lunedì 3 ottobre 2022

uno

Mio padre si compiace di me con lo pneumologo. – Papà mi dice che sei editore. Grandissimo! Io ho un debole per Donato Carrisi, lo conosci? – Sì, certo... – Tu di che ti occupi? – Io in verità mi occupo di poesia e arte. – Ah, sei uno di quelli… – Quelli chi?

sabato 1 ottobre 2022

un sacco bello

Nipote che mi chiama perché legga le poesie di uno che le piace. – Guarda che se non lo leggi, ti tolgo il saluto. – Ma almeno è bravo? Vale la pena? – Che ne so se è bravo, quello lo devi dire tu, è bello. – E io dovrei leggere uno solo perché è bello? – Lo volevo leggere io, ma di me si vergogna… – E di me non si vergogna, invece? – Di te no, anzi ci tiene. – Ma non è che ti sta usando per arrivare a me? – Ma magari mi usasse! Che secondo te, io che ti sto chiamando a fare? Su, dammi una mano! Daaai! – E c’è chi lo chiama ancora il “sesso debole”.

la barca dei poveri

 Guardando la Boldrini che litiga a una manifestazione (sull’aborto libero) con delle giovani ragazze, mi è venuto da pensare che è la stessa donna che pochi anni fa litigava con Salvini per difendere delle ragazzine dall’odio mediatico dei suoi follower (comportati da adulto, gli diceva) e adesso ironicamente le tocca la stessa sorte. Ho pensato anche che la sua risposta, del tutto sbagliata, “allora fatevi difendere da Fratelli d’Italia”, è in fondo la stessa su cui il PD ha fondato (e perso) la sua campagna elettorale: o noi o i fascisti. Ma è anche la stessa risposta di tutti coloro che (nel PD o no) hanno cercato di motivarmi ad andare a votare: se non voti loro allora poi ti farai difendere dai fascisti. Stesse parole, stesso messaggio. Anche le ragazze che, disgustate dalla politica, vogliono cacciare la Boldrini dalla manifestazione rappresentano un po’ quel sentimento della sinistra (ma magari non sono nemmeno di sinistra) per cui “questa nostra battaglia non è tua, perciò non la puoi condividere con noi” (un po’ come fanno PD e Pandistelle). Figurarsi, mi sono detto, che succederà fra qualche mese, quando ci sarà da manifestare per cose come la difesa della Costituzione e allora ci si picchierà in piazza, ma fra di noi, per decidere di chi è la Costituzione. Ma questo (giusto e sacrosanto) desiderio di purismo, di non mischiarsi più col potere (e la Boldrini qui rappresenta il potere, magari benintenzionato, ma è potere), è anche in fondo il sentimento di chi ha passato gli ultimi mesi a dire che la gente è scema o si è fatta incantare dalle chiacchiere del potere (svegliatevi!) e quando sono arrivate le elezioni si aspettava un miracolo tipo che gli stessi scemi si ripigliassero all’improvviso dal sonno e andassero in massa a votare per un partito da zero virgola che nella realtà (con questa legge elettorale) non entrerà nemmeno nei bagni del parlamento. Ma andare a votare, dicendo di voler salvare il paese ma già consapevoli di perdere (si affida ai miracoli solo chi non ha speranza), non è un po’ un atto di resa o di vanità, del tipo “io ci ho provato, ma senza volermi sporcare le mani”? È un po’ come non andare a votare, oppure fare le manifestazioni per una causa comune e cacciare chi non riteniamo degno della causa. Mi pare che in questo ormai siamo tutti sulla stessa barca, che è la grande barca dei poveri. Esserci, pur non rappresentando niente per gli altri e per noi stessi: mi pare che almeno in questo, e con le diverse sfumature che ci contraddistinguono, siamo riusciti ad essere perfettamente uguali e allineati al potere.

venerdì 30 settembre 2022

la storia siamo noi

Ho appena sentito due, al supermercato, che discutevano sulla distruzione dei gasdotti nel mar Baltico. – Il primo sosteneva che ha letto su FB che è stato Putin per non pagare le penali. – Il secondo è scoppiato a ridere: Guarda che Putin è russo mica italiano. In queste cose devi pensare da russo, non da italiano. Gli italiani danno fuoco alle imprese per fottere l’assicurazione. I russi non le fanno queste cose. – Ma scusa, ha risposto il primo, e quando Napoleone ha invaso la Russia e i russi bruciavano le città per non farle conquistare? – Ma tu ancora credi a queste cose? Questo l’ha scritto Tolstoj in Guerra e pace, ma mica è vero. Una cosa sono i libri, la storia è una cosa diversa.

l'atlantismo anche no

Ogni giorno accendo la TV e sento dire a ogni minuto dal politico di turno “Noi atlantisti”, in questa cosa assurda che bisogna assolutamente riconoscersi nel pacchetto onnicomprensivo Buoni o Cattivi. Ma noi chi? Io sono pro-Ucraina, ma non mi sento affatto atlantista, ho molti dubbi sul funzionamento dell’Europa, credo che sulla pandemia ci abbiamo raccontato una marea di stronzate, ma credo anche che siamo sul baratro di un disastro ambientale e se devo scegliere fra continuare con carbone e nucleare o abituarmi a un sistema di vita più frugale preferisco i sacrifici alle favole. Se devo scegliere un mare su cui affacciarmi, io ne ho già uno ed è il Mediterraneo, per cui mi piacerebbe che si facesse di più e di meglio per quelli che ci annegano. L’Atlantico per quanto mi riguarda possono lasciarlo in pace, che ha già abbastanza guai con tutta la merda che ci buttiamo dentro e che si mangiano i pesci.

giovedì 29 settembre 2022

miracolo

Commissione ASL per l'invalidità civile a Putignano, ex-sanatorio di San Michele in Monte Laureto, vicino al santuario, che fra l'altro è un posto bellissimo. La stanza è piena zeppa di persone che aspettano di farsi visitare. E io che sto in fila con loro li guardo e continuo a chiedermi perché mettere gli uffici ASL in un posto così scomodo. Qui l'80% di quelli che vedo sono anziani con problemi di deambulazione e tu che fai? Infili l'ufficio in cima al santuario. Forse ci si aspetta che per miracolo, risalendo la stradina, buttino per aria i bastoni e comincino a saltellare per grazia di San Michele.

l'amore deluso

Giovanissimo mi scrive per propormi una raccolta in cui parla con "crudezza" e "rabbiosa sincerità" di un amore che lo ha deluso e per cui forse non amerà mai più. Questo libro gli serve per fare i conti col suo passato. Apro la raccolta con una certa paterna benevolenza (chi non ha vissuto una delusione d'amore a quell'età?) e leggo il titolo di una poesia a caso: Bocchinara. Viva l'amore, anche quando fa più male.

mercoledì 28 settembre 2022

ordine

Forse è per come la raccontano, ma a pelle continuo a sentire che c'è qualcosa di assurdo in questa storia che in Russia da una parte si fanno fare le elezioni per annettere quegli ucraini che vogliono diventare russi ma non li lasciano andare via e dall'altra si tolgono i passaporti a quei russi che vogliono scappare dal paese natale perché non vogliono combattere una guerra per annettere gli ucraini di cui sopra. Lo so che è una situazione tragica, ma più ci penso in questi termini e più mi sembra uno spunto comico alla Woody Allen, per cui mi sono immaginato un plot con delle trattative diplomatiche dove, per sistemare le cose, si organizza una sorta di scambio sul confine in cui prendi gli ucraini che vogliono diventare russi e li metti al posto dei russi che vogliono andare via dall'Ucraina. Poi chiedi agli ucraini diventati russi di arruolarsi per tornare a riprendersi le terre natali e ai russi diventati ucraini di difendersi con le unghie e coi denti per non tornare in patria. Così nei fatti non è cambiato nulla, ma tutti sono molto contenti perché hanno messo un po' ordine fra i motivi degli schieramenti.


lunedì 26 settembre 2022

dall'acquario

Oggi analisi in ospedale = lunedì perso. Pensavo di finire tutto in giornata, ma c’è da fare un altro esame stanotte, con un misuratore nel sonno, da chiudere domani, quindi anche martedì mattina è andato. Gli esiti me li daranno la settimana prossima quando perderò un’altra mattina per andare a prenderli, essendo l’ospedale a 70 km da casa. Mi sono lamentato dei tempi di attesa col medico, che è giovane e disponibile, e mi mostra una fila di pratiche aperte alta così prima della mia, e mi dice che è l’unico specialista nel suo campo in tutto l’ospedale. Ecco un problema. Giovedì pomeriggio ho un appuntamento per altra visita, la settimana prossima c’è da tornare alla farmacia ospedaliera perdendo un altro pomeriggio. E non ho nemmeno prenotato dal dentista (non ci vado dal 2019 e sarebbe ora prima che mi cada qualche dente). Ma quando torno a casa c’è da pensare all’orto, annaffiare il giardino, accudire gli animali, fare la spesa, banalmente nutrirsi, c’è da rispondere al telefono, alle email, fare le spedizioni, sorridere sempre, perché gli altri hanno i loro problemi e quindi non ha senso scaricargli addosso i tuoi; insomma quando torno a casa mi passa la voglia di fare qualsiasi altra cosa che non sia strettamente necessario, il tempo di lavoro si assottiglia, e mi pare sempre più una gruviera fra i cui buchi cerco di infilarmi come un topo. Resisto come posso al disordine e allo scazzo, lavoro al singhiozzo, con l’acqua alla gola, ma dalla mia ho sempre la speranza che succeda qualcosa, qualcosa di nuovo che venga a sconvolgere tutto. Ieri ha vinto la Meloni, ma preso da altro non me ne sono quasi accorto. Magari ci penso meglio domani, ma oggi in ospedale, circondato da persone con problemi così seri che a confronto dovrei saltare per la gioia di essere ancora in piedi, ecco oggi per quanto si possa pensar male della Meloni quello non è un vero cambiamento, non cambia davvero nulla rispetto a quello che c’era ieri, a meno che non si pensi che Berlusconi fosse un premier migliore di lei perché aveva contatti con la mafia invece che col fascio, ma questo mi accorgo posso dirlo da qui, perché un ospedale, proprio come un acquario, ti ridimensiona sempre un po’.

domenica 25 settembre 2022

come la fai la sbagli

Peggio della situazione politica va solo quella personale. Oggi ho scoperto che una quasi-autrice-ex-amica mi ha bloccato sui social perché, pare, non ci ho provato con lei. – Ma come, le dico, mi comporto sempre male con tutte, per una volta che mi comporto bene vengo punito! – Ma è proprio questo che mi offende, vuol dire che mi trovavi così cessa che nemmeno il pensiero ti ha sfiorato. – Insomma, qui come la fai la sbagli. E noi pensiamo ancora alla Meloni.

sabato 24 settembre 2022

il mio post sul voto 2022

La cosa per certi versi più commovente delle elezioni politiche è che la gente va a votare per questo o per quello, contro questo o contro quello, pur sapendo che alla fine sono sempre gli stessi e quindi domani, indipendentemente dal voto, non cambierà nulla. O se cambia, sarà “nonostante loro”, per qualcosa di più grande che subiscono. Ma allora perché si va a votare? Leopardi direbbe che lo fa per illudersi che ci sia qualcosa da fare mentre si aspetta di morire. Dudduzzo mi diceva invece che è perché agli italiani, come popolo, piacciono le competizioni, insomma vanno a votare e fanno politica con lo stesso spirito agonistico con cui seguono il calcio. E un po’ è vero. Poi, finita la competizione, tornano a essere un popolo di stronzi, di evasori e speculatori edilizi, di cattocomunisti, omofobi e un po’ razzisti, a cui non frega un cazzo del paese e se qualcosa va male subito invocano piazzale Loreto come rapida soluzione. Però, certo, il vero pericolo rimane la Meloni. Ecco sì, si dovrebbe andare al voto sempre e senza farsi domande. Votare come atto di fede. Poi dice che siamo anticlericali. Invece siamo talmente realisti che ci siano ridotti a trasformare un “diritto” di cui andare orgogliosi, una conquista democratica, in un semplice “dovere” che va fatto perché va fatto, un po’ alla cieca, senza capire bene perché, senza scegliere chi, prendendo ciò che ci danno al ribasso come in un outlet, anche se magari mi fa schifo, anche se non mi fido, anche se ogni volta devo turarmi il naso. E ogni volta non si muove nulla, non succede nulla. Sono anni che a ogni votazione scrivo post come questo, tutti ugualmente risentiti, e non cambia mai nulla fra un post e l’altro. Persino le parole ogni volta mi suonano più vuote. E mi chiedo perché me la prendo ancora.

venerdì 23 settembre 2022

il pro

Autore mi si propone dicendo di aver coniato un nuovo genere, la Proesia, chiamata così perché fonde prosa e poesia. Nel senso di prosimetro o di prosa poetica? Boh, anche perché la raccolta proposta è piena di poesie, ma nessuna in prosa. Non ero nemmeno intenzionato a scrivere questo post perché ho come regola di non svelare particolari che possano ricondurre agli autori che mi contattano. Se non fosse che parlandone col Corsi mi ha rivelato che di proeti è pieno il mondo. Infatti, cercando in rete mi sono accorto che di sedicenti creatori della proesia ce ne sono tantissimi. Ero il solo a non saperlo. Il Corsi addirittura mi rivela che per alcuni di loro il pro- è usato come premessa non alla prosa ma, prosaicamente, alla scorreggia.

giovedì 22 settembre 2022

un amico di mio padre...

Un amico di mio padre che mi chiama al telefono: Anto', ho visto su Repubblica uno che ha scritto un libro ed ha il tuo nome, sono stato tre giorni a pensarci e poi mi sono detto Ma non è che è proprio lui? – E sono io, infatti... – Ma come cazzo è che scrivi un libro e non lo dici a nessuno? Ma tuo padre lo sa?

mercoledì 21 settembre 2022

tre ragazzi davanti al mio studio

 — Nooo, che cazzo hai fatto alle scarpe! Le hai lavate! — No, è che quella stronza di mia madre, non le poteva più vedere, e allora le ha messe in lavatrice! — Mooo, che peccato! Chisse cazze de fémene ca nan se fascene mè i cazze luore! — Di buono c'è, di buono c'è, che mo non puzzano più...

il matto

Non sono convinto che mi piacerebbe diventare il protagonista di un tuo post, mi dice un autore che si contraddistingue per la sua vena caustica con cui percula chiunque gli capiti a tiro. Ma tu lo fai sempre, gli dico. Sì, ma io lo faccio in qualità di scrittore, tu come editore non puoi. Mi ha ricordato quando insegnavo scrittura al CSM e una volta un paziente prese a schiaffi un medico e gli disse: Io a te posso menarti, perché sono matto, tu a me no, perché sei dottore.

martedì 20 settembre 2022

la scrittrice

Una donna mi chiama per chiedermi se può pubblicare con me. In realtà, mi spiega, è una plaquette di 12 poesie ma lei ci tiene che sia un’operazione editoriale in piena regola, quindi non vuole assolutamente pagare per la stampa, ma nemmeno le interessa il guadagno, per cui per venirmi incontro rinuncia ai suoi diritti sulle vendite, non sono contento? C’è un però, mi dice abbassando la voce, il libro le serve fra un mese esatto, perché è il suo compleanno e vuole fare una sorpresa ai suoi genitori che la rimproverano sempre di non avere un lavoro, così può dire loro che non è vero che non ha un lavoro perché è diventata una scrittrice.

lunedì 19 settembre 2022

colore

Poco fa per una intervista che uscirà più in là mi hanno chiesto qual è secondo me il colore della mia poesia. Risposta: giallo paglierino, indice di una corretta idratazione e di una dieta equilibrata. Non dico che te la puoi bere, ma quasi.

pensierino motivazionale

Io sono uno di quelli che se ti deve chiamare per sollecitare un pagamento la prima cosa che ti dice è: Scusami se ti disturbo... È per questo che non mi prendono sul serio, è lì che sbaglio, dovrei dire invece: Sono qui apposta per rovinarti la giornata, se non mi paghi ti chiamo anche domani... Statti attento con me, che sono un vero cacacazzo.

domenica 18 settembre 2022

il sistema

Giovedì impagini il libro di D. e di E. Ti chiama A., ti chiede: “Perché non stai promuovendo il mio libro?”. Ti scusi, lo faccio domani. Venerdì ti svegli motivato: Oggi promuovo il libro di A. e visto che ci sono anche quello di B. e di C. Ma fra comunicati, email, telefonate, la promozione ti porta via anche il giorno dopo. Sabato sera hai mal di testa e sei in overdose da rapporti umani. Ti chiudi nella tua stanza, addio weekend. Domenica ti chiama D., ti chiede: “A che punto è il mio libro? Hai finito di impaginarlo?”. Ma è domenica, appunto, e devi ancora chiudere le carte per il commercialista, leggere un contratto, scrivere la mailing list, rispondere alle email. Lo faccio domani, dici. Lunedì ti chiama tuo padre, ha un problema imprevisto col medico e gli servi, rimandi a martedì tutto il resto. Martedì, però, devi chiudere le spedizioni per il corriere, sollecitare (inutilmente) quelli che non ti hanno pagato, già che ci sei passare l’aspirapolvere. Mercoledì ti svegli motivato: vado a Bari a rifornire le librerie. Ma ti chiama tua madre, ha un problema con tuo padre e gli servi, rimandi l’uscita a giovedì. Mercoledì pomeriggio D. si fa risentire (nervoso): “A che punto è il mio libro? Hai finito di impaginarlo?”. Ti scusi, lo faccio domani dici. Giovedì impagini il libro di D. Ti chiama A e ricominci. Lo racconto a un amico, mi dice: "Che vita di merda che fai, Anto’, non puoi fare tutto da solo, devi prendere qualcuno". Sì, ma come lo pago? "Fai come gli altri, trovati un secondo lavoro". Mi sembra un discorso assurdo. Non ho il tempo di fare un lavoro come si deve, e dovrei fare due lavori per pagare un altro al posto mio? "Allora fai come gli altri, prendi uno/a stagista, lo/a sfrutti, non lo/a paghi…"

sabato 17 settembre 2022

la locomotiva guccini

Ho visto l’intervista di Guccini a Propaganda Live. O meglio, ho visto la registrazione di Propaganda Live per via di Guccini. L’ho fatto perché ho letto che non tutti hanno apprezzato alcune sue uscite e che quello che cantava La Locomotiva si era ridotto a fare lo specchietto di Draghi e della Nato. Però Guccini è anche quello che ha detto (ieri) che lui non voterà Letta perché è un democristiano, che Conte non è la sinistra, e che la Meloni è una fascista ma se gli italiani la votano che se la godano pure come si sono goduti Mussolini. Non mi sembrano le parole di un vecchio rimbambito. Poi ha aggiunto, e questo forse ha dato più fastidio: “Ci sono i pacifisti della domenica, ci sono quelli ancora fissati con l’Unione Sovietica e ci sono quelli che citano il santo padre; io sono pro Ucraina, potevamo calarci le braghe e regalare l’Ucraina a Putin o dare una mano agli ucraini per resistere ai russi, io sono per non calarci le braghe”. Ecco, Guccini può piacere o no, è lecito, così come La locomotiva può piacere o no (a me come canzone non è mai piaciuta), ma quella non è una canzone di pace, è una canzone di follia e vendetta, se c'è una ingiustizia io non vengo a parlare con te, io mi lancio “a bomba contro l’ingiustizia”, non vengo a trattare, vengo ad ammazzarti insieme a me. Ecco, magari può non piacere come messaggio, ma Guccini è sempre stato quello lì, da sempre, uno molto emiliano, sanguigno, di pancia, non uno da “veniamo a patti”, ma tutto l’opposto, uno che se tu gli dai addosso ci scrive su L'avvelenata per fare il tuo nome e dire al mondo che spari cazzate.