Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 17 agosto 2023
quando leggo, quando scrivo
Quando soffro scrivo e quando non soffro leggo. Leggere mi piace più che scrivere, ma mi sveglio ogni mattina col bisogno di scrivere qualcosa.
mercoledì 16 agosto 2023
amazon
Lettrice mi ordina un libro su Amazon. Glielo spedisco. Le arriva. Il giorno dopo chiede il reso che Amazon le assegna di default e in cui come giustificazione mi scrive: Mi spiace, non era quello che stavo cercando. Così mi rimanda indietro il libro che le devo rimborsare per intero. E siccome sta diventando una prassi comune, con Amazon, comprare qualcosa, utilizzarla per poche ore e poi restituirla come reso per non rimetterci un euro, sospetto fortemente che la signora se lo sia letto senza pagarlo e poi me lo abbia restituito usato, perché con Amazon poteva farlo. Sarei un falso moralista se mi scandalizzassi, ma a questo punto continuo a chiedermi a che serve tutto sto chiacchiericcio che facciamo ogni giorno in rete o sui social per promuovere dei libri, fra pubblicazioni di estratti, pseudo interviste, recensioni o segnalazioni che il lettore nemmeno fa lo sforzo di andare a cercare se poi ha il coraggio di dirmi: Non era quello che stavo cercando. Signora mia, era un libro di poesie, cos’altro stavi cercando? – Invece mi pare che con la politica dei resi di Amazon tutto somigli sempre più alla scatola di cioccolatini di Forrest Gump, dove però se scegli il cioccolatino al latte invece di quello fondente hai la facoltà di rimetterlo nella scatola dopo averlo sputato e riavvolto nella carta. Quello se lo mangerà qualcun altro.
lunedì 14 agosto 2023
six in one
poeta al mare
Quello che ti chiama alle 10 del mattino del 14 di agosto per chiederti se può inviarti la sua proposta. Mentre parla, in sottofondo, si sente il mare. – Ma scusi, è al mare? E si goda quello invece di pensare a mandarmi le poesie. – Cosa vuole, sto qua con la famiglia, mia moglie e i figli, il bagno e i figli, la focaccia e i figli, questo è tutto il mare che vedo! Dopo mezz’ora che sto qui comincio a pensare ad altro per non pensare a ciò che vedo.
domenica 13 agosto 2023
dopo sordi
Devo dire che dopo le accuse al pubblico di avere un pochino esagerato, durante il funerale di Silvio Berlusconi, nell’espressione del proprio cordoglio toccando delle punte kitsch che erano a tratti imbarazzanti, il funerale di Michela Murgia è stato, nella grandiosa genuflessione corale, quasi uno schiaffo col guanto bianco alla figura dello stesso Berlusconi, che ha incarnato l’opposto speculare della Murgia. Non solo lo ha surclassato (ad agosto!), ma ha toccato delle punte a tratti ancora più imbarazzanti, come quella che ho letto poco fa di una lettrice che chiedeva in un post se si sapesse cosa pensasse la Murgia dell’invio di armi in Ucraina, come se saperlo potesse svilire o confermare l’aura da santino che già si sta formando intorno a lei. Pensandoci mi torna alla mente una frase che disse Paolo Villaggio durante il funerale di Mario Monicelli, rievocando quello affollatissimo di Alberto Sordi. Villaggio disse che a Roma, morire dopo Sordi, era una cosa da stronzi. Mi verrebbe quasi da replicare l’identica battuta.
sabato 12 agosto 2023
vendetta
A forza di sentire parlare dello sputtanamento pubblico dell’imprenditore torinese ai danni della sua fidanzata che lo avrebbe tradito, e se sia stato giusto o no vendicarsi così, mi sono chiesto cosa avrei fatto io al posto suo. Ecco che, come ho sempre fatto in vita mia ogni qualvolta mi sono sentito tradito, sarei partito all’attacco scrivendo di pancia una poesia che avrei immediatamente pubblicato così da sputtanare in grande, ma filtrando il tutto con la scusa dell’arte. Posso dire che, versi o bellissimi o meno, le persone coinvolte non ci sono state bene, dunque la vendetta è arrivata, anche se poi, a mente fredda, non posso dire di sentirmene fiero. In effetti, tutta la storia dell’arte è piena di artisti che hanno sputtanato i propri partner fedifraghi, da Catullo a BZRP Music di Shakira, ogni nostra manifestazione artistica, in pittura o scultura come nella letteratura, nel cinema e nella musica, dal melodramma alla musica pop, è tutta un pullulare di corna e tradimenti, sputtanamenti feroci, rivendicazioni, arrovellamenti e vendette sanguinarie, spesso infantili e odiose, altre studiate fin nei minimi particolari, da gustare fredde. Ma vogliamo parlare del più grande di tutti? Giacomino Leopardi, che col ciclo di Aspasia ha sputtanato nei secoli dei secoli, o almeno negli ultimi due secoli, e senza possibilità di replica, la fedifraga Fanny Targioni Tozzetti colpevole di essere finita a letto con l’assai più prestante Antonio? Ecco, rispetto all’imprenditore torinese, Giacomino Leopardi che matura la sua vendetta in versi meravigliosi e assoluti come la lapidaria A se stesso cos’è, un fuoriclasse senza pari o uno stronzone d’uomo talmente grande al cui confronto l’imprenditore, nella sua povertà espressiva, non è che un dilettante? E dunque, lo perdoniamo perché è stato un grandissimo poeta, Giacomino, o cancelliamo i suoi versi dai libri di scuola in nome di un “politicamente corretto” che rinnega ogni espressione animale, nata nel groviglio delle viscere umane – e le viscere umane sono sporche – per avvicinarsi sempre più ai versi pulitini dell’AI, che non conosce tradimento? E di contro, alla povera Fanny che nel nostro immaginario di lettori passa ormai – e passerà per sempre – per la bugiarda seduttrice che non era, cosa diremo? Come faremo a farci perdonare?
giovedì 10 agosto 2023
cuor di coniglio
*Metrofobia=paura della poesia.
mercoledì 9 agosto 2023
lo sciamano
martedì 8 agosto 2023
vietare la poesia
Leggevo ieri un articolo satirico di Flaiano, del 1956, in cui si dice: “Volete eliminare il Comunismo dal cuore delle persone? Allora fatelo studiare a scuola, perché se la gente a scuola cominciasse realmente a studiare il Comunismo lo prenderebbe in odio, oppure a noia, come fa adesso con Manzoni e con la matematica. Nessuno si allontana maggiormente dalle cose di chi deve studiarle alla scuola dell’obbligo!”. Ed ecco allora che pensavo stamattina che forse sbagliavamo quando si diceva che la poesia dovrebbe essere meglio studiata a scuola per essere più amata. No, la poesia per essere amata deve essere vietata, censurata, resa clandestina. Provate a dire che la parola poesia è bandita da ogni istituzione, che chi la pronuncia a scuola viene aspramente rimproverato, punito chi pronuncia Dante e bocciato chi ci aggiunge Ariosto, che a chi viene scoperto con un libro di Leopardi in tasca verrà fatto un richiamo scritto ai genitori come ora si fa per i vestiti, abbassata la media se reciti un verso di Ungaretti o di Montale anche per scherzo. Vedrete che il numero dei lettori di poesia aumenterà esponenzialmente e rimarranno lettori anche dopo, come adesso vedo miei coetanei che ancora ascoltano i Led Zeppelin senza vergognarsi. Poesia come ribellione allora, al potere, allo stato e alla scuola che lo rappresenta. Del resto ce lo insegnava già Limonov che la poesia attecchisce meglio dove non si può fare. Nella Russia sovietica la poesia girava clandestina in ciclostilati stampati in cucina, consegnati a mano col passaparola e guai ad essere fermati: se ti coglievano in flagrante, come con Brodskij, ti spedivano in Siberia, se scrivevi versi irrisori contro Stalin, come Mandel'štam, ti spedivano in Siberia. Eppure la poesia resisteva ed era ostinatamente felice.
lunedì 7 agosto 2023
portapenne
Il portapenne nello studio di Bogdan, sul fianco c'è attaccata una foto, nella foto ci sono lui e sua moglie Mariarosaria.
società
Su una bacheca leggevo della società letteraria, di cui si dibatteva se esiste o no. Secondo me sì, ed è come l'ancien régime francese, cioè tutti la odiano perché è ingiusta ed è basata su un sistema che non funziona causando sperperi inimmaginabili e viscide corti di adulatori o vere e proprie bande, ma nessuno la vuole abbattere sul serio, anche se ne parlano male, perché in fondo al cuore sperano un giorno di entrarci per godere degli stessi privilegi dei pochi incoronati. Così, per passare il tempo, si parla di rivoluzione, ma rimandandola ogni volta a domani. Io stesso lo scrivo qui e non sotto la bacheca suddetta perché non facendo parte di quella particolare corte probabilmente non sarei considerato degno di risposta.
domenica 6 agosto 2023
dieci anni
servizio completo
Circa una settimana fa siamo andati a Noci con un amico a sentire Umberto Piersanti. Dopo la presentazione ci siamo avvicinati al banchetto dei libri per il firmacopie. Davanti a me c’era un signore che si è avvicinato a Piersanti agitando lo smartphone: Maestro, una fotografia insieme? – Al che Piersanti, vedendolo a mani vuote, gli ha risposto: Hai comprato il libro? Io sono per il servizio completo, se vuoi la fotografia devi prima comprare il libro. – Così quello davanti a me, seppure a malincuore, ha rinunciato alla sua foto sui social piuttosto che comprare il libro.
sabato 5 agosto 2023
cartoline
Complice l’estate, mi pare che in pochi abbiano seguito questa storia, ma facendo stamattina una rapida cernita sui social mi ha fatto strano accorgermi di come, dopo aver letto alcuni mesi fa i post più indignati e incattiviti contro gli ecoterroristi che lanciavano la zuppa contro le opere d’arte nei musei, quasi nessuno si è scatenato contro i turisti tedeschi che hanno distrutto realmente un’opera d’arte a Viggiù, una statua di Enrico Butti, per fare un video scemo sui social, poi cercando di ripagare il proprietario con appena 200 euro (dopo averne spese 400 a pranzo!), come se fosse una patacca “di sabbia“, atteggiamento che denuncia il più totale disprezzo del luogo che li ospita, e che fa parte secondo me degli aspetti NO del turismo selvaggio a cui si sta destinando l’Italia. O meglio ancora, una delle poche che è intervenuta con forza è stata Concita De Gregorio, ma si è presa più rimproveri lei dei tedeschi per i termini infelici usati per definirli, tanto che alla fine la notizia vera è diventata lei per come scrive e non loro. Così De Gregorio ha chiesto scusa e si è presa ancora più rimproveri perché le scuse non hanno convinto nessuno. E insomma le parole sono importanti, ma della statua pareva fregare relativamente poco a pochi, e mi viene da pensare che un po’ sia così semplicemente perché forse avevano ragione gli ecoterroristi quando andavano a cercare i Van Gogh e i Vermeer nei musei per finire sui giornali. Alla fine chi cazzo lo conosce Enrico Butti? Non lo conoscevano i tedeschi e nemmeno gli italiani. L’amore per l’arte, in Italia, è tutto fatto di cartoline.
venerdì 4 agosto 2023
desiderio
Certe volte mi stupisco di certi discorsi sulla apparente necessità della distribuzione che vengono fuori dagli addetti ai lavori, come se avendo una migliore distribuzione i libri si vendessero di più. Ma ogni singolo dato di vendita ci dimostra che ci sono centinaia di libri ben distribuiti dalle migliori case editrici che a volte vendono meno del libricino pubblicato dal piccolo editore o addirittura del libro pubblicato e venduto in proprio su Amazon. Perché il libro non vende se lo lanci in faccia alle persone o glielo metti sotto il naso, il libro vende se le persone lo vogliono, se glielo fai desiderare, tutto qui. E se un addetto ai lavori si lamenta della distribuzione come se mancando quella gli mancasse tutto, secondo me lo fa perché non è abbastanza amato o desiderato da sentirsi tranquillo col suo pubblico.
progetto
Ogni tanto mi rimproverano: Ah ma tu sei cattivo con gli autori che prendi in giro quando ti mandano le loro proposte. Dovreste vedere quanto gli autori sono cattivi con me. L’altro giorno una ragazza mi manda la sua proposta, tre righe di presentazione con file allegato. Apro il file e ci sono tre poesie, tre, pure brevissime. Le scrivo dicendo che mi sembra un po’ poco per farne un libro e quella mi risponde: Ecco, lo sapevo, lei non ha capito niente del mio progetto! E si risparmi l’ironia, maleducato!
giovedì 3 agosto 2023
casanova
mercoledì 2 agosto 2023
cicoria
A chi mi rimprovera che a volte sono eccessivamente amaro, o disperato, o sarcastico in ciò che scrivo, rispondo con una definizione che una volta mi affibbiò mio padre, riprendendola dai proverbi contadini. Mi è tornata in mente stamattina. Mio padre mi diceva che sono come la cicoria, “amaro alla bocca e dolce al cuore”.
martedì 1 agosto 2023
la bellezza della poesia
Siccome l’altro giorno si parlava con un altro editore della bellezza della poesia come cosa perfettamente “inutile”, mi stavo oggi chiedendo a cosa paragonarla. Sarebbe troppo facile, e volgare, pensare alla defecazione, tanto più che la defecazione è cosa perfettamente utile alla funzionalità del corpo, utilissima anzi, quindi si può tranquillamente dire che scrivere poesie è qualcosa di ancora meno significativo che andare di corpo. L’immagine migliore che mi è venuta in mente l’ho avuta oggi, mentre ero bloccato in fila in posta per spedire un libro. Ecco, scrivere poesie oggi in quanto attività perfettamente “inutile” è come farsi un paio d’ore di fila in posta coi pensionati, mentre cerchi di consegnare il tuo messaggio a qualcuno – chi te lo ha ordinato non si sa, non il medico, non l’imperatore – senza sapere se chi lo riceverà lo leggerà, e comunque pagando le spese di spedizione, e immaginando il giorno in cui sarai nell’altra fila, fra i vecchietti che aspettano di percepire un magro risarcimento prima che sia tardi. Ecco la bellezza della poesia sta tutta lì, nell’immaginare di arrivare fino allo sportello e invece di pagare tu una somma per spedire il libro, pretendere di essere pagato per essergli sopravvissuto.






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