e dopo anni di autopubblicazione mi è venuta voglia di pubblicare con voi. Non mi deludete per favore! – Altrimenti ci ripensi e ci auguri la morte? – (Ride). Meglio se non vi auguro nulla, già mi dicono che porto sfiga. – (Io che faccio le corna).

cose che non capisco

Ascoltavo adesso Travaglio in un video pubblicato oggi da Luca Sommi (lo linko nei commenti), e in cui dice delle cose che secondo me contengono delle contraddizioni, ma forse non le ho capito io, per cui chiedo delucidazioni a chi ne sa più di me. Prima cosa: Travaglio dice che, nell'ipotesi di una pace con la Russia, non ci sarebbe migliore garanzia per l'Ucraina di svendere le proprie terre rare agli Americani, perché allora gli stessi americani porterebbero le proprie imprese in Ucraina e non permetterebbero mai un attacco che crei problemi ai propri affari. La mia domanda è: c'è chi dice che questa guerra è cominciata per colpa della Nato che è avanzata in Ucraina, adesso però la guerra dovrebbe finire perché di fatto gli Americani si vogliono trasferire lì, colonizzandola al posto dei Russi. Quindi se ho capito la Nato ai confini con la Russia non è garanzia di pace, mentre gli Americani ai confini con la Russia sì: è questo il senso del discorso di Travaglio? E tutta quella stronzata sui missili a Cuba allora, che senso aveva? Seconda cosa: Travaglio è contro il riarmo europeo, e anche io lo sono se può consolare qualcuno. Ma dice anche che tutto questa paura è stupida perché oggi c'è Putin che non ha interesse a riprendere la guerra; poi però aggiunge che Putin è "il peggio" che finora abbiamo considerato, ma nulla ci vieta di pensare che domani in Russia ne possa salire al potere un altro molto peggio di lui, e proprio Travaglio fa l'esempio di Prigožin a cui, se fosse riuscito il golpe, oggi Putin ce lo farebbe rimpiangere. Lo dice Travaglio questo, mica un pizza&fichi. La mia domanda a questo punto è: ma se è possibile, perché persino Travaglio dice che è possibile, che in uno stato come la Russia salga al potere uno peggio di Putin, chi ci dice che poi questo peggio non voglia riprendere o allargare il conflitto? E non lo scrivo perché ci spero, o voglio un riarmo europeo, che invece ripeto non voglio. Me lo chiedo e basta, e lo chiedo anche a tutti coloro che oggi dicono che un riarmo non ha senso, ma in effetti considerano soltanto Putin, che è soltanto una delle tante pedine sulla scacchiera.

domenica 9 marzo 2025

e?

Autore che nel manoscritto che mi invia sbaglia tutta la punteggiatura possibile con sciatteria inarrivabile – in particolare mostrando una particolare avversione per le 𝘦 accentate di cui cambia di continuo la grafia: 𝘌’ 𝘦̀ 𝘦 𝘦́, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦̀ – quando gli chiedo se c'è un motivo (che forse non ho capito) per cui lo fa, mi risponde che l'arte si prende come viene, non si discute. Amen.

solitudine e lettura

In generale chi dice che non legge perché non ha tempo vuole in realtà intendere che non è abbastanza solo. Trovare il tempo per leggere comporta soprattutto trovare una propria solitudine. Meno si riesce a essere soli, in famiglia, nel lavoro, con gli amici, meno spazio ci sarà per la lettura, perché alla fine quello che si stabilisce con la lettura – così come con ogni forma d’arte – non è un patto col tempo, ma un patto con l’altro, in questo caso con chi ha scritto il libro e ti chiede di dedicargli il tuo tempo nemmeno fosse un amante. Ma quanto amore serve verso un perfetto sconosciuto per mettere da parte ogni altro, e persino se stessi, e concentrarsi soltanto su ciò che dice?

sabato 8 marzo 2025

varietà

Il mondo è bello perché è vario, anche nella lotta. – Ieri un’amica femminista mi diceva che chiunque sia contro il patriarcato non può appoggiare in nessuna maniera il tipico esemplare del peggior patriarcato bianco americano che esprime nelle parole e nei gesti tutto ciò a cui una donna deve opporsi: violenza del linguaggio, manipolazione della realtà tesa alla sopraffazione dell’altro, disprezzo padronale dei più deboli. Una donna che lo giustifica non è troppo diversa da chi giustifica il compagno che la picchia per non rovinare la pace familiare, e in questo modo è complice della mascolinità tossica che inquina il mondo. Era un pensiero forte, ma mi ha colpito. – Stamattina invece un amico complottista mi ha detto che dopo gli ultimi fatti si è convinto che il litigio fra presidente ucraino e americano fosse tutta una farsa, non c’era nulla di vero in quei cinquanta minuti, non è stato un incontro per la pace fallito, ma un fallimento programmato dall'inizio, un momento di “grande televisione” come ha detto Trump da trasmettere in mondovisione per giustificare la reazione esasperata dell’Europa che è sfociata nell’immediato riarmo, senza un minimo di discussione pubblica. Antò, erano tutti d’accordo, americani ed europei, è la stessa cosa che ci hanno fatto con il lockdown, volevano discutere apposta per creare una situazione di emergenza e così aumentare la produzione di armi che fa bene all’industria. La pace la faranno poi.

venerdì 7 marzo 2025

sogno del premio

Stanotte ho sognato che mi davano un premio letterario con assegno di 5000 euro. Il presidente del premio, quando capiva cos'ero, si inventava, per non toccarmi, di essere malato, e uno strano medico chiamato a visitarlo gli faceva tre dolorose punture come in una scena della commedia dell'arte. – Come si chiamava il presidente del premio? – Maurizio Gasparro, con la o. Era un sogno semplice, ma di quelli che ti svegli di buon umore.

giovedì 6 marzo 2025

se il cane abbaia...

Stamattina ero in campagna e ho visto una coriacea signora con qualche anno più di me che, per nulla spaventata da un cane che le abbaiava contro da dietro un muretto, ha preso delle pietre dalla strada e gliele ha lanciate addosso. Il cane ferito è scappato. Io, avvicinandomi le ho detto che forse il cane abbaiava perché era spaventato, e lei mi ha risposto che se avesse potuto a quel cane lo avrebbe sparato. E allora ho pensato alla perfezione di quella metafora usata dal Papa, quando disse “l’abbaiare” della Nato, che però può applicarsi, e non da oggi, ai tanti abbaiare del mondo. Il punto è capire, se il cane abbaia, la soluzione è sparargli?

mercoledì 5 marzo 2025

sogno dei pinguini

Nel sogno c’è una lunga fila di pinguini in migrazione che vengono dal campo dei vicini e proseguono verso il campo opposto attraversando il mio giardino fra le lattughe e il sedano e fermandosi ad annusare i fiori di borraggine che crescono sui bordi, ogni dieci pinguini c’è un grosso orso polare che li divide in file precise dai capini testardi e dondolanti. Procedono senza mai finire, come se fossero un numero interminabile. Li osservo dal mio balcone e sono certo di averne già fatti altri di sogni così, con diversi animali che ogni volta mi scorrono davanti in processione, invadono il mio orto, cercano di arrivare da qualche parte. Soltanto io mi trattengo qui, senza mai prendere il treno sospeso che si ferma ogni sera all’altezza del mio balcone, tutti i giorni alla stessa ora. Stavolta, ispirato dal movimento dei pinguini, decido di lasciarmi andare alla speranza e ci salgo al volo, poco prima che riparta con uno sbuffo sfondando il muretto di cinta e tuffandosi nella siepe nera con uno scossone che mi fa tremare dalle caviglie al collo, facendomi cadere. Mi ritrovo seduto su un seggiolino di pietra con altre persone intorno, a contemplare la foto ovale di una donna sulla parete di marmo del treno. Non so nulla di lei, così come di loro, e mi sento in imbarazzo, ma quando chiedo sottovoce a chi mi siede accanto in quella sorta di veglia serale, come si chiami la donna per cui stiamo pregando, lo sconosciuto mi risponde: «Quella è Nonna Speranza».

innaturale

 Ho letto il pezzo di Scurati su chi combatterà le nostre guerre di domani, e ho letto anche i vari commenti di chi dice: Quello lì è un pazzo, noi non vogliamo guerre. E io sono d'accordo che non voglio guerre. Ma il punto è che, mentre leggevo, io stesso mi chiedevo: Sì, io non le voglio, ma gli altri? Perché mica siamo soli al mondo. Ci sono altri popoli oltre a noi, e non parlo di americani e russi, e perché non dovrebbero odiarci? C'è tutto un terzo mondo affamato e con l'acqua alla gola a cui finora abbiamo dato un dito e tolto un braccio. Non una concessione a loro favore, persino sulle problematiche ambientali che rendono sempre più inospitali le loro terre, tutto ciò che abbiamo fatto è stato rimandare di anno in anno delle decisioni impopolari perché ci costa troppo sacrificarci nel nostro tenore di vita. Molti di loro sognano l'Europa, ma ripeto, perché non dovrebbero odiarci? Perché siamo generosi e pronti all'integrazione e all'accoglienza? Per ora si accontentano di arrivare qui, spesso per mare, in gruppetti sparuti, spesso annegando o rinchiusi nei campi di concentramento organizzati coi nostri soldi, oppure finendo per strada a mendicare o sfruttati dalla delinquenza, o nei campi come nuovi schiavi, dormendo in baraccopoli fatiscenti che ci farebbero vomitare, ma perché mai un giorno, domani o dopodomani, man mano che invecchieremo e ci faremo più fragili, non dovrebbero volersi prendere, anche con la forza, tutto ciò che abbiamo e ci teniamo stretti? Le nostre stesse case? Sarebbe così innaturale? Non mi pare.

preferisco...

Una settimana fa un amico mi scrive Preferisco quando parli degli scrittori molesti. L'altro giorno un'amica mi dice Non mi piace quando parli di politica, preferisco quando parli dei tuoi sogni. Ieri un'altra amica mi fa Mi piaci di più quando scrivi poesie. Io sono contentissimo di avere un pubblico così affezionato a ciò che scrivo. Ma allora perché, mi chiedo, non vi comprate i miei libri?

martedì 4 marzo 2025

cose non tanto diverse

Un amico insegnante mi racconta una storia della scuola in cui lavora in un tipico paesino di provincia. Un bambino del primo anno, alle continue provocazioni di due bambini più grandi che insultano sua madre coi soliti appellativi da bar, dà uno spintone a uno di loro buttandolo a terra, così che i due lo prendono a pugni. Il ragazzino, scosso, ha un attacco di ansia e si sente male. La madre, a cui racconta tutto, chiede alla scuola di intervenire. Viene fuori che la scuola pur rimproverando i due bambini più grandi non vuole agire più severamente di così, primo per non rovinare la media dei due mettendosi contro gli altri genitori (a scuola, pare, hanno il terrore dei genitori); secondo perché il bambino più piccolo ha sbagliato a rispondere con la violenza alle provocazioni, e avrebbe dovuto dirlo agli insegnanti che avrebbero evitato la rissa; terzo, e qui sta il nodo nascosto della faccenda, perché la madre del bambino che è poco meno che trentenne e separata, viene additata dalla comunità come una facile, quindi il comportamento dei due bambini assorbe e riflette un pensiero comune che in parte li giustifica: hanno sbagliato a picchiare uno più piccolo, ma la sua mamma è quella che è. Tutto questo succede a noi, in pieno 2025, mentre parliamo di pace fra le potenze mondiali con la sicurezza di chi ha tutte le soluzioni in tasca. E a chi mi dice che sono cose diverse io rispondo che no, cambia forse la scala di proporzione, ma non sono cose tanto diverse.

lunedì 3 marzo 2025

il cuore del problema

Per quanto si possa discutere di tutto il resto, ti accorgi di qual è il cuore di un problema quando confrontando le varie posizioni – che sono tante e tutti diverse, fra chi è pro o contro Trump, o Putin, o Zelensky, pro Ucraina o anti Nato – tutte invariabilmente concordano senza alcun dubbio sulle responsabilità dell’Europa e della sua politica fallimentare. Se, fra così tanti e discordi e punti di vista, su questo convergono tutti, vuol dire che è lì che sta il vero problema ed è lì che bisognerebbe agire. Noi almeno, in quanto Europei, dovremmo agire. Non distruggendo l’Europa, come vorrebbe qualcuno, ma facendo pressione per riformarla, possibilmente mandando via a calci i suoi attuali rappresentanti, che ancora oggi, invece di impegnarsi per realizzare degli accordi fra delle parti che sono troppo compromesse per essere equilibrate – e dove diciamoci la verità tutti stanno perdendo la guerra, ma nessuno la sta vincendo – parlano a vanvera, qualcuno propone una tregua di un mese, qualcun altro di entrare in guerra anche noi, senza sapere dove stanno andando dopo tre anni di conflitto, senza nemmeno una linea comune. Ma vergognarsi di se stessi ogni tanto, no? Solo io ad ascoltarli in Tv mi sento in imbarazzo? Hai voglia a dire Trump o Zelensky, la colpa più grande qui è la nostra, siamo noi che invece di dissociarci da loro dovremmo prenderci le nostre responsabilità e andare dai nostri rappresentanti politici e chiedere conto di cosa stanno facendo. Loro, sono quasi sicuro, ci diranno che non lo sanno.