domenica 19 febbraio 2017

pranzo di famiglia

Mangiamo risotto, mentre guardiamo la diretta dell'Assemblea del PD.
"Ci pensi?" dico a mio fratello. "Stiamo assistendo a un momento storico, la morte del PD..."
"Ma mica la morte loro..." risponde mio fratello.

sabato 18 febbraio 2017

misteriosa donna ucraina

Mi piace urlare forte se dura il sesso.
Mi piace se ogni cosa fa rima per amore.
Viagra.
Cialis.
Leigra.
Online.

Non vorresti passare un San Valentino diverso
con me nel mio letto?
Non vorresti scoprire fin dove
ti dura l’amore?
Ti posso invitare da me o venire con te.
Non vorresti consumarmi e conoscermi?

Giannina

il re all'ereditiere

Buongiorno
il mio nome è Francis King
e lavoro come avvocato
per un grosso studio in Argentina.

Sono esecutore testamentario
di un facoltoso emigrato italiano
che porta lo stesso Vostro cognome
e morto durante un incidente
lasciandomi in custodia il suo denaro
in un conto destinato alla figlia
morta insieme a lui nell’incidente.

Abbiamo tentato più volte
di contattare i suoi parenti lontani.
Ma da indagini esaustive
(per quanto limitate dall’etica professionale
che ci obbliga a operare con cautela
e con riservatezza estrema
quando si tratta di clienti con simili
conti in banca) ci è stato
impossibile identificare un valido erede.

Così da ora e in qualsiasi momento
il lascito del mio cliente
potrebbe essere dichiarato inutilizzabile
e confiscato di conseguenza
dalle nostre Autorità
che prescrivono come OBBLIGATORIA
la presenza di un erede in carne e ossa.

Per aggirare il problema
e garantire una successione
al fondo di cui sono guardiano
ho bisogno dunque del Vostro aiuto.
Mio caro amico dopo lunga ricerca
ho trovato il Vostro nome che soddisfa
tutti i requisiti legali di un beneficiario
essendo identico a quello del defunto.

Sono certo che nessun altro
potrà rivendicare tali fondi, dunque
col mio aiuto sarà facile
disbrigare ogni pratica in breve
e con piena soddisfazione di entrambi.
Vi scrivo anche per chiedere il Vostro consenso
a presentarVi qui come l’erede più diretto
poiché Voi portate lo stesso cognome
in modo che i proventi
siamo presto versati e preferibilmente
su di un conto straniero
fuori del controllo delle nostre Istituzioni.

Ho già tutte le informazioni necessarie
per convalidare la Nostra affermazione.
Tutto quello che Vi chiedo
è la Vostra collaborazione e la fiducia.
Tutto quanto posso dirVi
è che il compenso sarà tale
da valere ogni sforzo.

Al ricevimento della Vostra risposta
Vi fornirò un numero sicuro di telefono
attraverso cui pianificare ogni dettaglio
di questa operazione delicata.
Rispondetemi dunque quanto prima
ma solo attraverso la mia e-mail privata.

Cordialmente Vostro
Francis King, avvocato

venerdì 17 febbraio 2017

disgusto

Tre minuti ho visto della nuova trasmissione della Clerici solo per rendermi conto, con vero stupore, di come sia riuscita a scendere ancora più in basso di quanto avesse mai fatto finora. In una sola trasmissione è riuscita a mettere insieme il peggio dei format della televisione italiana che tanto piace agli abbonati Rai: i bambini canterini messi in mostra come carne da macello, i talent buoni per tutti ma con la giuria pagata apposta per spezzare le gambe, e le amate storie di disperazione famigliare che tanto ci commuovono perché ci fanno sentire buoni e fortunati insieme. Praticamente la latrina in cui sguazza questo Paese riassunta da una donna furba e arrivista che ha fatto della parola ipocrisia sinonimo di qualità. Sono disgustato.

il giudizio più triste che ho letto su paterson

Già odio la mia quotidianità grigia e senza scampo. Perché dovrei amare un film che fa del suo centro la stessa quotidianità che vivo io, dicendomi che in essa v'è racchiusa una poesia che io non sono in grado di vedere?

un altro

Stanotte ho sognato di riscrivere da capo un mio libro, Rivelazione, un insieme di prose poetiche e novelle inframmezzate da una manciata di poesie, e di farne invece un romanzo riempiendo le falle fra le sue molte storie. La cosa fantastica, nel sogno, era vedere le reazioni dei lettori alla sua uscita. Tutti mi dicevano: Ecco, così è più bello, ora sì che si può leggere. Ma alla fine non vendeva una sola copia in più della versione precedente. Mio fratello, da bravo grillo parlante, a commento della cosa mi diceva: Il problema non è la storia in sé o come viene raccontata, ma chi la racconta. Se al posto tuo c'era un altro il libro aveva più successo.

mercoledì 15 febbraio 2017

ah-ha!

Sometimes an empty page presents more possibilities.
(Paterson, Jim Jarmusch)

sabato 11 febbraio 2017

modernità di leopardi

Scrive l'editore Luca Sossella sulla sua pagina Facebook: 

Baudelaire usa il termine flâneur (con valore simbolico) su Le Figaro nel 1863 e Benjamin lo riprende nei Passages dal 1925… Nel 1995, quando organizzai con Ferruccio Montanari, Patrizia Novajra, Aldo Busi, la famiglia Leopardi di San Leopardo la comunicazione della mostra Il giovane Giacomo, la prima delle tre a Recanati, poi seguirono Giacomo e la scienza e Giacomo e la memoria, ho scoperto un testo scritto da Leopardi nel 1832 che raccontava la volontà di progettare una rivista, "Lo Spettatore fiorentino", (che non vide mai la luce). 
 Nel preambolo presentato per ottenere la licenza di pubblicazione Leopardi scrive: «Se in italiano si avesse una parola che significasse quello che in francese si direbbe le flaneur, quella parola appunto sarebbe stata il titolo sospirato: perché sottosopra il mestiere dei futuri compilatori del nostro Giornale, è quello che si esprime col detto vocabolo francese. Ma nella lingua italiana, benché ricchissima, non si trova mai una parola di questo genere.» 
Mi chiedo, come gli è venuto in mente, come mai Giacomino ha pensato il termine così "moderno", e intraducibile, flâneur nel 1832, dove lo ha letto con quel significato così “metropolitano"? 
Ho chiesto un parere al raffinato filologo leopardista Claudio Colaiacomo, ma ne sa quanto me; ipotizziamo, presumiamo che Leopardi non lo abbia sentito da nessuna parte, e sia frutto del suo straordinario intendere veggente e della sua conoscenza profonda della lingua francese. L'etimo, è risaputo, deriva da "flane" che in norvegese significa bighellonare senza scopo, ma ciò che mi interessa è sapere come mai Giacomino usa il termine con rara consapevolezza trent'anni prima di Baudelaire. Chi lo sa faccia un passo avanti, di grazia.

giovedì 9 febbraio 2017

commozione

Oggi mi è arrivata la raccolta di poesie di un ragazzo, talmente ben fatta che come l'ho aperta ho letto una decina di testi e mi sono detto: Questa la voglio pubblicare. Senza un dubbio. Mi capita così di rado che quasi mi sono commosso.

uno senza voce

A chi interesserà quello che sono
se sono defilato dalla folla e non richiedo
il plauso o la carezza che asseconda
dal pubblico-padrone? Non credo
verrò mai celebrato se non da generosi
nel difendermi: non uno della massa lui
ma ancora uno dei tanti difettosi
uno senza voce perché fuori dal coro.

mercoledì 8 febbraio 2017

requiem per un gattino

L’anno passato abbandonarono un micino sulla porta di casa. Era malatino ma dolce, così ho deciso di curarlo mentre gli cercavo una casa. Il micino è guarito ed era bello e vivace quando alla fine se lo è preso un cugino di mio padre per tenerlo in campagna. Oggi il cugino di mio padre mi ha detto che il gattino è morto durante l’ultimo gelo. Così ripubblico, per ricordarlo, queste due poesie che avevo scritto per lui.

1

Un piccolo tutt’ossa nero di sfortuna
mi si stringe alle calcagna
cercando in me il fratello: stipula
un patto famigliare
rifiutando di mangiare se io
sono lontano. È il patto
di un compagno per la vita
santificato nel latte del mattino
che strofina sul mio pollice grato
col musetto che gli sanguina d’amore.

2

Mi stringe in gola il sangue.
Mi sanguina dal cuore.
Ogni tua cellula perduta si fa
goccia che risale. Sale e soffoca
dal cuore ma non passa.
Ristagna e secca
negli occhi senza pianto.
E brilla il mio rimorso.
Inumidisce il canto. Perché ti perdo?
Perché non ti ritrovo?

martedì 7 febbraio 2017

e sono quasi scomparso...

Ho letto oggi della morte di Enzo Mazza, poeta splendido che ho conosciuto, e gliene sono grato, attraverso la tesi di Daniela Gentile a lui dedicata. Chissà quanti ce ne sono di poeti così nel mondo, bravissimi, colti, ma in posizione defilata rispetto al clamore editoriale dei salotti, dei festival e dei premi. Gente che vive dell'amore di pochi toccati dalle loro parole e che poi se li assumono, come testimoni di un passaggio, discreto ma necessario. 

Io sempre ti ho voluto un bene
quasi celeste (e il quasi è solo un limite
posto dalla mia fede prima
vacillante, poi spenta). E sono quasi
scomparso, ritiratomi dal mondo
per mia scelta dolente, irreversibile.
Non me ne pento, e mai riprenderei
costumi disusati. Se non ho
toccato la saggezza, poco
m'importa. Vivo come posso
e come devo a te, a me stesso.
Ma il bene viene prima
d'ogni altra cosa: è l'ultimo mio fuoco.

[Enzo Mazza, inedito del 1990]

incontro con vittorino curci

Molta narrativa oggi mi annoia. Leggo 50-70 pagine di un libro e poi lo abbandono per noia. Mi pare che gli scrittori di oggi abbiano, quasi tutti, una carenza di ambizioni nei confronti della parola. Parlano tutti della storia, la storia, o della psicologia dei personaggi, come se la storia o la psicologia fossero le uniche cose che contano in un libro, e si dimenticano o ignorano volutamente la materia, la possibilità che ha la parola di dare, o di ridare, una consistenza tattile al mondo, ruvida o morbida che sia, un volume, una terza dimensione. Poi se glielo dici tutti ti rispondono che questa ricerca nel loro lavoro c'è stata, ma io non la vedo. Le loro storie, i loro personaggi spesso sono bidimensionali, affrettati, basati su una buona intuizione che spesso non viene sviluppata. Te ne accorgi perché i loro mondi non si staccano da loro. La grande letteratura la riconosci dal grado di autonomia di un personaggio dal suo autore, dalla sua capacità di vivere e di muoversi oltre l'autore, di crearsi uno spazio tutto suo dove l'autore è costretto a spingersi anche suo malgrado. Io sono per formazione un poeta, lo capisco quando chi scrive tocca le parole con mano, le modella con cura, ci ritorna sopra di continuo. Ed è un lavoro che può richiedere anche anni. Se leggi Thomas Bernhard, ad esempio, lo senti questo lavoro sulle parole, riconosci questa ambizione, questa grandezza che riesce ad annientarti, che annienta lo stesso Bernhardt, che era stato appunto un poeta... Per questo ultimamente leggo preferibilmente libri di poesia o di saggistica, opere che possano aprirmi nuove direzioni. In questi giorni, ad esempio, sto leggendo Il canone occidentale di Harold Bloom. Leggo quello e poi rileggo Shakespeare, Re Lear, tenendo conto di quanto vi è scritto, ed è per certi versi una lettura nuova e appassionante.

domenica 5 febbraio 2017

the gipsy

“…quando gli ho chiesto di suonare The Gypsy, che è un brano che lo stesso Parker ha suonato una sola volta nella seduta storica e drammatica di Lover Man, Massimo non lo aveva mai sentito. Glielo feci sentire io in studio, una volta sola, e lui l’ha suonato subito dopo ad orecchio, l’ha suonato incerto come quello di Parker, due versioni entusiasmanti. Parker suonò a stento la melodia di The Gypsy perché stava male, la suonò usando appena le note fondamentali del tema, era al minimo delle sue possibilità ed al massimo della sua creatività. Ho tenuto presente quella seduta di Parker. Massimo suonando quel pezzo, ha accettato la sfida e si è messo nella condizione psicologica di Parker. Erano tutti e due in un momento di impedimento: Parker non aveva facoltà mentali giuste in quel momento, Massimo non conosceva il pezzo; entrambi hanno fatto un capolavoro di un brano che non avevano mai suonato.” 

[Paolo Piangiarelli]


Da JAZZ FROM ITALY.

paradossi

Facebook che mi suggerisce di chiedere l'amicizia a questo tipo cupo coi capelli verdi che poi scopro essere mio fratello (e in effetti mi ricordo la foto gliela ho fatta io) e mio fratello non dà l'amicizia nemmeno ai suoi stessi amici figurati se la dà a me, che poi io e mio fratello tecnicamente ci vediamo tutti giorni, quindi nemmeno ci serve essere amici.

paesaggio urbano nel primo pomeriggio

allarme

Alla faccia della Buona Scuola i nostri studenti non sanno scrivere in italiano. I professori universitari lo scrivono allarmati al Governo. L’Istat dice oggi che in Italia ci sono 3 milioni di lettori in meno. L’Espresso diceva due giorni fa che invece in Italia si registrano 3 milioni di poeti. Mi chiedo: saranno forse gli stessi? A giudicare da quello che ci arriva spesso in redazione fra manoscritti e proposte di collaborazione, sarei quasi propenso al sì.

sabato 4 febbraio 2017

faust

Al terzo libro che compro questa settimana senza potermelo permettere, mi dico basta ed esclamo: Ok, è finita! Questo è l'ultimo che compro quest'anno! 
La mia libraia mi risponde: Ci vediamo dopodomani.

carezza

Stamattina, riguardando il mio conto in banca che si assottiglia, pensavo una cosa: che per quanto possa sforzarsi (e non si sforza) l'Editoria tutta non potrà mai restituirmi tutto quello che le ho dato. Intanto la gatta tenta di strapparmi un dito con una unghiata e mi dice: Lillo, è sempre tempo per una carezza. Vale più quella sulla mia testa che uno stupido libro che pende sopra la tua.