Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 31 agosto 2022
bheki mseleku
Quella di Bheki Mseleku è la storia di un musicista nero, nato in Sudafrica e con un padre violento, che si mette in cammino per trovare un proprio posto nel mondo e lo trova quando torna a casa. Infatti, i suoi dischi più belli sono il primo (Celebration) e l’ultimo (Home at last). In mezzo l’Inghilterra e l’America, un contratto discografico con la Verve, le collaborazioni con Joe Henderson, Abbey Lincoln, Pharaon Sanders, Charlie Haden. Quando Bheki Mseleku torna in Africa, sperando di mettere a frutto il suo talento e l’esperienza maturata all’estero, non se ne accorge nessuno. La sua musica non interessa il mercato discografico. La sfortuna lo perseguita: gli svaligiano la casa derubandolo persino del suo cimelio più prezioso, regalo di Alice Coltrane, il bocchino del sax con cui John Coltrane aveva inciso A love supreme. Il resto lo fa il diabete. Muore a 53 anni, lasciando un disco di inediti che verrà pubblicato quasi vent’anni dopo la sua incisione (Beyond the Stars) e nove figli, l’ultimo dei quali, piccolissimo, ha chiamato Nirvana.
arroganza
Continuo a pensare a una cosa che ha scritto Serra – che pure rispetto molto – qualche giorno fa in risposta a un lettore che gli diceva che di non sentirsela più di andare a votare. Serra da una parte scrive di capirlo, dall’altra dice che il Centrosinistra non ha le stesse colpe del Centrodestra (Berlusconi in primis) quindi si può anche votare, e non farlo è lecito ma è in fondo un atto di arroganza perché vuol dire che ci si crede un poco superiori a chi si candida, mentre la politica è anche un venire a compromessi per il bene comune. Sarà. Io ci penso e ci ripenso e anche se è vero che il Centrosinistra non è il Centrodestra (fra la brutta copia e l’originale vince sempre l’originale) è anche vero che sono più di vent’anni che vengo a compromessi e un po’ mi sono rotto. Possibile che ogni volta la parte del gigante che si prende sulle spalle il nanerottolo di turno la devo fare io? Possibile che non sarà mai il contrario e uno più alto di me mi prenderà sulle spalle per farmi vedere un altro orizzonte? È chiedere troppo alla politica? Perché io non vedo nulla, a forza di compromessi mi è venuta la gobba.
martedì 30 agosto 2022
la zanicchi a locorotondo
Oggi nel mio grato paesino c’era Iva Zanicchi che presentava il suo libro in villa con tanto di bodyguard imponenti. Per questo, con sano spirito emiliano, ogni tanto provava a coinvolgere il pubblico, per lo più di una certa età, dicendo quanto è bello Al Bano e ribadendo più e più volte – tipo mantra selvaggio – Mi raccomando comprate il mio libro, comprate il mio libro, comprate il mio libro, comprate il mio libro, comprate il mio libro. Nel caso non fosse chiaro il motivo della sua visita. La gente però stava lì sperando che si mettesse a cantare. Dietro di me due vecchietti, forse un po’ annoiati ma arzilli, hanno cominciato a sfottersi. Accattete u livre. No, accattatille tu. Stè vinte eure. Pe vinte eure me fazze fè nu margele. Più o meno è tutto dalla terra del bellissimo Al Bano.
lunedì 29 agosto 2022
vedi come gira il mondo
Ieri, su un sito ecologista, leggevo una notizia che credo sia una fake di quelle che riciclano all’infinito, ma ha il suo fascino, in cui un prof americano parla dell’esperienza di alcuni bambini portati in gita in un mattatoio, alla scoperta dei metodi di produzione alimentare. La settimana prima sono stati in una fabbrica di cioccolato, quella dopo vanno nel mattatoio. Da Willy Wonka ad Auschwitz nel giro di una settimana. Il prof osserva, con un misto di stupore e compiacimento sadico, come i bambini messi di fronte al reparto soppressione dei capi e poi macellazione delle carni hanno avuto delle violente crisi isteriche, piangevano, vomitavano. Com’è potuto succedere, si chiede il responsabile del reparto macellazione, eppure gli impianti erano perfettamente a norma, tutto igienizzato. E aggiunge il prof la cui saggezza sfiora punte di cinismo senechiano: è ora che quei bambini capiscano che cosa stanno mangiando e come gira il mondo. È un raccontino talmente paradossale che sono invidioso di non averlo scritto io. Sulla stessa scia, sempre ieri leggevo un post, questo certamente vero, del prof. Tozzi che dice di essere andato a parlare con Jovanotti in merito alla questione delle spiagge, riuscendo a costruire con lui un dialogo civile “come a volte succede fra sapiens” (questa espressione per me è bellissima) e subito sotto il post c’erano una lunga serie di commenti, alcuni di apertura altri di rimprovero, di persone che scrivevano: Lei mi ha molto deluso, pensavo che sarebbe andato lì a dirgli che pezzo di merda è, oppure: Ecco, anche lei si è lasciato comprare. Insomma, altro che salvare il mondo con la comprensione e il dialogo. Portate i vostri figli nei mattatoi, ascoltatemi, capiranno come gira il mondo.
domenica 28 agosto 2022
schiattare
Da un po’ di tempo, mi accorgo, c’è gente che sta leggendo i miei libri. Me li chiedono addirittura, e non sono nemmeno parenti. Io mi stupisco, e poiché gli unici poeti letti sono i poeti morti lo prendo come un segno che il conto alla rovescia è cominciato. Oggi sono 25. Ma domani, quanto è vero che è un meccanismo perfetto, come sfioro le 250 copie vendute di sicuro schiatto.
lepre. neve. poetica
di Michael Krüger
1
Ora il campo davanti ai miei occhi è bianco
e compatto, e se qua e là non ci fosse qualche
stelo scuro, che esausto si fa strada
in quella distesa uniforme, io potrei
parlare di due mondi come tante
poesie sulla neve, che descrivono
con stupore lo spettacolo della natura: confidando
nel fatto che dopo il disgelo apparirà ancora qualcosa
di essenziale. L’elemento chiaro, puro,
senz’ombra, la forza del silenzio: tutto ciò
è noto, e anche il colosso dormiente
che s’alza e abbassa debolmente al ritmo
d’un leggero respiro. Ora potrei, sedendo
al sicuro dietro la finestra, descrivere
il mondo com’esso è realmente.
2
Non posso, perché ora una lepre
brucando saltella sopra il bianco lenzuolo, troppo debole
per farcela su questo pendio nevoso, penso io.
Cerca in questo bianco presente l’ingresso
agli inferi. Saltella giù per le balze
dove prima c’erano sentieri. Ora si rizza,
per avere una visuale migliore, guarda –
verso di me. È come se in lei fosse nascosto
un secondo animale che vuole parlarmi al più presto.
Io guardo altrove. La lepre saltella oltre
e scopre infine una traccia, la traccia
della lepre che sta seguendo con zelo. È ormai
buio, presto sarò placato, la luce
della lampada fa sparire la natura,
sparita è la scrittura ballerina della lepre.
3
Bianca come la neve è la carta,
su cui io ora riporto i ghirigori
dell’animale, bianca come una storia, analogie,
bianca come la scrittura in cui m’imbatto,
che seguo solerte, bianca come il mondo,
bianca come una poesia di neve, bianca come la morte,
che è da riscrivere in quest’inverno.
(da Zoo, trad. Luigi Forte, in Di notte tra gli alberi, Donzelli, 2002)
1
Ora il campo davanti ai miei occhi è bianco
e compatto, e se qua e là non ci fosse qualche
stelo scuro, che esausto si fa strada
in quella distesa uniforme, io potrei
parlare di due mondi come tante
poesie sulla neve, che descrivono
con stupore lo spettacolo della natura: confidando
nel fatto che dopo il disgelo apparirà ancora qualcosa
di essenziale. L’elemento chiaro, puro,
senz’ombra, la forza del silenzio: tutto ciò
è noto, e anche il colosso dormiente
che s’alza e abbassa debolmente al ritmo
d’un leggero respiro. Ora potrei, sedendo
al sicuro dietro la finestra, descrivere
il mondo com’esso è realmente.
2
Non posso, perché ora una lepre
brucando saltella sopra il bianco lenzuolo, troppo debole
per farcela su questo pendio nevoso, penso io.
Cerca in questo bianco presente l’ingresso
agli inferi. Saltella giù per le balze
dove prima c’erano sentieri. Ora si rizza,
per avere una visuale migliore, guarda –
verso di me. È come se in lei fosse nascosto
un secondo animale che vuole parlarmi al più presto.
Io guardo altrove. La lepre saltella oltre
e scopre infine una traccia, la traccia
della lepre che sta seguendo con zelo. È ormai
buio, presto sarò placato, la luce
della lampada fa sparire la natura,
sparita è la scrittura ballerina della lepre.
3
Bianca come la neve è la carta,
su cui io ora riporto i ghirigori
dell’animale, bianca come una storia, analogie,
bianca come la scrittura in cui m’imbatto,
che seguo solerte, bianca come il mondo,
bianca come una poesia di neve, bianca come la morte,
che è da riscrivere in quest’inverno.
(da Zoo, trad. Luigi Forte, in Di notte tra gli alberi, Donzelli, 2002)
sabato 27 agosto 2022
titoli
Leggi i titoli dei giornali stamattina e l'ex Ilva di Taranto sembra diventata la nuova Alitalia, dove buttano miliardi per tenere aperta una struttura che andrebbe invece chiusa. Così non è più difesa del lavoro, è accanimento terapeutico.
venerdì 26 agosto 2022
essere interessanti
Leggevo un paio di giorni fa una ricerca dove dicevano che chi legge libri scrive post in media più interessanti, per contenuto e forma, di chi legge esclusivamente contenuti social, che è pur sempre attività di lettura. Quindi, quando mi dicono che io scrivo post interessanti, la verità non è che io sono interessante, anzi in realtà sono una persona abbastanza noiosa, ma che leggo libri. Io per questo dico sempre a tutti i miei contatti: leggete libri anche voi, così scrivere post interessanti, e visto che siete anche più belli di me, sarete belli e interessanti, che poi è il massimo che si possa chiedere sui social.
giovedì 25 agosto 2022
breve avventura quasi erotica in ufficio
Ora di pranzo, viene a cercarmi una tipa, è un grafico che vuole mostrarmi i suoi lavori per future collaborazioni, è tardi ma è venuta fin qui, quindi li guardo, ma le ripeto più volte con chiarezza che non ho bisogno di un grafico. Lei parla e parla e non mi guarda mai in faccia, muove un sacco le mani, non porta il reggiseno. Le chiedo vuoi mangiare con me? No. C'è qualcosa che non va? No. E non mi guarda mai in faccia, parla senza dire nulla di importante, va avanti così per mezz’ora, io guardo l’ora, ogni tanto dice me ne devo andare, e non se ne va, poi si mette a passeggiare per la stanza con una vaghezza un po’ studiata, arriva in fondo alla stanza, si mette in un angolo senza guardarmi, senza spostarsi dall’angolo, a voce sempre più bassa, bisbigliando, tanto che devo avvicinarmi per sentirla. Non la capisco, le dico: ma che vuoi scopare? E lei no, no, sono fidanzatissima, no, non posso, no. E allora scusa, è tardi, non vuoi mangiare con me, non hai particolari problemi, non vuoi scopare, cos’è che vuoi? Mi risponde: Senti, la verità è che ho bisogno di lavorare, se non ti serve un grafico non è che posso venire a lavarti il pavimento e le scale?
la situazione a un mese dalle elezioni
Io sono malato. Mio padre è malato. Mio zio è malato. Mia zia non è malata ma ieri è inciampata in una buca per strada e si è fatta male al ginocchio. Volevamo portarla in ospedale, che qui non c’è più, è nel paese vicino, ma lei ci ha detto no, e poi chi sta con vostro zio (che è allettato), per cui è tornata zoppicando a casa. Io più vado e più vedo tutti ammalarsi. Ognuno ha le sue teorie per questo: mio padre si è convinto che è stato il vaccino a precipitarlo nel male, il mio amico Martino allarga il tiro, lui pensa che è nel cibo che mangiamo e nell’aria che respiriamo che è nascosta l’insidia. Se il mondo intero è malato non puoi che ammalarti anche tu che sei nel mondo, sei parte dell’ecosistema, e io gli do ragione. Ci sono cure? Una volta Johnson, emigrato dal Ghana che è stato per poco mio allievo, mi disse una cosa: Ognuno deve prendersi cura di sé per essere benedetto da Dio. Ognuno deve fare la sua parte per sé e per gli altri, impegnarsi il doppio. Ieri Draghi – che per un certo periodo è stato incensato del titolo di Superuomo – ha detto, con la faccia tosta di uno Schettino, che il paese è malato ma in qualche modo ce la farà. O come mi dice il medico scherzando: finché non diventi giallognolo vai tranquillo, c’è speranza. La colpa, dal mio punto di vista, non è nemmeno di Draghi, non ha chiesto lui di stare lì, lo hanno tirato per la giacca quelli che erano lì prima di lui e ora ci chiedono il voto per far meglio di lui con identica faccia tosta. Altri sono disposti a scordarselo questo, io no. Io vedo solo malattia, non cura, non speranza. E penso che chi continua a fidarsi senza tregua delle solite facce (“che a vederle fanno schifo”, Gaber) si merita la malattia e l’estinzione. E infatti.
mercoledì 24 agosto 2022
devianza
Prima in treno un gruppo di ragazzine ha preso una loro compagna, l'hanno messa al centro del vagone, l'hanno fatta piegare su se stessa e hanno cominciato a gridarle contro CAGA CAGA CAGA CAGA incitandola in maniera abbastanza violenta ma sempre ridendo come matte. Non si capiva più se era uno scherzo o volevano davvero che si cagasse addosso. Siccome Devianza come parola ormai è bruciata, sto cercando un sinonimo adeguato.
le lingue
Io da ieri ho scoperto di essere un (quasi) hikikomori e manco lo sapevo. Pensa te, io usavo il termine misantropo, e invece era una cosa più moderna, giapponese. Mi serviva la Meloni per scoprirlo. Bisogna ricominciare dallo studio delle lingue, se no dai problemi non si esce.
martedì 23 agosto 2022
quattro anni persi
Proprio di oggi, nel 2018, veniva dato l’annuncio in grande dell’inizio dei lavori per l’ammodernamento ed elettrificazione della Ferrovie Sud Est che massimo in due anni avrebbero rilanciato, velocizzandoli, i trasporti sulla tratta Valle d’Itria-Bari. Di anni ne sono passati 4 e il servizio fa molto più schifo di prima. Quello su treno è diventato impraticabile avendo raddoppiato i tempi di percorrenza (tre ore!), e quello sostitutivo con autobus è inaffidabile: corse cancellate all’improvviso, cattiva segnalazione delle fermate, intere fasce orarie non coperte o approntate con tre (tre!) cambi di mezzi per fare appena 70 Km. E non sono certo l’unico che se ne lamenta, ma ovviamente nella terra del sole e dei fichi secchi le lamentele dove finiscono? Non parlo nemmeno del deficit per molti turisti – visto che il turismo è la nuova religione – che affittano qui confidando di muoversi coi mezzi e poi si scoprono bloccati, forse per farsi meglio spennare come si fa negli allevamenti intensivi. Ma anche per i residenti. Alla fine a chi vive qui conviene sempre prendere l’auto e scendere alle stazioni di Fasano o Monopoli o andare direttamente a Bari, quindi dall’auto non ti scolli, e tutto questo mentre nel resto del paese si predica la riconversione ecologica con un maggiore investimento nel trasporto pubblico; che in effetti da noi c’è stato, e come al solito non si è visto.
lunedì 22 agosto 2022
piscia
Sarà
che siamo alla fine dell'estate, sarà che sono uscito poco, ma negli
ultimi giorni che sono salito in paese ho continuato a chiedermi cos'era
quella puzza sottile che sentivo in ogni strada. Siccome sono tardo ci
ho messo tre giorni per capirlo: è piscia di cane. Me lo avevano anche
detto, ma distratto come sono ho dovuto aspettare che impregnasse i muri
per accorgermene. L'altra sera il dott. De Michele a chi gli chiedeva
cosa ricordava della sua infanzia in paese diceva
l'odore delle polpette fritte nei giorni di festa. Era l'odore gioioso
della povertà, ora sostituito dalla puzza acidula del nostro successo.
Del resto pisciapizzuli si era allora e pisciati agli angoli si è
adesso, sempre lì stiamo. Nella piscia.
venerdì 19 agosto 2022
fantasma
Fantasma
(1922) di Murnau sviluppa in due ore circa una storia appassionante ma
che ha dell’incredibile. Giovane integerrimo poeta sogna – e le scene
oniriche sono il fiore all’occhiello del film – il grande amore e di
pubblicare il suo libro. Per questo va da sua zia che fa l’usuraio e
chiede un prestito per stampare il libro che la zia, desiderosa di un
riscatto sociale, incredibilmente concede. Ma il poeta, lasciandosi
corrompere dal denaro, scorda i suoi buoni propositi e spende
tutto con una puttana. La zia usuraio venutolo a sapere lo minaccia: o
restituisce i soldi oppure lo denuncia. Offre addirittura una terza
alternativa: chiede i diritti sulle vendite del libro, cosa che ti fa
chiedere quanto cacchio vendevano i libri di poesia ai primi del 900 in
Germania. Ma il poeta confessa che è stato tutto un bluff, non c’è
nessun libro, nessun riscatto sociale per la zia usuraio che si adira.
Il poeta e il suo complice provano prima a rapinare la zia di notte e
poi, scoperti, la uccidono, finendo in prigione. Insomma, in quella
sorta di confusione dei ruoli di cui il film è zeppo, viene fuori che
l’usuraio era quasi il buono e il poeta il quasi cattivo della storia.
Poveri poeti! Nota da segnalare, la sceneggiatura assai intricata e
piena di colpi di scena che rimandano al feuilleton è opera di Thea von
Harbou, moglie di Fritz Lang. Si vede e bisogna dargliene atto, perché –
a causa delle sue simpatie naziste – si tende a scordare il suo ruolo
fondamentale nell’evoluzione del cinema espressionista tedesco, e non
solo per aver scritto Metropolis.
mercoledì 17 agosto 2022
una bella storia con un risvolto buffo e un lieto fine
Mi ritrovo linkato in una serie di storie su IG da parte di alcune ragazze che non conosco ma hanno condiviso delle pagine da un mio vecchio libro (Rivelazione) uscito circa dieci anni fa e che pensavo ormai introvabile. Lo è, infatti chiedo loro dove lo hanno preso e mi rispondono di averlo pescato in un mercatino dell’usato, ma se ne sono innamorate al punto da condividerlo e fotografarne le pagine preferite. Sono molto lusingato, anche quando mi rivelano il risvolto buffo della medaglia, ovvero che per non si sa quale preciso motivo all’inizio mi credevano molto vecchio oppure già morto, uno di quegli autori passati in sordina nella nostra storia letteraria, come in effetti mi sto avviando ad essere. Poi però mi hanno scovato sui social e quindi questa storia ha un lieto fine: sono ancora vivo.
le tradizioni
Ma poi com’erano questi fuochi di San Rocco? – Non li ho visti. – Ma come, non li hai visti? – Non me ne frega nulla dei fuochi di San Rocco. – Madonna, ma che curdunnese sei che non hai visto i fuochi di San Rocco? – Ma perché, a te interessano i fuochi di San Rocco? – A me no, ma con tutto il casino che si fa ogni anno, e quelli che tornano per le vacanze, e gli ospiti a casa, e il pranzo di San Rocco, e l’attesa dei fuochi, e dobbiamo salire per i fuochi, e dove parcheggiamo per i fuochi, e guarda come sono belli i fuochi, io non ce l’ho il coraggio di dire che a me dei fuochi di San Rocco non me ne frega nulla…
martedì 16 agosto 2022
la violenza
Ieri un mio amico mi raccontava che è stato quasi messo sotto da un’auto mentre attraversava sulle strisce. Si è scansato facendo un gesto in cui mandava al diavolo il conducente. L’auto si è fermata per strada e il conducente è sceso per litigare, gridando in faccia al mio amico che a lui nessuno lo manda affanculo. L’altra settimana un altro mio amico in vacanza è stato picchiato davanti alla famiglia per essersi lamentato con uno che gli aveva bloccato l’auto nel parcheggio. Ieri ho letto la notizia di un ragazzo pestato in Calabria per aver guardato un minuto di troppo una ragazza del posto. Però oggi in Tv c’era la notizia di due rapper del nord che si riprendevano fieri mentre minacciavano un nero alla stazione coi coltelli e gli sfasciavano la bici. Pochi giorni fa c’è stato quell’uomo di colore ucciso in un comune del centro Italia mentre intorno riprendevano l’omicidio coi telefoni senza intervenire. E poche ore dopo si parlava della ragazza di colore picchiata dal suo capo per essersi lamentata di essere stata pagata meno del pattuito. Questo è successo soltanto nelle ultime due settimane. Poi dicono che non c’è un problema di violenza in giro, che sono casi sparsi, pochi fratelli Bianchi a fronte di una popolazione in fondo amichevole, fraterna. Eppure io ogni giorno vedo i toni inasprirsi, le mani scattare incontrollate. E noi stiamo qui a parlare del pericolo fascista della Meloni, senza considerare che pericolosa non è la Meloni in sé, ma chi la vota. E chi la vota ormai sono una maggioranza sempre più frustrata e sempre meno silenziosa. Sempre più libera di dare sfogo alla propria rabbia fomentata da atteggiamenti voyeurustici. Il vero problema è che si potrà mandare a casa la Meloni un giorno, ma quella maggioranza lì rimane e cresce, non te ne liberi così facilmente, fa parte di te, della tua famiglia, è il tuo vicino di casa, il tuo collega di lavoro, quello con cui giochi a calcetto o a tennis il venerdì sera, quello che ti offre il caffè al bar e tu lo guardi e dici ma sì, in fondo è una brava persona.
son rocco
Prima
è passata la Diana e poi è cambiato il vento. Quando è cambiato il
vento si è portato via le sedie di vimini davanti a casa e allora mi
sono messo a correre per strada per recuperare le sedie. Il mio San
Rocco è cominciato così, con una corsa alle sei del mattino che non
faccio nemmeno nei feriali. Quando sono rientrato il gatto si era messo
al centro del letto e allora che vuoi fare, per non disturbarlo mi sono
messo a dormire sul divano. Allora il gatto è sceso dal letto ed è
venuto a dormire sopra di me.
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