sabato 10 ottobre 2015

però so cantare

Nuovo spot con Bob Dylan, alle prese con Watson, intelligenza artificiale sviluppata da IBM.
Watson: «Ho letto tutti i testi delle tue canzoni.»
Bob Dylan: «Davvero li hai letti?» 
Watson: «Posso leggere 800 milioni di pagine al secondo.» 
Bob Dylan: «Sei veloce!» 
Watson: «La mia analisi mostra che i tuoi temi principali sono il tempo che passa e l’amore che se ne va.» 
Bob Dylan: «Beh, sì, mi sembra vero.» 
Watson: «Non conosco l’amore.» 
Bob Dylan: «Potremmo scrivere una canzone insieme.» 
Watson: «Però so cantare.» 
Bob Dylan: «Puoi cantare?» 
Watson: «Du bi bop, bi bop du.»

 

venerdì 9 ottobre 2015

icona

Fenomenale. Se cerchi Antonio Lillo su Google Immagini la prima foto che viene fuori (con tutte quelle di cui ho disseminato il web) è quella in cui sono nudo sulla tazza del cesso. Ma nemmeno Frank Zappa! Un giorno, quando sarò morto, sarà quella la mia icona, sono quasi certo. Sulla tazza scriveteci Europa.

lo sguardo dell'altro


il sindaco

Mi telefona il sindaco. Ha letto il mio libro. Mi dice che sono bravo ma pigro. "Come un gatto e di più..." Probabilmente ha ragione lui.

sudamerica

Mi ha appena scritto un avvocato sudamericano che mi ha trovato tramite Fb. Pare che io abbia lo stesso cognome del suo defunto cliente (morto in un incidente stradale con moglie e unica figlia), e mi chiede se sono disposto a dichiarare che sono un lontano parente rimasto in vita del fu cliente, per andare in sudamerica a reclamare la mia parte di eredità, che ovviamente ci divideremmo in due, io e l'avvocato, che mi aiuterebbe a disbrigare tutte le pratiche legali necessarie al riconoscimento... Che faccio? Vado?

di risvegli, ritratti, patate e coincidenze

Stamattina, appena sveglio, ho letto il commovente ritratto che Sergio Pasquandrea fa di Louis Armstrong nel suo libro Volevo essere Bill Evans (Fara 2014), raccolta di brevi testi sul jazz. Così mi è venuto da pensare a Woody Allen che in quell'altro commovente autoritratto che è Manhattan inseriva questo pezzo fra i motivi per cui vale la pena di vivere: Potato Head blues, uno dei primi capolavori di Armstrong, inciso nel 1927 dai suoi Hot Seven e che si avvale nell'intro di un favoloso interplay col clarinettista Johnny Dodds appena entrato nel gruppo, per poi dare spazio a 0.40 a uno dei più belli assoli registrati da Armstrong, senz'altro il più gioioso. Alcune di quelle piccole cose, insomma, per cui vale la pena di svegliarsi, e che mi andava di condividere con voi.
Ora che ci penso, questo post va dedicato anche a Marco Bertoli, che è in parte ispiratore del libro di Sergio e che proprio ieri pubblicava a sua volta un pezzo omaggio a Louis. Quando si parla di coinvidenze letterarie.

giovedì 8 ottobre 2015

anna lisa

dov'era aspra campagna e poi...

Dov’era aspra campagna e poi
ci hanno colato il cemento a farne
un ampio spiazzo senza fantasia
con in fondo una ferita ancora aperta
per piantarci un albero o forse un’aiuola
pareva tutto concluso.
Invece, se lo guardi dall’alto, non è.
Ci trovi le tracce di vita insospettabile:
i passetti sporchi di sabbia del gatto
notturno e l’ombra della cazzodda
che si muove, grigia anch’essa
e perciò mimetizzata.

mercoledì 7 ottobre 2015

7 ottobre


7 ottobre giornata epica, campale, da ricordare.
1) Per cominciare mi hanno chiamato dal Comune (!!!). Mi ha chiamato il nostro sindaco, per comprarsi il mio ultimo libro. Onore al merito del sindaco!
2) Poi un grande artista italiano (non anticipo il nome) ha accettato di fare la copertina del mio prossimo libro. Per cui ho il libro, ho la copertina, mi manca giusto un editore!
3) Nel pomeriggio sono stato coinvolto in un grande & bel progetto (di cui non so se posso dare ancora i particolari e per ora non li do) sull'amico Pasolini e che si terrà a fine novembre nel nord della Puglia e poi vi dico meglio.
4) Sergio Pasquandrea mi informa che la frangia indipendente della cultura perugina presto presenterà alcune mie poesie in una serata a tema sui poeti italiani ancora vivi e non posso che ringraziarli!
5) A fine mese sono a Montichiari per presentare finalmente il libro di Maria Nardelli e subito dopo a Noventa per ri-presentare Teo Custodero.
6) Per finire un mio amico ha vinto la sua lotta contro il cancro, e anche se questa è la notizia che, personalmente, mi riguarda di meno è quella che mi dà più gioia. C'è sempre speranza, nonostante fuori piova e piova. Non bisogna arrendersi mai.
O, come diceva Lyndon Johnson (immortalato da DFW nell suo racconto più bello): "Sempre tentare, sempre vincere!"

venerdì 2 ottobre 2015

il tic

Delle volte, a pensare che ho passato gli ultimi 5 anni a scrivere 3 libri uno più bello dell'altro, ma tutti quanti di poesia e per questo pochissimi li metteranno alla pari di un romanzo, persino del romanzo più scadente, certe volte se ci penso mi viene di pensarmi uno scrittore diversamente abile, e comincio per una sorta di tic a zoppicare vistosamente, a trascinarmi in giro, come se il mio stesso corpo, allarmato, non volesse seguirmi per la strada che ho preso.

una poesia di alfonso guida

Io non ho un pensiero politico. Sono privo di opinioni.
La Destra che è in tutti noi (così Pasolini), un po’ di sinistra, un po’ cristiano, cattolico, anarchico.
Nostalgia dell’umanità.
Linciaggio non finito delle opere d’arte del tempo.
Io non amo gli stucchi, io amo le crepe.
E se una persona ha ferite riconosco e mi sento meno solo.
Non credo nei partiti, come Kafka, tanto meno nelle coalizioni.
Nessun profondo sentire alto accomuna i fantasmi che si aggirano tra le stanze del potere. E c’è chi ne vuole.
Sto lontano da ogni trono e da ogni poltrona.
Ho un letto, a volte con un corpo non mio.
E un ragazzo poche sere fa mi ha sussurrato andando via nel buio: “ciao, infinito”.
Io vivo di queste umiltà. E se ne parlo non è per superbia.
La giornata è afosa.
Un libro di metrica arancione, il caprifoglio secco di giugno nel quaderno.

[inedita]

mercoledì 30 settembre 2015

il fusinato

Saba è nato a Trieste nel 1883. Il 1883 è stato – secondo il Pancrazi – un anno fausto per la letteratura italiana. Nacquero in quell’anno, oltre ad una delle opere più celebri di Gabriele D’Annunzio, Saba, Gozzano e Pinocchio. Siamo molto in dubbio che la nascita di Guido Gozzano rappresenti, per la letteratura italiana, una fortuna maggiore di quella che sia stata, al tempo delle belle cose di pessimo gusto, la nascita del Fusinato*, col quale il Gozzano ha grandi, fino ad ora insospettate, parentele; ma ringraziamo l’illustre critico per Saba ed anche per Pinocchio. 

[Umberto Saba, Storia e cronistoria del Canzoniere] 

*Arnaldo Fusinato, poeta risorgimentale di cui restano alla nostra memoria solamente due versi, ma lo restano in maniera indelebile. I due versi sono: «sul ponte sventola / bandiera bianca» usati da Battiato per la celebre canzone. Le vie della poesia (come quelle di Pinocchio) sono infinite.

martedì 29 settembre 2015

cosa mai potrà portarci il tempo...

Cosa mai potrà portarci il tempo
se non il rinsecchirsi delle dita ed il silenzio
più buio nel lento avanzare dell’inverno?
Non certo l’esperienza od il conforto
di un ultimo improvviso amore offerto
a un cuore più maturo. Ecco. Noi qui
si vive soli per sentirsi meno soli
di fronte alla speranza che tradisce.
Perché soltanto attraverso la poesia
ritorna tra le dita il verde che non tace.

venerdì 25 settembre 2015

il suicidio di babbo natale

«Mi raccontava Capossela che anche suo padre, visto che non c'erano soldi per fare i regali di Natale, piuttosto che deluderlo dicendo che Babbo Natale non esisteva, una sera è uscito col fucile, ha sparato due colpi in aria, poi è tornato dentro e gli ha detto: Babbo Natale quest'anno non porta i regali perché si è suicidato.» 

[Fabio Genovesi durante la presentazione di Chi manda le onde, ieri a Martina Franca, riportato a memoria]

giovedì 24 settembre 2015

una prole testarda

Talvolta
quando scrivo in curdunnese
lingua del paese in cui io sono
lingua un po’ di padre un po’ di madre
(allevati in campagna con accenti diversi
e a nozze accasati nel centro)
talvolta se scrivo mi sento un profugo in patria
che cerca d’esprimere mondi
limitato nel gergo nei modi
dalla sua povertà d’espressione
costretto da politica e scuole
all’autoepurazione dal dialetto
dalla sua storia non statale
ma orgogliosamente laterale mi costa
ogni parola
trovarla nel buio una fatica di madre
che concepisca una prole testarda
scontrosa e gracile al peso
ma tenacemente attaccata alla vita.