martedì 7 marzo 2023

sogno volgare

Nel sogno di stanotte vincevo un importante premio di poesia con un lungo componimento in rima chiamato "La bernardona". Il quale ispirava un artista del luogo a realizzare una grossa opera a tema su via Alberobello, nel punto in cui si allaga sempre quando piove: con un complesso meccanismo idraulico la bernardona bagnandosi si spalancava e risucchiava le acque piovane. Venivano pure dal Giappone per fotografarla, dicendo che era un mix fra Felini e la Fenech, definendola un'opera oscena ma perlomeno necessaria, visto che bonificava la strada. Però la mia ragazza nel sogno (anche se aveva qualche anno più di me, quindi non era proprio una ragazza) a quella vista mi lasciava per la vergogna. Antonello, commentando la notizia, scriveva: "N'à passè chiese anguore" (Ne deve visitare chiese ancora). Tutto molto volgare, ma nel sogno c'era almeno un bel tramonto giallo sulla fine.

domenica 5 marzo 2023

schizofrenia

La prova più evidente della schizofrenia politica americana per me resta Donald Trump che mentre aspetta di essere processato per vari reati contro il sistema democratico americano, non ultimo l'assalto dei barbari a Capitol Hill, va in campagna elettorale e dice di essere l'unico che può salvare il mondo. Gli elettori americani, stando ai sondaggi, da una parte sono consapevoli che è un bugiardo patentato, dall'altra rinconfermebbero il voto. Trump dice dal palco: Posso far finire questa guerra in un un giorno, perché Putin è amico mio. Lo ha detto lui. Applaudito. Quindi da una parte c'è la Nato che secondo alcuni sta fomentando la guerra contro la Russia per interessi americani in Europa, dall'altra c'è Trump che va "in direzione ostinata e contraria" perché è amico di Putin e può far finire la guerra in un paio d'ore: chiude il rubinetto delle armi (come ha già fatto in Afghanistan), consegna l'Ucraina alla Russia per mettere pace e da domani si pensa a fare lo sgambetto alla Cina. Lo ha detto lui. Applaudito. Ecco che il mondo ancora una volta è salvo, ma non in pace, soltanto ancora un po' svenduto e in attesa del prossimo capriccio del pazzo di turno.

firmato mario

È bello pubblicare anche per vedere cosa pensa la gente del tuo libro. Leggo i commenti a un post dove si rilancia una recensione a “Mal di maggio”. Uno condivide le foto delle poesie del suo libro. Un’altra, “poeta, scrittrice, critica letteraria” (dal suo profilo) fa una battuta ironica sul titolo della mia raccolta, che non ha letto. Un terzo fa un commento lunghissimo e di difficile comprensione per dire che, anche se non sa di che parla il libro, da ciò che ha captato dall’articolo deve essere molto bello. È sottinteso che non lo comprerà. Il quarto mi dice che le mie sono un sacco di stronzate, che dovrei tornare a studiare e leggere i libri invece di scriverli, perché presto diventerò cenere e qui o sei Dante oppure è meglio se taci. Firmato Mario.

sabato 4 marzo 2023

amuleto

Da un po’ di tempo a mio padre ha preso questa strana fissazione di chiedermi di fotografare casa, tutta la casa, presa intera dall’esterno, alberi compresi. Porta in avanti le dita e mentre mi sorride scuote l’indice per mimare lo scatto. Poi vuole che la stampi per portarsela dietro e mostrarla fiero in giro. Specie coi dottori, quando andiamo all’ospedale dove nessuno lo conosce ed è un anonimo come qualsiasi altro che deve confrontarsi col dolore e la fragilità del corpo, per lui quello scatto è come uno scudo, un tesoro, un amuleto, una testimonianza che anche se un giorno morirà ha costruito questa casa solida che ha tirato su con le sue sole mani, il suo lavoro, ed è qualcosa che ha la forma del suo pensiero e delle sue braccia, che lo supererà nel tempo, qualcosa che resiste al tempo da lasciare ai figli, che è molto più di quanto mio nonno ha lasciato a lui.

lavanderia a gettoni

Non potendosi permettere di meglio, mio cugino Berto ha preso un monolocale in cui è andato a vivere con la sua compagna e la loro bambina, infilandosi senza troppi rimpianti in una nuova vita, tutta lavoro e famiglia che lo stordisce e lo riempie di una leggera euforia alla quale non sa abituarsi, ma nemmeno rinunciare. Ne esce ogni tanto di sera, quando va a fare il bucato nella lavanderia a gettoni lì vicino, rifugiandosi nel confortevole frastuono delle lavatrici che lo isola dai rumori del mondo. Ci va sempre da solo, dopo cena, quando dalle finestre arriva attutito il ronzio delle tv accese e c’è meno possibilità di incontrare qualcuno con cui fermarsi a parlare. Carica i panni nel cestello, e mentre aspetta che il lavaggio finisca si mette in un angolo illuminato dal neon, tira fuori dalla memoria uno dei libri ingialliti lasciati nella casa dei suoi, e ne legge lentamente qualche pagina, pochi versi, che riassapora come se fosse la prima volta.

ossessione ecologica

L’altro giorno ho letto un post di Aldo Nove in cui sostanzialmente metteva in guardia dall’ossessione ecologica che estremizzata può diventare una forma di religione e quindi di potere che limita le nostre libertà individuali. In buona parte ha ragione ma mi verrebbe da dire che anche i social, attraverso cui lo seguo, sono una forma di dominio e limitazione delle libertà individuali, ma i social li usiamo senza farci così tante fisime come ogni volta facciamo per l’ambiente. Così come, per certi versi, anche la difesa a oltranza della libertà individuale può essere una forma di religione di stampo neoliberista (o novecentista) che io in parte non mi aspetterei da uno che dice di essere affascinato da un certo tipo di spiritualità orientale e un po’ rimpiange la vecchia sinistra compagna che faceva le lotte di classe per il lavoro. Boh, io non sempre lo capisco Nove sinceramente, ma tutte queste contraddizioni (a me, almeno, sembrano contraddizioni) fanno anche parte del suo fascino. Quindi provo a esprimere i dubbi che mi vengono leggendo il suo post scrivendoci sopra una storiella nello stile del vecchio Aldo Nove, quello di Superwoobinda, che più o meno fa così:
“C’è un uomo che chiameremo Aldo e che sta in una stanza affollata e senza finestre. La sera prima ha mangiato fagioli e ha la pancia piena di gas, vuole mollare una scorreggia pestilenziale nella stanza ma per correttezza prima lo dichiara pubblicamente e ne rivendica il diritto in nome della sua libertà individuale a scorreggiare. Gli altri nella stanza, in nome della loro libertà a non respirare la sua puzza, decidono di fermarlo prima insultandolo pesantemente e poi con le cattive, e lui mentre viene pestato comincia a gridare che loro sono dei servi del potere e dei bigotti della scorreggia libera venuti a censurarlo, e dal suo punto di vista probabilmente è vero. Ci scrive un post e prende 300 like perché è molto famoso e il suo pensiero è condiviso”.

venerdì 3 marzo 2023

iato

Mi accorgo che c’è uno iato che separa persino gli addetti ai lavori quelle rare volte che vado a cena coi colleghi editori che parlano del panorama editoriale e io mi sento un po’ il pulcino nero della situazione. Tipo una sera poche settimane fa un amico ha cominciato a parlare di quanto è antipatica la Postorino e io non sapevo nemmeno che ci fosse una Postorino, ma chi è, chi l'ha mai letta? – Ma come non conosci la Postorino? – No, non la conosco, non l'ho letta, non me ne frega nulla di leggerla e non ne sento la mancanza, così come non conosco la metà degli autori di narrativa di cui si parla ogni giorno e, se li conosco, magari non li ho mai letti né comprati. Però di contro conosco poeti ancora vivi e pieni di talento che non conosce nessun altro a parte me e i pochi che li sanno. Perché i Dal Bianco, i Mazzoni, i Targhetta, fuori dalla bolla dei poeti non li conosce più nessuno. Così come mi è capitato un giorno di citare Neri a un amico editore e vedermi rispondere Chi? – Il fratello di Pontiggia. – Ah, Pontiggia aveva un fratello? – Ecco.


giovedì 2 marzo 2023

comunicazione

Ragazza carinissima che seguo su IG. Le faccio spudoratamente i complimenti per provarci, ma dev’esserci qualche problema di comunicazione fra di noi. Ad esempio oggi le scrivo, sbavando con eleganza su una sua posa in lingerie, che mi piacciono le sue foto perché fa sempre bene un po’ di sana bellezza. Lei mi risponde: Ti ringrazio, finora nessuno mi ha mai detto che sono sana.

calendario

Libraia che mi chiama esasperata per dirmi che c'è questo mio autore che la sta ossessionando per ottenere una presentazione da lei e mi chiede se posso quietarlo. Mi dice il nome, non lo conosco. – Ma sei sicura che è mio? – Mi ha detto Pietre Vive! – Controllo nella posta e in effetti c'è una email di questo autore che si propone dicendomi che il suo sarà un libro di successo, infatti non è ancora uscito ma ha già un fitto calendario di presentazioni da fare.

mercoledì 1 marzo 2023

ragione

“Odio avere ragione” dice il boss Sandy Dawson (Robert Ryan) al suo braccio destro Griff dopo avergli sparato in bagno perché lo crede un informatore della polizia. Si capisce da come gli parla, quasi coccolandolo, che gli vuol bene e che lo ha già perdonato. Peccato non avesse per nulla ragione e che la spia fosse il poliziotto infiltrato Eddie Spanier (Robert Stack) che lo ammazzerà alla fine, anche se nel frattempo Dawson gli ha salvato la vita e accolto in casa scatenando la gelosia di Griff. Perché l’amicizia virile è una cosa meravigliosa, almeno finché l’amico non ti crivella di pallottole in bagno. Il film è “House of Bamboo” di Samuel Fuller, anno 1965.

uno che fa tutto da solo

Uno che mi scrive in chat, a ottobre scorso, per chiedermi se può mandarmi le sue cose in lettura. Gli dico che per me non è un buon momento, quindi forse meglio di no. Mi risponde non importa, te le mando uguale, e me le manda. Mi scrive dopo circa un mese per sapere se ho letto. Gli rispondo che no, non ho letto per i motivi che gli avevo spiegato e lui mi dice fa nulla, ti aspetto. Mi riscrive a Natale per farmi gli auguri e per chiedermi se ho finalmente trovato il tempo da dedicare alle sue cose. Gli rispondo di no, e che non lo troverò tanto presto. Lui mi dice Ah menomale, perché ho fatto delle modifiche al testo, te lo rimando, prendi in considerazione quest’ultima versione e non la prima. Stamattina mi scrive per dirmi Antonio ho trovato un editore, ho voluto avvisarti subito nel caso avessi cominciato a leggere. – Sono contento per te, gli rispondo, in bocca al lupo per tutto. – E lui Grazie, poi ti mando una copia del libro, magari ci scrivi qualcosa.

non ho capito una cosa

Poco fa ero con Angelo Crovace che presto farà un nuovo sito aggiornato di Pietre Vive Editore e lui, da perfetto neofita del mondo editoriale, mi diceva che più ci entra dentro, anche attraverso di me, e meno ne capisce la logica economica, che difatti non esiste. Così mi faceva delle domande molto puntuali sui costi di produzione, promozione, distribuzione, vendita e resa, per capire meglio come aiutarmi a strutturare il sito. – Dopo quasi due ore mi ha fissato ancora poco convinto e mi ha detto: Sì, Antò, io in verità ancora non ho capito una cosa, dopo tutto tutto questo lavoro che fai, esattamente in che punto cominci a guadagnare qualcosa? – Non lo sapevo nemmeno io, ma per fare il figo mi arrampicavo sugli specchi della poesia.

martedì 28 febbraio 2023

l'italietta

Una cosa che ho osservato in questi giorni è che se all'italiano medio dici Costanzo le prime tre cose che gli vengono in mente sono Rino Gaetano, la P2 e la De Filippi, perché sono le uniche cose che conosce bene. L'italiano medio che punta il dito e dice Italietta guardando Costanzo mi sembra un po' come il bue che dice cornuto all'asino. Chissà che italiano si crede di essere nella sua immaginazione, fuori dall'Italia in cui mangia piscia e caca come gli altri.

lunedì 27 febbraio 2023

corsi e neri

(Anche stanotte crisi di panico che mi ha tenuto sveglio per ore, durante le quali mi sono appuntato questi tre righi sul quaderno. Nelle intenzioni dovevano diventare una poesia, ma poi ho preso sonno quando è scoppiato il temporale.)

Chissà quale dei due Corsi sognava nei suoi ultimi anni Giampiero Neri.
Se il fascista braccato in guerra e cancellato anche in sua patria da ogni possibile perdono, rigettato in mare con gli ultimi per il suo colore e la divisa.
O se il prodigo tornato alla casa dopo un lungo errare e adesso stretto nell’abbraccio tenero dei figli e grato alla sua buona stella.

sabato 25 febbraio 2023

mettere senso

Mia madre mi ha appena ricordato una frase che mi diceva sempre mia nonna preoccupata che a trent’anni non mi fossi ancora sposato: «Mitte sinse, ca l’anne i tine».

timidezza

Ragazza procace, piena di fascino, che seguivo su IG soltanto per i suoi decolté provocanti, perché praticamente gira per casa mezza nuda pure a febbraio, e perché passa metà del tempo a fare storie in cui balla fasciata in pelle lucida strusciandosi contro le amiche nei bagni delle discoteche, mi manda con mio grande stupore dei versi bellissimi, delicati, vibranti. Mi sorprendono. Glielo dico, sono bellissimi, ma perché non li condividi sui social insieme alle foto? Ora che li ho letti, mi accorgo che l’immagine che dai di te è piuttosto povera, non ti rende giustizia. Mi risponde: Hai ragione, Antonio, è che sono timida.

venerdì 24 febbraio 2023

mal di gola

Già ieri non stavo bene, ma stamattina mi sono svegliato col mal di gola e la tosse. La cosa più tremenda è che invece di fare la notte in bianco ho dormito e mentre dormivo ho sognato Gesù che cercava di convincermi a salire in auto con lui e fare lo slalom sull'Orimini. Mi sono venute le vertigini.

giovedì 23 febbraio 2023

mucche

Siamo a un anno dall'inizio della guerra. La Rai lancia spot in TV come se fosse la Giornata della Memoria. Ne parlo irritato con una amica che ne approfitta, al contrario, per rimproverarmi le mie posizioni non abbastanza pacifiste. Sei troppo filo-Nato mi dice. – Le chiedo, per cambiare discorso, che fa nel fine settimana e mi risponde che porta i figli da McDonald's. – Ma come, dico, sei contro la Nato, sei contro la guerra e vai da McDonald's? Hanno gli allevamenti per la carne che sembrano lager! – E lei: Antò, le mucche esistono per essere mangiate. – Ecco un esempio perfetto di come la follia colpisce le persone in punti diversi del cervello, e qualcuno là fuori spera ancora di salvarsi dalla fine del mondo.

se me lo dicevi prima

Confesso che ci ripenso da giorni e mi fa impazzire questa cosa di Berlusconi, che Dahl definirebbe “vecchio porco”, che riesce a fare opposizione, da infiltrato – un piede dentro e uno fuori – al Governo Meloni. Va detto che quando toccò a lui fece guerra alla Libia del suo “amico” Gheddafi in nome della “libertà” come tutti gli altri in Europa, ma poi, da bravo capo del Governo scaricò ogni responsabilità su Napolitano, tanto è vero che poi sperava di prenderne il posto come presidente per far meglio. Non dovrei essere così negativo, lo so. Forse è vero che B., invecchiando, ha imparato dai propri errori, tanto da convincere persino insospettabili che qui mi scrivono che in fondo ha parlato bene, ma da bravo meridionale io sono della vecchia scuola in queste cose, penso sempre che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per citare una frase usata per i sempiterni Rolling Stones: manderesti mai tua figlia a cena a casa di Berlusconi? Io no. Ma è vero anche che la condotta morale nel privato non c’entra nulla con la politica internazionale. Dico solo che a saperlo prima che la vera opposizione ai fascisti e guerrafondai in Italia l’avrebbe fatta Silvio, ecco a saperlo alle ultime elezioni votavo direttamente Cosa Nostra, invece di arrovellarmi per niente, né avrei perso tutti quegli anni a prendermela con la sinistra che non c’era, o se c’era era lì come una bella immagine da raccontare ai nipotini, edulcorando un poco le parole.

spesso il male politico ho incontrato

Spesso il male politico ho incontrato.
Era il Presidente indagato
ma ingerente, e il Populista Qualunquista
ora a capo di un bel Niente, era il comunista
che sghignazza alla cornetta col potente.
Bene non seppi, fuori dello schifo che mi fanno
o del flato che riassume indifferenza.
Ero l'elettore da sondaggio preso nella morsa
della sonnolenza, e l'inguaribile arrabbiato,
ero l'interessato alto levato sullo Stato,
suo rapace, suo cacato...

(2014)