martedì 16 dicembre 2014

dolce e meschino

Finalmente, dopo quasi tre mesi di lavoro, dopo essermi consumato ogni momento libero per scriverlo e sistemarlo, ho finito il mio romanzo per il premio La Giara. Manca solo il titolo poi lo spedisco. Titolo che, come d’abitudine, mi sono sognato. Questo: Dolce e Meschino. Sono entusiasta. Poi ci penso un attimo, e mi accorgo che non è farina del mio sacco. Viene da un film di Woody Allen, Sweet and Lowdown (in Italia tradotto indegnamente con Accordi e Disaccordi). Comincio a chiedermi quante cose ho scritto pensandole del tutto mie, e che invece mie non sono, se non per il fatto che ce le ho incastonate nel cuore da così tanto tempo che fanno parte di me.

mercoledì 10 dicembre 2014

qui radio krapp

Si fanno chiamare Gruppo Folkloristico Lunare, perché guardano il mondo dalla luna. Fanno le prove per un loro futuro programma radiofonico. Li adoro. 
“La luna è la cosa più bella che abbiamo sulla terra” dice Pino, con una delle sue fantasmagoriche uscite.
“Perché, com’è la luna?” chiede Gino. 
“Intanto non c’è nessuno che sta male, poi è un posto meraviglioso, con tanto spazio vuoto, pieno d’aria pulita…” 
“Non c’è mica l’aria sulla luna!” lo corregge Gino. 
“Chi l’ha detto?” gli risponde Pino. 
“La luna è un posto dove se vuoi farti un giro in bicicletta non ci sono buche sulla strada e nemmeno pozze d’acqua. Poi è piena di donne! Auuuu!!” ulula Mimmo. 
“Tu che ne pensi delle donne?” chiede Gino a Pino, per stuzzicarlo. 
“Che vuoi che ti dica? Per le donne non c’è più niente da fare” dice Pino, secco. 
“Buonasera, io sono Graziano” si inserisce Graziano con lo sguardo di chi la sa lunga. “Ora vorrei mandare in onda un pezzo dei Cure, è un pezzo curativo!”
E solleva il pollice per dirci che, solo adesso, è veramente tutto ok.

pino simone


Pino Simone, in una foto di Arnaldo Di Vittorio, tratta dal reportage fotografico Viaggio nel Merdione, immagini di ordinarie utopie, ed. Il Gabbiano.

domenica 7 dicembre 2014

faru

Mi dice di chiamarsi Faru il nero che mi sceglie e mi si siede davanti con un: “Hello, man! How are you?” Attacca subito con la sua storia, in una lingua traballante e molto avventurosa in chi mischia inglese, il nostro dialetto e italiano smozzicato: “Mi chiamo Faru, trentasei anni. Sono arrivato in Italia nel 2007 in auto. Di tutti quelli che hanno fatto il viaggio con me non si è salvato nessuno, tutti morti. Ci siamo salvati solo in due, io e un altro. Due è il mio numero preferito. Io dico sempre che i giorni della mia vita sono due, quello in cui sono nato e quello in cui sono morto. E cosa viene nel mezzo è solo un caso.” Vende oggetti sulla spiaggia Faru, nella zona di Monopoli, ed è amico di Dio. Lo ha capito un giorno che un tipo l’ha accusato di avergli rubato una radio. “I miei occhi no, mi ha detto Faru, ma il mio cuore piangeva. Ho alzato le mani al cielo e ho detto a Dio: io non sono violento, sono buono, ma se tu sei mio amico, allora vendicami.” Poco dopo hanno scoperto che a rubare la radio è stato un bambino e il tipo che l’ha accusato ha avuto un incidente d’auto. Allora Faru ha capito che Dio è suo amico. “Per cui, amico mio, conclude Faru, ora tu puoi scegliere se aiutarmi oppure no, ma ricordati che Dio è mio amico”. Io lo guardo, mi metto a ridere facendo di no con la testa, e allora lui capisce, mi stringe la mano con forza e mi dice: “Ti auguro buona fortuna, amico. Sei coraggioso.” Poi si solleva e si sposta due sedili dietro al mio, per fare l’identico discorso all’altro dei due passeggeri nel vagone.

sabato 6 dicembre 2014

a volte la poesia calpesta i cuori...

A volte la poesia calpesta i cuori. Non sempre lo intuisco, non sempre lo intuiscono gli altri, come siamo tutti concentrati a pensarla un dono, un enigma che rivela, una dolcezza tutta fantasia e lussuria, e così poco attenti a cosa toglie, o strappa.

giovedì 4 dicembre 2014

la seconda volta

Stasera presentazione dell'ultimo libro di Paola Turci al Docks 101. A presentarla il mitico Luca Bianchini. Locale strapieno. Premetto che non ho seguito un solo minuto della presentazione perchè poco prima di cominciare mi sono seduto al bar con Martin e ci siamo fatti un litro di birra a testa. In compenso, poco prima di andarcene, sono corso in bagno per evacuare tutta quella birra. In bagno sono riuscito a capitare in una situazione delle mie. Ho spalancato la porta degli uomini e ci ho trovato Paola Turci che faceva pipì. Infatti il bagno delle donne era occupato e lei è entrata in quello degli uomini senza chiudere la porta. Sono uscito di corsa, scusandomi con lei. Poi ho aspettato dieci minuti fuori, sono tornato di corsa in bagno per svuotarmi, ho spalancato la porta, e ci ho trovato Luca Bianchini che faceva pipì. Nemmeno lui aveva chiuso la porta. Mi sono scusato e lui mi ha detto, sorridendo: "Non preoccuparti, tutti abbiamo una vescica." Dopo gli ho regalato un mio libro, Rivelazione. Bianchini mi ha chiesto una bella dedica. Io gli ho scritto così: "La seconda volta è sempre la migliore. Tuo, Lillo".

lamento di una guardia di frontiera


mercoledì 3 dicembre 2014

la luna è una lampadina

Oggi ero di buon umore, così, bando all'avarizia, mi sono fatto un regalo: La Milano di Enzo Jannacci, capolavoro cantautorale del 1964. Volevo comprarmi anche l'edizione completa delle poesie di Franco Fortini (che di quel disco ha scritto un testo: Quella cosa in Lombardia, quella cosa per la cronaca è il sesso), ma quel gran fetente di Francesco Santoro (proprio l'autore di Piombo, che abbiamo pubblicato noi), quel fetente dicevo, è passato in libreria prima di me e si è comprato la mia copia!! Ma come si fa? Scherzi da prete, li chiamavano una volta. Se non fossimo entrambi poco pretici. Scherzi poetici allora, da poeti, che è qualcosa di molto simile all'essere nerd, o almeno suona così (Jannacci, Fortini: sai che palle si dirà il lettore medio o mediamente più giovane di noi, di quelli che "i morti lasciali ai morti e non li chiamare più!"). E infatti dovevo dire hipster, come Ginsberg. Ché la parola hipster, si sa, l'hanno inventata i nerd di domani, per pararsi il culo oggi.

recensione di rivelazione su incroci n°30

A cura della poetessa Pierangela Rossi.

struggimento

martedì 2 dicembre 2014

intervista su la repubblica

Lorenzo Madaro mi ha intervistato per la pagina barese de La Repubblica. Chi vuole può leggere l'intervista QUI.

un uomo

Un uomo è forte, tanto più di quanto credi
dice Pasolini
mentre legato a un letto si fa sfondare
finché il sangue gli bagna gli occhi
e scopare in gola da un ragazzaccio
di quanti lo intristiscono, innamorano
per sola forza di resistere ed opporsi
alla vita squallida che li fa topi
di fiume o di borgata, ratti dai denti aguzzi
e code lunghe coi denti anch’esse che
addentano a più non posso
fave secche e cazzi di checche isteriche
per sola forza di semplicissima fame.
Un uomo, ripete Pasolini, un uomo
tanto più buono alla poesia quanto più
conciato nella scorza, non dovrebbe
lamentarsi se col mondo fa a botte
ché nulla ha di sé fragile, se non
il cuore che si rompe. Nulla che gli serva
in breve, se si fotte.

domenica 30 novembre 2014

morto un poeta

Muore Mark Strand e come ogni volta tutti salutano il poeta, inneggiano l'opera, ma hanno letto poco: sanno solo che è morto un poeta.

sabato 29 novembre 2014

litanìa (litalìa)

La Sinistra Italiana.
Ciucciacazzi puttana.

La Lega di Salvini.
Manganelli e pompini.

Alfano, Fitto, Capezzone.
Tutti in rima con coglione.

Mariastella Gelmini.
Rima con Franceschini.

Movimento Cinque Stelle.
Arrabbiati senza palle.

I presidenti in pensione.
Mafiosi senza onore.

Il presidente ragazzo.
Baci pure questo cazzo.

La Base in azione.
Resta la masturbazione.

Portaborse senza nome.
Pronti a raccomandazione.

Elettori interessati.
Sempre buoni a dirsi incazzati.

Sindacati al lavoro.
Culattoni nel coro.

Gli Eroi della rivolta:
il Papa (!) ed ogni volta

poveri tossici disoccupati
cani ammazzati

per strada
nel silenzio

buoni poi per il Tg delle venti
per farvi Indignati contenti.

martedì 25 novembre 2014

il mondo visto dalla luna

Stasera, mentre aspettavo il bus per tornare a casa, ho visto un’arzilla vecchietta che calava giù con una corda una busta dal balcone e poi gridava ai passanti di sotto di prendere la busta, staccarla dalla corda, e poi appoggiarla a terra, vicino al portone del palazzo. Era la sua immondizia che faceva scendere così perché non aveva più forza nelle gambe per affrontare le scale. Tutti però passavano diritti e nemmeno sembravano vederla, o ascoltarla, come se lei gridasse da troppo lontano per farsi sentire. Solo io la osservavo, pieno di curiosità, dall’altra parte della strada, ma non riuscivo a trovare in me la voglia di accorciare quella distanza per darle una mano. Mi è venuta invece l’idea, osservandola, di scrivere una storia partendo da questo episodio. Ho trovato anche un titolo che mi ha gasato per tutto il viaggio in bus, mi ha gasato così tanto che quasi mi sono ritrovato a casa senza accorgermene. Eccolo: Il mondo visto dalla luna. Poi ho controllato e ho scoperto che, per quanto diverso dal mio, hanno già pubblicato un romanzo con lo stesso titolo: La terra vista dalla luna, di Claudio Morici, che a sua volta si ispira, nel titolo, a un omonimo film di Pasolini con Totò. Di solitudini così, insomma, è pieno il mondo. Sono tutte leggermente diverse nelle loro angolazioni, e tutte uguali se prese da una certa distanza.

nuovi libri 2: il libro di morgan

Esce in questi giorni, a cura di Marco Castoldi, il nuovo libro di Morgan per Einaudi Stile Libero, e devo dire che, anche se il titolo è stato parecchio criticato, secondo me è una gran furbata. Nel momento stesso in cui si fa paraculare così, allora tutti se lo ricorderanno. Insomma, a livello pubblicitario questo libro è già un successo... Bravo Morgan!

nuovi libri 1: american psycho

American Psycho di Bret Easton Ellis rivisitato nel 2010 da Mimi Cabell e Jason Huff per le edizioni Trauma di Vienna è uno straordinario esperimento meta-letterario. I due artisti si sono inviati l’un l’altro l’intero romanzo, una pagina per volta, attraverso la propria posta su g.mail. Chi conosce quel sistema sa che g.mail ha accesso ai contenuti sensibili delle mail, e attraverso il rilevamento di alcune parole chiave del testo propone una serie di pubblicità a tema legate ai contenuti del messaggio. Pertanto Cabell e Huff, per ogni pagina inviata, si sono segnati le singole pubblicità segnalate da google, hanno rintracciato le parole chiave del testo da cui sono scaturite, e hanno riedito il libro – la storia di un efferato serial killer – cancellandone completamente il testo, ma lasciando visibili solo le note, che sono appunto le pubblicità inviate da Google.