Sono tre giorni che non esco di casa. Leggo Pasolini, guardo film di Pasolini, leggo Malaparte, ascolto Nina Simone, leggo libri di oscuri poeti dialettali, scrivo recensioni, prendo appunti per nuovi progetti, riscrivo da capo cose già scritte, piove e con la scusa non esco più di casa. Morirei qui, se potessi. Mi aggiro come un fantasma in pigiama fra il pc e il letto. Faccio una vita piattissima, insomma, e non mi dispiace. Mia madre è convinta che sto perdendo la voglia di vivere, e se non l'ho già persa, la perderò a furia di guardare certi film. Mio padre invece sfotte: "Che se almeno ti guardavi Lino Banfi, te le facevi due risate! È anche pugliese Lino Banfi, con lui giochi in casa. Ma vuoi mettere Pasolini con Lino Banfi?" Intanto la vita mi guarda, da dietro la finestra, e ha gli occhi del gatto che brillano quando gli sorrido, poi si struscia contro il vetro cercando di raggiungermi. Io mi bevo un altro amaro.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 6 marzo 2015
giovedì 5 marzo 2015
pensiero del giorno sulla scrittura (2)
Per fortuna che non ho figli. Pensa se ne avessi uno, dovergli spiegare che sto perdendo un giorno prezioso della mia vita per contenere un poeta dialettale che usa i puntini di sospensione (ma solo quelli) con la stessa libertà espressiva di Céline. Ieri mi ha scritto una ragazza per farmi leggere delle sue cose. A un certo punto della mail mi ha chiesto se, come la rimprovera suo padre, voler scrivere è una perdita di tempo. In un impeto di commozione stavo per dirle che no, non lo è mai. Poi mi sono fermato, per cautela. Oggi mi sento di dirle che mettere il cuore nelle cose che si fanno, impegnarsi al di là del risultato, quello non è mai sbagliato. Sullo scrivere, e su tutto ciò che scrivere comporta, invece, c'è molto da discutere.
pensiero del giorno sulla scrittura (1)
Mi accorgo che la vita di uno scrittore è fatta delle storie che ha scritto ma soprattutto di quelle che non ha scritto, che spesso vorrebbe ma non riesce a scrivere. Io ad esempio è quasi un anno che ho in testa una storia bellissima, che mi sono sognato fin nei minimi particolari, eppure non riesco a metterla su carta. Ogni tanto ci provo, comincio, ma mi areno dopo appena due o tre pagine e ogni volta sento di non aver ancora trovato la voce giusta, così cancello tutto, disgustato. Intanto scrivo altre storie, meno importanti, scrivo di qualsiasi cosa mi emozioni, ma alla storia che ho più a cuore di tutte non riesco proprio a dar forma.
lunedì 2 marzo 2015
domenica 1 marzo 2015
morte di un account
Tutti i giorni qualcuno muore sui social, chiude il suo account e addio, proprio come nella vita reale. Così uno potrebbe anche dire che è stata una buona cosa, che c’è una vita là fuori che lo aspetta. Eppure conosco molta gente che non ha nessuna vita là fuori ad aspettarla, né amici, né salute, né possibilità, né speranze. Ogni volta che qualcuno muore sui social io mi chiedo sempre che è successo. Se ha vinto il luogo comune che da domani per lui/lei ci sarà una vita migliore, in cui noi ombre non siamo comprese. Oppure se ha ceduto alla disperazione, gli è partito il cuore, o il fegato, una vena capillare, una qualche rotella, e se si è spento con l’ansia alla gola, o col veleno, oppure nella rabbia più nera, o è morto con onore venendo a patti col proprio silenzio. Non c’è modo di accertarsene, resterà il mistero, come quando viene a mancare una persona che vedi tutte le mattine alla fermata del bus, e poi un bel giorno, senza preavviso, sparisce per sempre. Così, certo, uno potrebbe anche dire che come al solito sono io che sto esagerando e per quel povero account sono oltremodo pessimista. Eppure c’è un sacco di solitudine in giro, molta più solitudine di quella che siamo disposti ad accettare, o perdonare agli altri.
sabato 28 febbraio 2015
voce
Più frequento il mondo delle lettere e meno me ne sento parte. Il che per certi versi è ridicolo, perché non so fare veramente altro. Eppure ci sono volte che mi pare di non appartenergli, persino quando mi cerco nel dizionario alla voce infiltrato.
venerdì 27 febbraio 2015
ieri
Ieri e poi anche oggi
volevo non esserci per gli altri
restarmene lontano da chiunque ma nel mondo
una cosa discreta
come quando piove
e tutti stanno chiusi in casa o nelle auto
e tu passeggi da solo
sotto l’ombrello
e l’unico altro che ti vede
è il cane che dorme dietro la posta.
volevo non esserci per gli altri
restarmene lontano da chiunque ma nel mondo
una cosa discreta
come quando piove
e tutti stanno chiusi in casa o nelle auto
e tu passeggi da solo
sotto l’ombrello
e l’unico altro che ti vede
è il cane che dorme dietro la posta.
giovedì 26 febbraio 2015
mercoledì 25 febbraio 2015
al centro di tutto
Ho sempre più la convinzione che molti dei nostri problemi come Stato ci vengano dal fatto che a scuola ci propinino da decenni che le opere maggiori della nostra letteratura sono I promessi sposi, con la sua assoluta fiducia nella provvidenza divina e della storia, e La divina Commedia, che ha sempre Dio al centro di tutto, come meccanismo perfetto e giusto dell'orologio universale. Invece è Il Principe, che al centro di tutto non ha Dio e nemmeno il potere, ma soltanto l'uomo e la spietata necessità del fare per non soccombere al caos.
good!
A G.L. RONDI
Sei così ipocrita, che come l'ipocrisia ti avrà ucciso,
sarai all'inferno, e ti crederai in paradiso.
[Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, 1961, Garzanti, pag. 137]
Ieri l'ho letta in classe e un ragazzo pakistano mi ha detto: "Good! Come si chiama questo?" poi si è segnato il nome sul quaderno. Pasolini è ancora giovane, parla ai giovani, e gira per il mondo.
poeta come puoi, mi dice...
Poeta come puoi, mi dice
toccare così i cuori
dei vicini, dei tuoi simili
e pretendere poi che non ti
odino, che non ti amino
per come li hai toccati. Il cuore
li rivela. Un poeta
non passa indifferente.
toccare così i cuori
dei vicini, dei tuoi simili
e pretendere poi che non ti
odino, che non ti amino
per come li hai toccati. Il cuore
li rivela. Un poeta
non passa indifferente.
martedì 24 febbraio 2015
biglietto alle persone che mi hanno tradito
Miei cari Tommasino, Margherita, Marcello, e voi due Patrizia e Giovanni, non ho molto da dirvi, ma se vi metto insieme nello stesso biglietto è solo per dimostrarvi come ormai siete solo un elenco vuoto. Ho fatto a meno di voi, e adesso libero dalla vostra presenza faccio i vostri nomi vuoti, per dire a tutti che ci siete stati ma senza lasciare un briciolo di ricordo. Dunque salve, e addio.
anche
Certe volte leggo alcuni scrittori pluripubblicati, pluripremiati dalla critica, plurivenduti, e non capisco una mazza di cosa hanno scritto, o faccio una fatica incredibile per capirlo. E mi chiedo se capita anche agli altri di non capirli, o se capita anche con me, che uno delle volte non mi capisce. E mi chiedo anche come fanno a vendere tanto.
promo
Promo del prossimo disco del mio amico Donato Fumarola, dedicato ai bambini vittime della guerra. Nel coro di questo pezzo, fra l'altro, ci canta anche mio fratello, che in qualche modo riesce a non farsi vedere.
lunedì 23 febbraio 2015
l'anno prossimo
Sto pensando che ho 38 anni appena compiuti, nessun lavoro certificato, nessuna possibilità di andare in pensione. L'anno prossimo nel mio paese ci sono le elezioni. Quasi quasi faccio come tutti e mi candido. Ai miei eventuali elettori prometto che con me i consigli diventeranno comprensibili a un italiano medio.
sabato 21 febbraio 2015
tre consigli di lettura con tre estratti (per gradire)
Primo consiglio, dal blog di Paolo Nori, un articolo molto divertente, pubblicato ieri su Libero, sui presunti rapporti fra Dostoevskij, Matteo Renzi e la bellezza.
Del soggiorno di Dostoevskij a Firenze, io avevo letto, qualche anno fa, in un libro di Matteo Renzi intitolato Stil novo che era praticamente un saggio sulla bellezza pieno di frasi stupefacenti, come per esempio: «Dobbiamo avere la forza di sconfiggere il pensiero debole dei poteri forti, o presunti tali». Oppure: «Diciamoci la verità, a Firenze ci sono cose meravigliose, che spaccano il pensiero». [...] O, ancora: «Io sono convinto che Dante era di sinistra, anche se non lo sapeva».
Secondo consiglio, dal sito di Internazionale, un bel pezzo a cura di Giuseppe Rizzo sulla corrispondenza e la vita vera e segreta dello scrittore americano John Cheever. Tenere e violente insieme.
Caro ____,
questa mattina mi sono svegliato con un uccello duro e bagnato ed è bagnato anche adesso, dopo avere parlato con te, ma non solo per questo (…) è il ridere e lanciare palle di neve, è sentire te che ti lamenti della mia tosse da fumatore e delle dimensioni del mio uccello, è il tornare a ___ con te al volante e io nascosto nel sedile posteriore tra i panni da mandare in lavanderia. Ho pensato per un anno che un simile amore debba essere perverso, crudele e invertito ma non riesco a trovare alcuna traccia di ciò nel mio amore per te. Mi sembra naturale e semplice come passare un pallone da football in una bella giornata di ottobre (…)
Con amore, John
Terzo consiglio, stavolta di un libro cinico e stupendo, stupendamente scritto, e per molti anni passato sotto censura per come parlava, lui per primo, della fine della civiltà europea, Kaputt di Curzio Malaparte.
Poi, a poco a poco, il cielo si spense, la pioggia a un tratto cessò, la luna apparve in uno squarcio delle nuvole: sembrava un paesaggio dipinto da Chagall. Il cielo ebreo di Chagall, popolato di angeli ebrei, di nuvole ebree, di cani e di cavalli ebrei, dondolantisi a volo sulla città. I suonatori ebrei di violino seduti sui tetti delle case, o librati in un cielo pallido a picco sulle strade, dove i vecchi ebrei morti giacciono sul marciapiede fra i candelabri rituali accesi. Le coppie d’amanti ebrei distesi a mezz’aria sull’orlo di una nuvola verde come un prato. E sotto il cielo ebreo di Chagall, in quel paesaggio di Chagall illuminato da una tonda luna trasparente, salivano dai quartieri di Nicolina, di Socola, di Pacurari, un clamore confuso, un crepitio di mitragliatrici, i tonfi sordi delle bombe a mano.
«Ohi, ohi, ohi, ammazzano gli ebrei» disse Marioara, trattenendo il respiro.
[Curzio Malaparte, Kaputt, 1950, Adelphi, pag. 148-149]
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dialoghetto sui sogni e sull'amore
LEI. Madò, Lì, stamattina mi sono svegliata con la convinzione che stavamo ancora insieme. Madò che ansia. Ero proprio convinta.
LUI. Io stamattina mi sono svegliato con la convinzione di essere ricco. La notte è un brutto posto, davvero. Si sognano un sacco di cose.
LEI. Sì, menomale che stamattina c’è il sole.
(Nello stesso momento, su un’altra chat, una ragazza dell’Europa dell’Est gli chiede se ha skype. Lui risponde di no e aggiunge: “Ti serve qualcosa in particolare?”. “NoN per famigliarizzare” risponde la ragazza dell’Est.)
venerdì 20 febbraio 2015
sensibilità
Leggo l'indignazione di tantissime ma davvero tantissime persone per quanto i tifosi olandesi hanno fatto alla Barcaccia di Roma e sinceramente la prima cosa che mi viene da chiedere, da laureato in beni culturali che della sua laurea ha fatto carta igienica, è: ma in Italia quando mai è fregato qualcosa a qualcuno dei beni artistici e ambientali? Adesso si incazzano tutti e c'è qualcosa che non mi torna, sinceramente. Ma forse sono solo io che sono perfido e penso male di tutti voi e della vostra sensibilità nascosta.
giovedì 19 febbraio 2015
pensierino di fine giornata
Se quando ho cominciato a fare sta cosa della casa editrice sapevo che l'80% del mio lavoro consisteva nel discutere al telefono di offerte, finanziamenti, preventivi e fatture, me ne andavo direttamente a lavorare in un call center che almeno a fine mese ci avevo uno stipendio.
strani casi
Un tale di nome Alberto e basta mi scrive una mail e mette come oggetto: Scopri la tua seconda entrata! Così Libero, invece di infilarla nello spam, me la infila direttamente nella cartella delle Offerte. Io mi faccio qualche domanda su Alberto, e anche sulla libertà senza censure di Libero. Alberto, invece, sembra molto entusiasta e propositivo: “Fidati di me, non te ne pentirai, anzi...” e quei tre puntini risuonano come campanellini (di allarme) nei prati vergini della mia innocenza. Devo proprio inoltrarla al mio urologo questa, mi dico, sono sicuro che gli piacerà pure a lui.
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