mercoledì 16 agosto 2023

amazon

Lettrice mi ordina un libro su Amazon. Glielo spedisco. Le arriva. Il giorno dopo chiede il reso che Amazon le assegna di default e in cui come giustificazione mi scrive: Mi spiace, non era quello che stavo cercando. Così mi rimanda indietro il libro che le devo rimborsare per intero. E siccome sta diventando una prassi comune, con Amazon, comprare qualcosa, utilizzarla per poche ore e poi restituirla come reso per non rimetterci un euro, sospetto fortemente che la signora se lo sia letto senza pagarlo e poi me lo abbia restituito usato, perché con Amazon poteva farlo. Sarei un falso moralista se mi scandalizzassi, ma a questo punto continuo a chiedermi a che serve tutto sto chiacchiericcio che facciamo ogni giorno in rete o sui social per promuovere dei libri, fra pubblicazioni di estratti, pseudo interviste, recensioni o segnalazioni che il lettore nemmeno fa lo sforzo di andare a cercare se poi ha il coraggio di dirmi: Non era quello che stavo cercando. Signora mia, era un libro di poesie, cos’altro stavi cercando? – Invece mi pare che con la politica dei resi di Amazon tutto somigli sempre più alla scatola di cioccolatini di Forrest Gump, dove però se scegli il cioccolatino al latte invece di quello fondente hai la facoltà di rimetterlo nella scatola dopo averlo sputato e riavvolto nella carta. Quello se lo mangerà qualcun altro.

lunedì 14 agosto 2023

six in one

Nella mia visione da romantico, ho sempre immaginato che Brilliant Corners (1957) di Thelonious Monk fosse un album scritto per la baronessa Pannonica “Nica” de Koenigswarter, proprio come Alone in San Francisco (1959) fosse indirizzato a sua moglie Nellie. Così la delicata Pannonica è dedicata a lei, sua musa e farfalla, Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are rievoca il nome dell’albergo dove lei viveva e dove lui era spesso ospite, mentre Brilliant Corners, il brano omonimo che dà il titolo al disco, è stato scritto proprio in quell’albergo, al pianoforte nella stanza di Nica. Anche alla luce di questa suggestione, non riesco a fare a meno di leggere nell’identica chiave il disco Les Liaisons Dangerouses 1960, colonna sonora realizzata da Monk (ma mai utilizzata) per il film Le relazioni pericolose di Roger Vadim. Il film, tratto dall’omonimo romanzo del 1782 di Pierre Choderlos de Laclos, attualizzato alla Parigi degli anni ‘50, parla di un triangolo amoroso fra libertini che si allarga, a forza di tradimenti, fino a toccare il pentagono e l’esagono, prima del suo tragico finale. Ecco allora che, per realizzare la colonna sonora di un film che parla di relazione extraconiugali ma soprattutto della possibilità di amare, allo stesso tempo, più persone dello stesso amore, Monk (che in quel periodo ama indossare un appariscente copricapo orientale) pensa bene di reincidere quattro versioni diverse di Pannonica (due al piano solo e due col suo gruppo) più una di Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are, due versioni della bellissima Crepuscule with Nellie (scritta per sua moglie Nellie e tratta da Monk’s Music del 1957), e già che ci siamo vi aggiunge un pezzo scritto appositamente per quest’opera e chiamato, ironicamente, Six in One.


 

poeta al mare

Quello che ti chiama alle 10 del mattino del 14 di agosto per chiederti se può inviarti la sua proposta. Mentre parla, in sottofondo, si sente il mare. – Ma scusi, è al mare? E si goda quello invece di pensare a mandarmi le poesie. – Cosa vuole, sto qua con la famiglia, mia moglie e i figli, il bagno e i figli, la focaccia e i figli, questo è tutto il mare che vedo! Dopo mezz’ora che sto qui comincio a pensare ad altro per non pensare a ciò che vedo.

domenica 13 agosto 2023

dopo sordi

Devo dire che dopo le accuse al pubblico di avere un pochino esagerato, durante il funerale di Silvio Berlusconi, nell’espressione del proprio cordoglio toccando delle punte kitsch che erano a tratti imbarazzanti, il funerale di Michela Murgia è stato, nella grandiosa genuflessione corale, quasi uno schiaffo col guanto bianco alla figura dello stesso Berlusconi, che ha incarnato l’opposto speculare della Murgia. Non solo lo ha surclassato (ad agosto!), ma ha toccato delle punte a tratti ancora più imbarazzanti, come quella che ho letto poco fa di una lettrice che chiedeva in un post se si sapesse cosa pensasse la Murgia dell’invio di armi in Ucraina, come se saperlo potesse svilire o confermare l’aura da santino che già si sta formando intorno a lei. Pensandoci mi torna alla mente una frase che disse Paolo Villaggio durante il funerale di Mario Monicelli, rievocando quello affollatissimo di Alberto Sordi. Villaggio disse che a Roma, morire dopo Sordi, era una cosa da stronzi. Mi verrebbe quasi da replicare l’identica battuta.

sabato 12 agosto 2023

vendetta

A forza di sentire parlare dello sputtanamento pubblico dell’imprenditore torinese ai danni della sua fidanzata che lo avrebbe tradito, e se sia stato giusto o no vendicarsi così, mi sono chiesto cosa avrei fatto io al posto suo. Ecco che, come ho sempre fatto in vita mia ogni qualvolta mi sono sentito tradito, sarei partito all’attacco scrivendo di pancia una poesia che avrei immediatamente pubblicato così da sputtanare in grande, ma filtrando il tutto con la scusa dell’arte. Posso dire che, versi o bellissimi o meno, le persone coinvolte non ci sono state bene, dunque la vendetta è arrivata, anche se poi, a mente fredda, non posso dire di sentirmene fiero. In effetti, tutta la storia dell’arte è piena di artisti che hanno sputtanato i propri partner fedifraghi, da Catullo a BZRP Music di Shakira, ogni nostra manifestazione artistica, in pittura o scultura come nella letteratura, nel cinema e nella musica, dal melodramma alla musica pop, è tutta un pullulare di corna e tradimenti, sputtanamenti feroci, rivendicazioni, arrovellamenti e vendette sanguinarie, spesso infantili e odiose, altre studiate fin nei minimi particolari, da gustare fredde. Ma vogliamo parlare del più grande di tutti? Giacomino Leopardi, che col ciclo di Aspasia ha sputtanato nei secoli dei secoli, o almeno negli ultimi due secoli, e senza possibilità di replica, la fedifraga Fanny Targioni Tozzetti colpevole di essere finita a letto con l’assai più prestante Antonio? Ecco, rispetto all’imprenditore torinese, Giacomino Leopardi che matura la sua vendetta in versi meravigliosi e assoluti come la lapidaria A se stesso cos’è, un fuoriclasse senza pari o uno stronzone d’uomo talmente grande al cui confronto l’imprenditore, nella sua povertà espressiva, non è che un dilettante? E dunque, lo perdoniamo perché è stato un grandissimo poeta, Giacomino, o cancelliamo i suoi versi dai libri di scuola in nome di un “politicamente corretto” che rinnega ogni espressione animale, nata nel groviglio delle viscere umane – e le viscere umane sono sporche – per avvicinarsi sempre più ai versi pulitini dell’AI, che non conosce tradimento? E di contro, alla povera Fanny che nel nostro immaginario di lettori passa ormai – e passerà per sempre – per la bugiarda seduttrice che non era, cosa diremo? Come faremo a farci perdonare?

giovedì 10 agosto 2023

cuor di coniglio

Michael Krüger, poeta ed editore tedesco, uno dei punti di riferimento della mia vita. Nato nel 1943, dal 1986 al 2014 ha diretto la casa editrice Hanser, una delle poche case editrici indipendenti rimaste in Germania, intercettando e pubblicando, fra gli altri, numerosi poeti, “quelli che nessuno vuole toccare a causa dell’imperante Metrofobia*”, 14 dei quali hanno vinto il Nobel (gente come Brodskij, Walcott, Tranströmer, Handke). A chi gli chiede cosa fa un buon editore risponde: “lo psicologo, l’uomo d’affari, il conferenziere, ed è un buon amico”, ma se gli si chiede l’attività che più ama aggiunge “l’editing, lavorare sul testo”. Di suo in Italia sono state pubblicate alcune antologie e romanzi, ma solo una raccolta completa, Spostare l’ora (Mondadori, 2015) nella traduzione di Anna Maria Carpi. In una sua poesia si definisce un “uomo dal cuore di coniglio, niente di più, anzi di meno”. E spiega: “Non sono mai stato particolarmente coraggioso in vita mia. Non ho dovuto esserlo. Lo vedo decisamente come uno svantaggio. Ho avuto molte offerte, anche dall’estero, e opportunità di cambiamento. Ma sono rimasto qui. Sono una persona frugale, non ho bisogno di seguire le mode, di avere una macchina o di andare al Casinò. L’ufficio è come un grande elastico che mi tira a sé. Ti alzi dalla sedia, ma poi sei risospinto di nuovo alla tua scrivania. Il cuore del coniglio è una macchina che pulsa perché il coniglio è sempre in movimento. Ma il coniglio preferisce restarsene nella propria tana, seduto lì con le sue lunghe orecchie e guardare fuori” (le citazioni fra virgolette sono tratte da una intervista di Gabriela Herpell e Thomas Bärnthaler).

*Metrofobia=paura della poesia.

mercoledì 9 agosto 2023

lo sciamano

Ho appena letto che oggi è morto Robbie Robertson che, almeno per me, è stato principalmente due cose: la chitarra del gruppo di Bob Dylan alla metà degli anni '60 (nei live selvaggi e mercuriali di "Judas!" e "Play fucking loud!") e quello che ha curato la colonna sonora di molti dei film di Martin Scorsese (da Re per una notte" a "The Irishman"). Poi ovviamente è stato anche il leader di The Band (quelli di The Weight e di The Last Waltz) e quindi, indirettamente, è stato quello che ha suggerito un sound al primo George Harrison e ad Eric Clapton dopo i Cream. Ma soprattutto Robbie Robertson era uno sciamano.

martedì 8 agosto 2023

vietare la poesia

Leggevo ieri un articolo satirico di Flaiano, del 1956, in cui si dice: “Volete eliminare il Comunismo dal cuore delle persone? Allora fatelo studiare a scuola, perché se la gente a scuola cominciasse realmente a studiare il Comunismo lo prenderebbe in odio, oppure a noia, come fa adesso con Manzoni e con la matematica. Nessuno si allontana maggiormente dalle cose di chi deve studiarle alla scuola dell’obbligo!”. Ed ecco allora che pensavo stamattina che forse sbagliavamo quando si diceva che la poesia dovrebbe essere meglio studiata a scuola per essere più amata. No, la poesia per essere amata deve essere vietata, censurata, resa clandestina. Provate a dire che la parola poesia è bandita da ogni istituzione, che chi la pronuncia a scuola viene aspramente rimproverato, punito chi pronuncia Dante e bocciato chi ci aggiunge Ariosto, che a chi viene scoperto con un libro di Leopardi in tasca verrà fatto un richiamo scritto ai genitori come ora si fa per i vestiti, abbassata la media se reciti un verso di Ungaretti o di Montale anche per scherzo. Vedrete che il numero dei lettori di poesia aumenterà esponenzialmente e rimarranno lettori anche dopo, come adesso vedo miei coetanei che ancora ascoltano i Led Zeppelin senza vergognarsi. Poesia come ribellione allora, al potere, allo stato e alla scuola che lo rappresenta. Del resto ce lo insegnava già Limonov che la poesia attecchisce meglio dove non si può fare. Nella Russia sovietica la poesia girava clandestina in ciclostilati stampati in cucina, consegnati a mano col passaparola e guai ad essere fermati: se ti coglievano in flagrante, come con Brodskij, ti spedivano in Siberia, se scrivevi versi irrisori contro Stalin, come Mandel'štam, ti spedivano in Siberia. Eppure la poesia resisteva ed era ostinatamente felice.

lunedì 7 agosto 2023

portapenne

Il portapenne nello studio di Bogdan, sul fianco c'è attaccata una foto, nella foto ci sono lui e sua moglie Mariarosaria.



società

Su una bacheca leggevo della società letteraria, di cui si dibatteva se esiste o no. Secondo me sì, ed è come l'ancien régime francese, cioè tutti la odiano perché è ingiusta ed è basata su un sistema che non funziona causando sperperi inimmaginabili e viscide corti di adulatori o vere e proprie bande, ma nessuno la vuole abbattere sul serio, anche se ne parlano male, perché in fondo al cuore sperano un giorno di entrarci per godere degli stessi privilegi dei pochi incoronati. Così, per passare il tempo, si parla di rivoluzione, ma rimandandola ogni volta a domani. Io stesso lo scrivo qui e non sotto la bacheca suddetta perché non facendo parte di quella particolare corte probabilmente non sarei considerato degno di risposta.

domenica 6 agosto 2023

dieci anni

Mi sono appena ricordato, forse per via di tutto questo bailamme sul reddito di cittadinanza, che sono passati dieci anni esatti da quando Luigi Preiti, disoccupato calabrese, tentò da solo, armato di pistola, un assalto a Palazzo Chigi durante l'insediamento del Governo Letta. Si sa che poche ore prima della sparatoria in cui ferì gravemente un carabiniere, Giuseppe Giangrande, rendendolo tetraplegico, per poi venire fermato e condannato a 16 anni di carcere, fece una serie di telefonate anonime in cui avvertiva delle sue intenzioni aggiungendo: «Dovete aiutare la Calabria, dovete dare soldi alla Calabria». Le telefonate rimasero inascoltate, il carabiniere ferito non ha mai perdonato Preiti, che invece è stato presto dimenticato, così come il Governo Letta e la Calabria tutta.

servizio completo

Circa una settimana fa siamo andati a Noci con un amico a sentire Umberto Piersanti. Dopo la presentazione ci siamo avvicinati al banchetto dei libri per il firmacopie. Davanti a me c’era un signore che si è avvicinato a Piersanti agitando lo smartphone: Maestro, una fotografia insieme? – Al che Piersanti, vedendolo a mani vuote, gli ha risposto: Hai comprato il libro? Io sono per il servizio completo, se vuoi la fotografia devi prima comprare il libro. – Così quello davanti a me, seppure a malincuore, ha rinunciato alla sua foto sui social piuttosto che comprare il libro.

sabato 5 agosto 2023

cartoline

Complice l’estate, mi pare che in pochi abbiano seguito questa storia, ma facendo stamattina una rapida cernita sui social mi ha fatto strano accorgermi di come, dopo aver letto alcuni mesi fa i post più indignati e incattiviti contro gli ecoterroristi che lanciavano la zuppa contro le opere d’arte nei musei, quasi nessuno si è scatenato contro i turisti tedeschi che hanno distrutto realmente un’opera d’arte a Viggiù, una statua di Enrico Butti, per fare un video scemo sui social, poi cercando di ripagare il proprietario con appena 200 euro (dopo averne spese 400 a pranzo!), come se fosse una patacca “di sabbia“, atteggiamento che denuncia il più totale disprezzo del luogo che li ospita, e che fa parte secondo me degli aspetti NO del turismo selvaggio a cui si sta destinando l’Italia. O meglio ancora, una delle poche che è intervenuta con forza è stata Concita De Gregorio, ma si è presa più rimproveri lei dei tedeschi per i termini infelici usati per definirli, tanto che alla fine la notizia vera è diventata lei per come scrive e non loro. Così De Gregorio ha chiesto scusa e si è presa ancora più rimproveri perché le scuse non hanno convinto nessuno. E insomma le parole sono importanti, ma della statua pareva fregare relativamente poco a pochi, e mi viene da pensare che un po’ sia così semplicemente perché forse avevano ragione gli ecoterroristi quando andavano a cercare i Van Gogh e i Vermeer nei musei per finire sui giornali. Alla fine chi cazzo lo conosce Enrico Butti? Non lo conoscevano i tedeschi e nemmeno gli italiani. L’amore per l’arte, in Italia, è tutto fatto di cartoline.

venerdì 4 agosto 2023

desiderio

Certe volte mi stupisco di certi discorsi sulla apparente necessità della distribuzione che vengono fuori dagli addetti ai lavori, come se avendo una migliore distribuzione i libri si vendessero di più. Ma ogni singolo dato di vendita ci dimostra che ci sono centinaia di libri ben distribuiti dalle migliori case editrici che a volte vendono meno del libricino pubblicato dal piccolo editore o addirittura del libro pubblicato e venduto in proprio su Amazon. Perché il libro non vende se lo lanci in faccia alle persone o glielo metti sotto il naso, il libro vende se le persone lo vogliono, se glielo fai desiderare, tutto qui. E se un addetto ai lavori si lamenta della distribuzione come se mancando quella gli mancasse tutto, secondo me lo fa perché non è abbastanza amato o desiderato da sentirsi tranquillo col suo pubblico.

progetto

Ogni tanto mi rimproverano: Ah ma tu sei cattivo con gli autori che prendi in giro quando ti mandano le loro proposte. Dovreste vedere quanto gli autori sono cattivi con me. L’altro giorno una ragazza mi manda la sua proposta, tre righe di presentazione con file allegato. Apro il file e ci sono tre poesie, tre, pure brevissime. Le scrivo dicendo che mi sembra un po’ poco per farne un libro e quella mi risponde: Ecco, lo sapevo, lei non ha capito niente del mio progetto! E si risparmi l’ironia, maleducato!

giovedì 3 agosto 2023

casanova


Negli anni ’70 c’è come un trittico che attraversa il cinema italiano, tutto dedicato alla figura di Giacomo Casanova. Il primo di questi film è Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano del 1969 di Luigi Comencini, a cui segue Il Casanova di Federico Fellini del 1976 e in ultimo Il nuovo mondo del 1982 di Ettore Scola. Tutti e tre bellissimi sotto il profilo formale, tutti straordinariamente ricchi di inventiva e di ironia e tutti legati da fili sottili e rimandi che li collegano: ad esempio Fellini sceglie di “trattare” il suo Casanova come una sorta di trasfigurazione di Pinocchio, lì dove Comencini aveva già portato sullo schermo, nel 1972, la figura del burattino, e Scola sceglie come protagonista del suo Casanova Marcello Mastroianni che era stato “scartato” come Casanova da Fellini (“troppo bello, troppo caldo”) a favore di Donald Sutherland. Dei tre però l’unico che affronta la figura del nostro nei suoi aspetti più vitali – e non come maschera mortuaria o malinconico testimone del fin de siècle – è quello di Comencini. Infatti, dei tre, il suo Casanova (interpretato da Leonard Whiting) è l’unico che risulti creatura assolutamente sensuale, tanto più adorabile quanto più prosegue nella sua formazione di irresponsabile canaglia. Ecco che, potendo scegliere di proseguire una carriera di successo in ambito religioso, manda tutto all’aria per amore di una donna e viene iniziato al sesso da un’amica di sua madre, donna tanto a lui simile nella dissolutezza quanto scaltra e anaffettiva, in una sorta di prefigurazione dell’incesto che svela tutta la carica edipica del personaggio e dell’opera.

mercoledì 2 agosto 2023

cicoria

A chi mi rimprovera che a volte sono eccessivamente amaro, o disperato, o sarcastico in ciò che scrivo, rispondo con una definizione che una volta mi affibbiò mio padre, riprendendola dai proverbi contadini. Mi è tornata in mente stamattina. Mio padre mi diceva che sono come la cicoria, “amaro alla bocca e dolce al cuore”.

martedì 1 agosto 2023

la bellezza della poesia

Siccome l’altro giorno si parlava con un altro editore della bellezza della poesia come cosa perfettamente “inutile”, mi stavo oggi chiedendo a cosa paragonarla. Sarebbe troppo facile, e volgare, pensare alla defecazione, tanto più che la defecazione è cosa perfettamente utile alla funzionalità del corpo, utilissima anzi, quindi si può tranquillamente dire che scrivere poesie è qualcosa di ancora meno significativo che andare di corpo. L’immagine migliore che mi è venuta in mente l’ho avuta oggi, mentre ero bloccato in fila in posta per spedire un libro. Ecco, scrivere poesie oggi in quanto attività perfettamente “inutile” è come farsi un paio d’ore di fila in posta coi pensionati, mentre cerchi di consegnare il tuo messaggio a qualcuno – chi te lo ha ordinato non si sa, non il medico, non l’imperatore – senza sapere se chi lo riceverà lo leggerà, e comunque pagando le spese di spedizione, e immaginando il giorno in cui sarai nell’altra fila, fra i vecchietti che aspettano di percepire un magro risarcimento prima che sia tardi. Ecco la bellezza della poesia sta tutta lì, nell’immaginare di arrivare fino allo sportello e invece di pagare tu una somma per spedire il libro, pretendere di essere pagato per essergli sopravvissuto.